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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Un padre chiede al prof di bocciare il figlio...

AVVISO DELLA REDAZIONE

Il 27-06-2013 abbiamo pubblicato la seguente news riprendendo stralci di una lettera giunta alle redazioni di numerosi quotidiani nazionali di indubbia autorevolezza,che rappresentano da sempre per noi fonti sicure e affidabili. Nel pomeriggio il comunicato di un'agenzia di comunicazione ha rivelato di aver inventato tutto. Si tratta di una bufala costruita a regola d'arte per far parlare i media delle falle nel nuovo decreto sul lavoro varato da governo.

Noi di StudentVille sosteniamo da sempre l'importanza di un dibattito accesso sul futuro delle nuove generazioni, sempre più vacillante. Tuttavia ci dissociamo dal metodo utilizzato dall'agenzia: il rispetto per il lavoro altrui in nessun modo può declinarsi in una bufala.

 

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"Prof, può bocciare mio figlio?" - La scorsa settimana abbiamo sorriso leggendo la storia della madre cinquantenne che ha preso il posto della figlia per farle superare l'esame di maturità. La storia che vi racconteremo oggi è di segno opposto e lascia l'amaro in bocca. Il padre di uno studente di un itis romano ha chiesto al prof d'italiano di bocciare il figlio. Pensate sia una richiesta assurda e crudele?

La lettera a Repubblica - A raccontare la vicenda è stato proprio l'insegnante della scuola romana, che ha inviato una lettera al quotidiano Repubblica, da cui emerge il proprio dispiacere e una riflessione triste sul futuro dei giovani in Italia. Perchè questo signore non è un padre senza cuore, o un padre troppo severo, ma un padre disperato.

"Il padre di uno dei miei maturandi, che chiamerò Andrea, mi ha chiesto di bocciare il ragazzo. Andrea è stato uno studente molto volenteroso durante tutto l'anno e non è tra quelli che rischiano in alcun modo la bocciatura. Figlio di una famiglia dignitosa della periferia romana si è barcamenato con caparbia tra lo studio e il lavoro a nero in una pizzeria per aiutare la famiglia. Il padre mi ha spiegato che i proprietari del ristorante dove Andrea lavora gli hanno assicurato che potevano finalmente assumerlo in maniera stabile grazie alla nuova legge sul lavoro in cui le agevolazioni sono po non so davvero cosa fare e spero di essere incappata in un caso limite."

La vicenda rattrista e non possiamo che condividere i dubbi del prof sulla legge in merito

"Io non so davvero cosa fare e spero di essere incappata in un caso limite. Mi chiedo però come sia stato possibile concepire una legge che premiando i giovani privi di diploma rischia di incentivare l'abbandono scolastico. È l'ennesima umiliazione del mio lavoro come di quello di tanti colleghi che nonostante tutto buttano il cuore e l'anima oltre le carenze strutturali della pubblica istruzione. Mi domando a questo punto quale senso abbia il mio lavoro".

 

 

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