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  • Scritto da: Angela Ardizzone

Ritorna il Bonus Maturità

Pare proprio che Stefania Giannini, nuovo ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, abbia già idee ben precise sulla forma futura della scuola italiana. Da un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, possiamo comprendere fin da subito quali siano i suoi programmi: adozione del bonus Maturità, una riforma della scuola media, eliminazione dei concorsoni; riguardo la riduzione degli anni scolastici e l'introduzione della tecnologia, il nuovo ministro ha invece espresso alcune titubanze.

Il Bonus Maturità non ha avuto vita facile fin dalla sua nascita: voluto dal ministro Profumo, fu eliminato subito dopo da Maria Grazia Carrozza, proprio mentre migliaia di studenti tentavano di superare i Test di Medicina. Da qui, automaticamente, scaturirono diverse polemiche. Secondo la Giannini, la polemica non è stata scatenata dall'introduzione del Bonus Maturità di per sé, ma piuttosto dal fatto che si siano cambiate le regole in corso. Il ministro, infatti, è favorevole all'applicazione del bonus, in quanto "il voto di maturità non è altro che la sintesi che uno ha fatto nei precedenti anni di carriera scolastica, quindi deve esserci".

Per quanto riguarda una possibile riforma della scuola, il nuovo ministro pare voglia concentrarsi più sull'anello debole del sistema scolastico italiano, la scuola media, mentre non sembra molto propensa a ridurre a 4 gli anni delle scuole superiori, come già la Carrozza aveva sperimentato in cinque licei. Dice infatti a tal proposito: "Non sono contraria a continuare la sperimentazione ma non sono entusiasta sostenitrice all’idea di eliminare un anno alle scuole superiori sia la carta vincente. Piuttosto, penso che abbiamo tre cicli di scuola, due funzionano molto bene, uno, quello intermedio, molto meno. La scuola media inferiore è quella che ha bisogno di maggiore attenzione". Inoltre, nelle nostre scuole va migliorato il sistema di valutazione: le prove Invalsi, per esempio, hanno sicuramente dei pregi, ma tanti difetti che vanno assolutamente corretti.

Alcune perplessità ci sono anche riguardo l'introduzione della tecnologia nelle scuole. Stefania Giannini dice sì alla tecnologia, ma questa non deve avere la priorità su tutto il resto, e non deve assolutamente sostituire i libri: "...A scuola senza zaino? No, deve esserci anche un contatto con la dimensione cartacea della cultura". 

E i professori? Il mega concorso introdotto dal ministro Profumo non funziona, poiché "se siamo ancora al punto di partenza ogni volta come nel gioco dell'oca", significa che questo sistema non funziona, e bisogna trovare una soluzione diversa. Si potrebbe dare, dice la Giannini, più autonomia ai dirigenti scolastici nel reclutamento degli insegnanti, per poi in seguito attuare una valutazione delle scuole. Ma per fare tutto ciò è necessario adottare strumenti giusti e innovativi, anche per risolvere la questione dei 120 mila precari in attesa di supplenze.

 

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