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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Sospesi a scuola? Ai lavori forzati!

Lavori forzati per indisciplinati - Gli alunni dell'istituto alberghiero «Zegna» di Trivero sicuramente ci penseranno due volte prima di comportarsi male. In caso di sospensione, infatti, non avranno la possibilità di rimanere a casa, ma saranno obbligati a partecipare a lavori socialmente utili. Pensate sia ingiusto? Assolutamente no! Si tratta di una sanzione disciplinare prevista dai regolamenti scolastici. "E' un metodo educativo per responsabilizzare i ragazzi - sottolinea il preside Antonello Papa - e non si tratta di una punizione".

Lavori forzati: quali? - I "cattivi" ragazzi del Zegna saranno impiegati in attività legate al loro corso di studi. La scuola ha infatti stipulato alcune convenzioni con Comuni ed enti del territorio, l'ultima è quella siglata con il Comune di Valle Mosso, che vede gli studenti impegnati nella mensa dell'asilo nido della cittadina. Ma l'istituto alberghiero ha firmato accordi anche con altri enti, come  alcune residenze per anziani e altre strutture simili.

Il valore educativo dell'inziativa - Pensate si tratti di una forzutura e di una perdita di tempo? Decisamente no. Impiegare gli studenti in attività pratiche, come il servizio mensa, servirà a rieducarli alla disciplina, e allo stesso tempo avrà il valore di uno stage, un primo incontro con il mondo del lavoro. Del resto non si può certo marinare il lavoro! A tal proposito si è espresso il sindaco della cittadina in provincia di Biella: "Penso che sia un metodo educativo che avrà un duplice effetto positivo: da una parte farà bene agli studenti che dovranno impegnarsi in un lavoro, dall'altra ne guadagna anche il nostro asilo che avrà una collaborazione in più in mensa. Abbiamo accolto subito l'idea che è senza dubbio utile per responsabilizzare i cittadini del domani".

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