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  • Scritto da: Angela Ardizzone

Riforma scuola: nei prossimi giorni il voto finale

L'iter della riforma scuola non si arresta, anzi, il Governo intende arrivare al voto finale fra pochissimi giorni, mercoledì 20 maggio. Nei giorni precedenti sono stati approvati i primi articoli del ddl Buona Scuola, quelli riguardanti l'alternanza scuola-lavoro, lo stanziamento per i Piani digitale e il potenziamento dei laboratori. Nei prossimi giorni saranno dunque valutati gli articoli rimasti del ddl riforma scuola e successivamente si arriverà al voto finale, per poi definire il tutto entro metà giugno. 


 

Riforma scuola: la corsa al voto finale

Il Governo ha dunque intenzione di terminare nel più breve tempo possibile i lavori al ddl di riforma scuola, nonostante le innumerevoli proteste e manifestazioni tenutesi nelle ultime settimane. In seguito al voto finale a Montecitorio il provvedimento passerà al vaglio al Senato, dove sono previsti solamente alcuni piccoli ritocchi. Successivamente, il provvedimento passerà di nuovo alla Camera, dove entro metà giugno si avrà la votazione definitiva. Renzi infatti ha accelerato i tempi di lavoro, e ha affermato che l'Italia non può più perdere più tempo, dunque, dopo aver discusso, si decide. 
 

Riforma scuola: le proteste non si placano

Intanto però, le proteste non si placato, e, oltre alle manifestazioni organizzate da sindacati e a cui partecipano anche esponenti del M5s, sono state boicottate le prove invalsi 2015 e i docenti minacciano il blocco scrutini. Il blocco scrutini è stato proclamato dai Cobas, articolato per regioni, ma gli insegnanti che aderiranno rischiano la precettazione e altre sanzioni disciplinari, in particolare se ciò dovesse compromettere gli esami di Maturità delle classi terminali.

A tal proposito Renzi, ospite all'Arena di Giletti su Rai 1, dice: "Non si può minacciare il blocco degli scrutini, non si può giocare sulla pelle dei ragazzi. Anche chi boicotta i test Invalsi perché non li condivide non dà un bell'esempio di educazione civica. Io credo che la maggior parte dei professori sia pronta ad un sistema di valutazione. Chi ha voglia di parlare in modo serio avrà un governo attento. Noi siamo pronti a dialogare".
 

Riforma scuola: quali sono i punti più controversi?

Sono tanti i nodi da sciogliere riguardanti la Buona Scuola, ma uno in particolare ha destato non poche polemiche: la figura del dirigente scolastico con ampi poteri, in particolare nel campo della selezione dei docenti. Rispetto al disegno iniziale, la figura del "preside-padrone" è stata ridimensionata, ma si spera che nei prossimi giorni venga smorzata ulteriormente. Poi ci sono ancora i nodi assunzioni: saranno assunti 100 mila precari delle graduatorie ad esaurimento, ma gli altri che fine faranno? Rimangono ancora in sospeso gli abilitati del TFA, che dovranno attendere i prossimi concorsi, mentre per i semplici laureati la situazione è ancora peggio, in quanto al momento non è previsto alcun corso abilitante da attivare. 

La Buona Scuola inoltre intaccherebbe anche le scuole paritarie, in quanto sarà loro impossibile assumere insegnanti qualificati, che dovranno accontentarsi dello "scarto delle scuole statali". 

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