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  • Scritto da: Angela Ardizzone

Sciopero scuola 5 maggio 2015

La riforma scuola firmata Renzi-Giannini ha destato non poche polemiche tra insegnanti e studenti, e dopo diverse manifestazioni avvenute nei mesi precedenti, adesso è in corso l’organizzazione dello sciopero scuola 5 maggio 2015. Questa volta parteciperanno tutti i componenti della scuola italiana: insegnanti, Ata, dirigenti scolastici, Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Gilda-Unams, Snals-Confsal, insieme agli studenti della Uds e della Rete studenti medi. Lo sciopero scuola 5 maggio sarà dunque una mobilitazione in grande, che non avveniva dal 2008, quando tutti i sindacati sono scesi in piazza per protestare contro la riforma Gelmini.


 

Sciopero scuola 5 maggio: cosa dice il ministro Giannini

Ad annunciare lo sciopero scuola 5 maggio sono stati i sindacati confederali, dal palco della manifestazione delle Rsu in corso a piazza SS. Apostoli a Roma. La reazione della Giannini sembra essere stata però positiva: lo sciopero è legittimo, tuttavia è necessario che gli italiani capiscano la portata rivoluzionaria di tale riforma. Più che una riforma, secondo la Giannini, si tratta di una rivoluzione da diversi punti di vista: culturale, del metodo e della direzione scolastica. Il ministro poi conclude: “Sono certa che quando sarà capita fino in fondo da tutti ci sarà un’accettazione ma soprattutto una partecipazione ancora più ampia di quella che abbiamo trovato”.
 

Sciopero scuola 5 maggio: i motivi della protesta

La riforma scuola di Renzi  è stata discussa, commentata, approvata e contestata. Ci sono state manifestazioni studentesche e dei docenti, si è protestato contro il proposito di mettere in mano a privati la scuola e per il diritto allo studio. Dopo la presentazione del piano La buona scuola si era parlato dello strumento parlamentare da dover utilizzare per la riforma: prima si era optato per un decreto d’urgenza, poi si è passati al ddl, ma si era proposto di trattare separatamente l’assunzione dei precari, con uno strumento parlamentare specifico. Infine, si è pensato che il tema dell’assunzione dei 100 mila precari (che prima erano 150 mila) non potesse essere disgiunto da tutta la riforma scolastica, per cui è arrivato il ddl di riforma scuola, su cui si sta ancora discutendo in VII Commissione cultura alla Camera.

Con lo sciopero scuola 5 maggio i sindacati chiedono l’immediata stabilizzazione dei precari, che sono stanchi di promesse e rinvii, e che si realizzi una completa autonomia nella scuola, basata sulla partecipazione e collaborazione tra i soggetti che lavorano nella scuola e nel territorio. Secondo Domenico Pantaleo, segretario generale Flc Cgil, del disegno di legge non va bene nulla, va cambiato tutto: “Non è una riforma, né tantomeno una buona scuola, quella che si fa senza coinvolgere veramente i lavoratori che ci lavorano ogni giorno, ascoltando i loro bisogni”. Inoltre, aggiunge Francesco Scrima, leader della Cisl, non si può pretendere di cambiare la scuola senza conoscerne i veri problemi. E’ proprio per questo motivo che da mesi stiamo assistendo a proposte stravaganti, ma che non sono le reali esigenze della scuola per cambiarla in meglio.

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