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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Più laboratori e stage per avvicinare la scuola al lavoro

L'indagine europea - Il 14 gennaio a Bruxelles è stato presentato il Rapporto McKinsey "Education to Employment: Getting Europe’s Youth into Work" (Dall’istruzione all’occupazione: l’ingresso nel lavoro dei giovani europei), condotto su otto Paesi Ue, Germania, Svezia, Gran Bretagna, Francia, Spagna, Portogallo, Italia, Grecia, che insieme rappresentano quasi il 75% della disoccupazione giovanile rilevata nei 28 Stati dell’Unione. In questa occasione sono state avanzate le proposte dei giovani in merito all'istruzione pubblica e alla necessità di creare ponti fra scuola e lavoro per ridurre l'allarmante tasso di disoccupazione europeo.

Un ponte tra scuola e lavoro - Secondo i giovani del Forum, è necessario che le Istituzioni creino delle vere e proprie forme di sostegno all’occupazione giovanile e di incontro tra domanda-offerta di lavoro. Ciò significa, da una parte, la valorizzazione e il potenziamento dell'istruzione professionale, e dall'altra una riorganizzazione degli strumenti di alternanza tra istruzione e lavoro sia nelle scuole che nelle università, come stage e tirocini. L' obbiettivo è arrivare a percorsi formativi in cui l'aspetto pratico, l'esperienza, vadano pari passo con la teoria. Agli studenti italiani ed europei serve una scuola che prepari "sul campo" al lavoro, che dia ai giovani gli strumenti per entrare subito dopo il diploma in "azione"

Contestualmente soltanto il 26% degli studenti italiani di scuola secondaria di 2° grado afferma di ricevere sufficienti informazioni sugli indirizzi di studio postsecondari e solo il 19% sulle opportunità di occupazione collegate agli indirizzi di studio. Questo non è senza conseguenze: l’Italia ha il numero più basso di studenti che seguono l’istruzione professionale (34%) e solo il 45% degli studenti che ha fatto percorsi liceali afferma, con il senno di poi, che avrebbe seguito lo stesso indirizzo di studi.

I bisogni degli studenti italiani - Dal canto loro gli studenti italiani hanno ben chiari gli ambiti in cui è necessario un immediato intervento delle Istituzioni per una rivoluzione essenziele delle drammatiche condizioni in cui verte la Scuola italiana, ovvero:

  • edilizia scolastica
  • partecipazione e protagonismo studentesco
  • istruzione tecnica e professionale
  • collegamento tra saperi e lavoro
  • diritto allo studio
  • strumenti didattici e formazione degli insegnanti

«Le politiche di definanziamento in materia d’istruzione degli ultimi governi  hanno reso drammatico lo stato in cui versano scuole e università. Il tasso di abbandono scolastico al 17,6% e il drastico calo delle immatricolazioni all’università non soltanto pongono il nostro Paese a una distanza abissale dagli obiettivi di Europa 2020, ma impongono anche una riflessione complessiva sulle scelte economiche da prendere in una fase ancora di profonda crisi. L’Italia, infatti, è tra i Paesi che spende meno per Scuola e Università pubblica».

Aferma Giuseppe Failla, portavoce del Forum, che aggiunge «è evidente come le risorse stanziate dal DL Istruzione dello scorso Settembre «siano in questo quadro positivi ma assolutamente insufficienti».

 

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