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  • Scritto da: Angela Ardizzone

Riforma Scuola: 56 audizioni per il ddl in 15 giorni

Parte l'iter del ddl sulla riforma scuola approvato il 12 marzo. La prima lettura del documentato è stata assegnata alla Camera, mentre, secondo quanto afferma D'Ottavio, Deputato del Partito Democratico, la VII Commissione Cultura e Istruzione avvierà a breve il processo di discussione e approvazione della riforma scuola, che durerà circa 15 giorni. Si tratta di un periodo di tempo veramente breve, se si considera che sono in programma circa 56 audizioni. 


 

Ddl riforma scuola: 56 audizioni in 15 giorni

La lettura del ddl di riforma scuola parte dunque dalla Camera, conferendo al provvedimento una solida maggioranza, e soprattutto si parte con la consapevolezza che, se sarà necessario, potrà essere utilizzato un decreto d'urgenza. Il ddl verrà visionato da 56 soggetti interessati, che comprendono organizzazioni sindacali, associazioni studentesche, associazioni degli insegnanti e dei genitori. Tutto sarà svolto in 15 giorni, arco di tempo in cui capiremo meglio gli atteggiamenti dei gruppi parlamentari. D'Ottavio afferma inoltre che il PD ritiene indispensabile procedere entro il 1° settembre (intenzione confermata più volte nel corso degli ultimi mesi), in modo da stabilizzare i precari, che, stando agli ultimi numeri, saranno circa 100 mila. I soldi ci sono, serve solo attuare nel più breve tempo possibile la riforma scuola in tutti i suoi punti. 
 

Ddl riforma scuola: su cosa si discuterà?

I punti della riforma scuola sono tanti, riguardanti in mondo della scuola a 360°: istituti, dirigenti scolastici, insegnanti e allievi. Tra le proposte, ricordiamo l'urgente assunzione dei precari che da anni ormai sono intrappolati nelle graduatorie ad esaurimento: resta tuttavia oscuro il fatto di come si possa procedere in tempi brevissimi per attuare il piano entro il 1° settembre. Si pensa poi di dare più autonomia alle scuole, precisamente ai dirigenti scolastici, i quali avranno il compito, tra le altre cose, di scegliere gli insegnanti attraverso albi territoriali regionali, in cui figureranno i docenti con i propri curricula. Alcune materie saranno potenziate, come musica, storia dell'arte ed educazione fisica, nonché inglese ed informatica, per non restare indietro rispetto al resto d'Europa. Infine, ci sarà un maggior collegamento tra scuola e lavoro, le cui modalità sono ancora tutte da decidere.

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