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  • Scritto da: Angela Ardizzone

Smartphone in classe: via libera dal Ministero

SMARTPHON IN CLASSE: VIA LIBERA DAL MINISTERO. Divieto di utilizzare lo smartphone in classe? Molti sono i ragazzi che fremono dalla voglia di usare il cellulare durante le lezioni... Alcuni lo utilizzano di nascosto, magari sotto il banco o andando in bagno, altri invece, meno temerari, resistono fino al suono della campanella. Ma perché questa atrocità? Perché far soffrire i poveri studenti? I motivi sono tanti, il primo tra tutti quello di evitare che gli allievi copino da Internet durante i compiti in classe, oppure semplicemente perché il cellulare è fonte di distrazione o perché non è educato stare a messaggiare mentre il prof spiega. Da oggi però la scuola fa marcia indietro, e stando a quanto ha annunciato il sottosegretario Davide Faraone, questo divieto verrà tolto definitivamente. 


DIVIETO SMARTPHONE IN CLASSE: PERCHE' FARAONE DECIDE DI TOGLIERLO. Faraone lo ha annunciato a Melog su Radio 24, sostenendo che si tratta ormai di un "divieto fuori tempo". Occorre stare al passo coi tempi, e invece di proibire questo strumento, sarebbe molto utile trasformarlo in qualcosa che possa essere utilizzato come supporto alla didattica. A breve infatti le scuole italiane saranno cablate, dunque bisognerà che i ragazzi utilizzino strumenti che già possiedono, tra cui proprio lo smartphone, in modo da "poter sviluppare una didattica orizzontale nell’utilizzo del digitale". E, come sostiene Faraone, non si tratta di uno strumento da utilizzare solo durante l'ora di informatica, ma l'idea è quella di servrsi della tecnologia anche durante le altre ore di lezione, magari a supporto di ciò che si sta spiegando o su cui si sta discutendo. Il divieto assoluto di utilizzare lo smartphone in classe risale al 2007, ma in questi anni le cose sono cambiate e non si tratta più di un oggetto utile solo al divertimento: esistono infatti applicazioni e funzionalità che permettono di integrare e testare le conoscenze scolastiche. Chiaramente, una cosa è certa: non si tratterà di giocare o stare su Facebook e WhatsApp, ma lo smartphone dovrà unicamente essere utilizzato per scopi didattici ed educativi. 

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