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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Terremoto Amatrice e Accumoli 2016: cosa è successo, conseguenze e approfondimenti

TERREMOTO AMATRICE E RIETI 2016: COSA E’ SUCCESSO, CONSEGUENZE E APPROFONDIMENTI. La notte del 24 agosto 2016 il Centro Italia è stato colpito da un forte terremoto. La prima scossa è avvenuta alle 3:36 del mattino, è stata di magnitudo 6 e ha avuto come epicentro Accumoli, in provincia di Rieti, e ha investito con violenza sila il piccolo centro che Amatrice. Nel corso della notte, poi, i movimenti sismici sono proseguiti con scosse di magnitudo variabile tra i 5.1 e i 3. Le zone più colpite dalle scosse sono state Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, anche se i comuni più colpiti restano quelli di Amatrice e Accumuli che sono stati messi in ginocchio anche dalle scosse dei giorni successivi. Cosa è successo? Quali sono le cause di questo sisma? Cosa bisogna fare in caso di terremoto e come è possibile aiutare le persone che sono state colpite? Quali sono le indicazioni della Protezione Civile? Procediamo con ordine e cerchiamo di capire quali sono le notizie che occorre assolutamente sapere sul terremoto del 24 agosto 2016.


TERREMOTO CENTRO ITALIA 2016: LE VITTIME. A quasi una settimana dal terremoto, oggi, lunedì 30 agosto, i soccorsi sono ancora in azione ed è quindi impossibile stilare un bilancio preciso delle vittime del terremoto. Al momento di parla di oltre 240 morti tra Accumoli, Amatrice e nella zona di Pescara del Tronto.Anche per quel che riguarda gli edifici danneggiati o crollati non è possibile fornire dati certi e definitivi. Il comune più colpito all'inizio sembrava comunque essere quello di Amatrice: le foto e i video del paesino, da poco dichiarato uno dei borghi più belli d’Italia, hanno da subito invaso il web. "Il paese non c'è più. Sotto le macerie ci sono decine di persone, nessuna casa è inagibile, serve una tendopoli" aveva dichiarato il sindaco Sergio Pirozzi. Dopo quasi sette giorni la situazione è peggiorata: Amatrice non esiste più e anche Accumuli non ha retto alle scosse.

TERREMOTO AMATRICE E CENTRO ITALIA 2016: LE INDICAZIONI DELLA PROTEZIONE CIVILE. Alle 7 del mattino del 14 agosto 2016 il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio ha dichiarato che l’intensità del terremoto che ha colpito Amatrice e dintorni è paragonabile a quella del sisma che colpì L’Aquila sette anni fa, ma che fortunatamente si tratta di una zona meno popolata. Il responsabile della Protezione Civile del Lazio, invece, ha invitato i cittadini a non agire singolarmente: in questi momenti è importantissimo contattare sempre i soccorsi e non prendere iniziative di alcun genere. (Vi ricordiamo che per il terremoto in Centro Italia il numero verde della Protezione Civile è 800 840840.)

Per sapere come comportarsi durante e dopo le scosse, invece, leggete qui: Cosa fare in caso di terremoto secondo la Protezione Civile

TERREMOTO CENTRO ITALIA 2016: COSA FARE. Si tratta, infatti, di un momento molto delicato. Sapere cosa fare in caso di terremoto è importantissimo, ma anche comportarsi in modo adeguato dopo le scosse è fondamentale. Nello specifico è importante tenere a mente che l’Avis di Rieti ha fatto sapere che urge sangue. È possibile effettuare le donazioni anche da Roma. Recarsi sul posto è, di contro sconsigliato soprattutto perché la Croce Rossa si è raccomandata di lasciare libere le strade di accesso alle zone colpite dal sisma, la via Salaria in primis, aggiungendo che anche le linee telefoniche e i cellulari devono essere lasciati liberi per facilitare i soccorsi.

TERREMOTO AMATRICE E RIETI 2016: LE CAUSE. Nel frattempo, però, non ci resta che tentare di capire cosa è successo e quali sono le probabile cause del terremoto che ha colpito il Centro Italia. Nel corso della notte si è pensato che le scosse fossero l’apice di uno sciame sismico che nel corso del 23 agosto ha colpito diverse zone del nostro Paese, dall’Emilia Romagna alla Sicilia passando per la Calabria. Nelle ore successive la spiegazione data dai sismologi è semplice: la zona colpita rientra nella fascia ad altissima pericolosità sismica che corre lungo l’asse della catena appenninica. Qui i gruppi di montagne sono costituiti da rocce di origine “torbiditica”, cioè composte da un materiale simile a sabbia e argilla. Una composizione che due o tre milioni di anni fa ha facilitato la formazione di una frattura sotterranea, una faglia che a lungo è stata silente e che, a quanto pare, stanotte si sarebbe risvegliata. Impossibile quindi prevedere cosa accadrà nei prossimi giorni o se ci saranno ulteriori scosse di assestamento.

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