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  • Scritto da: Angela Ardizzone

Riforma Scuola: in aula alla Camera il 7 luglio

Il prossimo 7 luglio il ddl di riforma scuola sarà nell'aula alla Camera: lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. La decisione è stata contestata da Sel e Movimento 5 Stelle, che hanno accusato maggioranza e Governo di aver attuato una forzatura. Tuttavia, Renzi e il suo seguito non hanno intenzione di fermarsi, e una volta ottenuto il sì del Senato probabilmente entro stasera, la settimana prossima si passerà all'esame delle commissioni competenti. Salvo imprevisti infatti, la fiducia dovrebbe passare, anche se con una manciata di voti. La minoranza del PD, a quanto pare, voterà la fiducia, mentre Lega, Forza Italia e Movimento 5 Stelle voteranno la sfiducia. 


 

Ddl riforma scuola: gli emendamenti

Sono circa 630 i subemendamenti al testo di riforma scuola; tuttavia ormai, come abbiamo già detto, si è ormai prossimi al voto di fiducia in Senato. 

Tra i punti di riforma scuola più discussi ci sono i poteri del dirigente scolastico, la valutazione degli insegnanti, il piano dell'offerta formativa, le modalità e i criteri di assunzione dei docenti precari e le agevolazioni fiscali per chi fa donazioni a scuole private. Inoltre, qualche giorno fa è stato presentato un maxiemendamento, con una serie di importanti modifiche:

  • tra i precari che saranno assunti a partire dal 1° settembre dovranno figurare anche coloro che hano superato il concorso 2012
  • la chiamata diretta da parte dei presidi dovrà partire dal 2016
  • gli incarichi avranno una durata triennale
  • il dirigente scolastico gestisce l'istituto, ma dovrà attenersi alle decisioni degli organi collegiali
  • il POF sarà elaborato dal collegio docenti su indicazione del dirigente scolastico, e dovrà essere approvato dal consiglio d'istituto


Riforma scuola: continuano le proteste

Intanto, le proteste contro l'approvazione del ddl riforma scuola continuano a ritmo serrato: docenti, sindacati e unioni studentesche perseverano nel lottare contro una futura scuola-azienda, ingiusta e antidemocratica.

I sindacati hanno già annunciato ricorsi a catena e referendum abrogativi a partire da settembre. La Gilda infatti ha deciso che ricorrerà alla Corte costituzionale e lancerà un Referendum abrogativo. Poi, dobbiamo considerare gli innumerevoli ricorsi da parte degli abilitati Pas e TFA, i quali hanno senz'altro diritto all'assunzione: essi sono circa 70mila, e dopo aver perso tempo e denaro, non hanno di certo voglia di vedersi annullare tutto di punto in bianco. Si prospetta dunque un autunno molto caldo, tra referendum, manifestazioni e continui ricorsi. 

 

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