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  • Scritto da: Angela Ardizzone

Riforma Scuola approvata dal Cdm

Dopo vari rinvii, ieri, giovedì 12 marzo, è stata approvata la riforma scuola dal Consiglio dei ministri. Tante sono le novità, già anticipate nelle scorse settimane, contro cui però migliaia di studenti sono scesi in piazza, manifestando e proponendo idee diverse, idee che partono dal basso, da coloro che sono i veri diretti interessati della riforma. Tuttavia, il Cdm si è riunito, approvando tutte le linee guida della riforma scuola che erano state previste. Adesso tocca al Parlamento, il quale, se lavorerà in tempi brevissimi, riuscirà a realizzare velocemente tutte le proposte: eccone alcune.

Discipline rafforzate

Discipline come musica, arte, inglese, educazione fisica, spesso svalutate, nei prossimi mesi saranno rinforzate e acquisiranno più importanza a partire dalla scuola primaria. Le maestre di inglese dovranno dimostrare di conoscere la lingua perfettamente, mentre l'ora di educazione fisica non dovrà essere una semplice ora di svago, ma dovrà far emergere le doti sportive di ciascun allievo, e formare caratteri e stili di vita. Così vale anche per musica e arte: si tratta di materie messe in secondo piano, tuttavia sono discipline importanti per la formazione di una persona. 

5 per mille alla scuola

Il 5 per mille sarà destinato anche alle scuole, mentre coloro che manderanno i figli alle paritarie avranno la detrazione fiscale. Inoltre, ci sarà lo "school bonus": chi farà donazioni per far costruire nuovi edifici scolastici, per la manutenzione o per la promozione di progetti dedicati all'occupabilità degli studenti, avrà il credito di imposta al 65% in sede di dichiarazione dei redditi. 

Piano assunzioni docenti

Da mesi ormai si discute sul piano assunzioni dei precari, e ieri pare che si sia arrivati ad una conclusione. Renzi infatti dichiara che saranno assunti 100 mila docenti (non più 150 mila?) tra coloro che sono inseriti nelle graduatorie ad esaurimento e i vincitori del concorso 2012. Gli idonei che invece sono inseriti nelle graduatorie di istituto dovranno affrontare e superare un concorso. 

Gestione docenti

I Presidi potranno chiamare direttamente gli insegnanti presenti in un Albo, che conterrà il curriculum di ciascuno. Così, grazie all'organico funzionale, non ci saranno più né supplenti né classi pollaio. 

Restano gli scatti di anzianità, ma verrà inserita una cifra aggiuntiva riguardo il merito, merito che deciderà il Preside insieme al consiglio dei docenti. Ciò significa più autonomia alle scuole, il primo punto, secondo quanto dichiara Renzi, della Riforma Scuola

Ci sarà poi la "carta del prof", un bonus annuale di 500 euro per i docenti, da spendere per finalità culturali: teatri, mostre, concerti ecc...
 

Studenti in corteo: 50 mila contro la riforma scuola

E nella stessa giornata in cui sono state approvate le linee guida della riforma scuola, sono stati in 50 mila a dire no, scendendo in piazza e manifestando contro La buona scuola di Renzi. "Siamo in 50 mila e abbiamo sfiduciato il Governo": a questo grido gli studenti manifestanti hanno protestano contro la riforma scolastica, proponendo un'alternativa di scuola, di Paese e di Europa. 

Quaranta cortei hanno sfilato per tutta Italia, convocati dall'Unione degli Studenti.

A Milano, sono stati lanciati sassi e fumogeni a Palazzo Lombardia, e uno studente è stato fermato mentre gettava vernice e oggetti contro gli agenti.

A Roma, gli studenti sono partiti da Piazza Repubblica, urlando al megafono: "Questo è l'ennesimo attacco alla scuola pubblica. Torniamo in piazza per riappropriarci dei nostri diritti. La Grecia è un esempio da seguire per la lotta contro l'austerity. Siamo un fiume in piena e non ci fermeranno".

A Bologna invece, gli studenti della rete Link hanno costruito un muro simbolico fatto di scatoloni e cartelli: esso "rappresenta simbolicamente l'effetto che le politiche degli ultimi anni hanno avuto sull'Università, la barriera quasi inaccessibile che gran parte degli studenti si trova quotidianamente di fronte nell'accesso agli studi, a causa di un sistema di welfare del tutto insufficiente, e che sta determinando l'espulsione di massa dai luoghi della formazione". 

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