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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Vacanze di Pasqua a rischio?

200 giorni per salvare l'anno scolastico - Mentre ieri gli studenti di tutta Italia si accingenvano a dire addio alle vacanze di Natale e a rietrare tra i banchi di scuola, il rientro dei dirigenti scolastici non è stato poi così soft. Alla riapertura delle scuole, infatti, è iniziato il calcolo per i 200 giorni di lezione necessari per rendere l'anno scolastico valido. Un conto che suscita la preoccupazioni in molte scuole a causa dei giorni di scuola che sono andati persi in molti istituti dopo le mobilitazioni dello scorso autunno, e quelli che andranno persi in occasioni delle elezioni previste a partire da febbraio. Tra occupazioni, ponti festivi e annunciati stop elettorali, molti istituti superiori potrebbero non raggiungere il tetto minimo dei 200 giorni previsto dal ministero dell'Istruzione.

Vacanze di Pasqua, salviamole! - La pausa pasquale, quest'anno prevista tra il 28 Marzo e il 2 Aprile, potrebbe essere messa a rischio in caso di esigenza: a dover rinununciare a qualche giorno della pausa di primavera sono gli studenti delle città che ospiteranno i seggi elettorali più volte nei prossimi mesi. Quasi certamente annullati i ponti del 25 Aprile, che cade di giovedì, e del primo maggio, che cade di mercoledì. Il 2 Giugno cadrà di domenica, poco prima del termine delle lezioni, fissato tra l'8 e il 12 giugno. 

Le elezioni: ecco il "problema" - Le scuole che ospitano i seggi, quindi, quest'anno, debbono fare qualche sforzo in più per raggiungere i fatidici 200 giorni, perchè? Ogni tappa elettorale richiede una sospensione fino a quattro giorni, tra allestimento del seggio, spoglio delle schede, disinfestazione dei locali, dal venerdì antecedente al martedì sucessivo.  Inoltre nelle città in cui in primavera si voterà per le amministrative, che prevedono il doppio turno, ovvero il ballottaggio in caso di necessario spareggio fra i contendenti alla poltrona del primo cittadini, aumeterà ancora di più il numero di giorni "persi" per motivi esterni alla scuola stessa.

Facciamo un appello ai presidi: siate clementi!

 

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