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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Vandali a incastrarvi saranno compagni e prof

Vandalismo a scuola - Gli atti vandalici che prendono di mira scuole ed edifici pubblici sono tristemente diffusi  nel nostro Paese. Spesso a danneggiare la scuola sono gli stessi studenti che la frequentano creando numerosi disagi ai loro compagni di classe e di scuola. Si tratta di un fenomeno che spesso i media tendono a dimenticare, ma che rende problematico il regolare svolgimento dell'anno scolastico in molte scuole: i colpevoli difficilmente vengono puniti e acciuffati. Così la Cassazione ha pensato di porre un freno al vandalismo rendendo leggittime in tribunali le "indagini" svolte dai prof all'interno della scuola, tra gli studenti.

Il caso-esempio - In questi giorni la Cassazione ha infatti confermato la condanna a nove mesi di due studenti-vandali che nel 2005 avevano gravemente danneggiato una scuola di Manziana (Roma). I danni furono così gravi che lezioni furono spostate per tutto l'anno scolastico in un'altra sede e i professori hanno ritenuto opportuno tenere riunioni con gli alunni della scuola, per parlare dell'accaduto, durante le quali sono emersi i nomi dei responsabili. Ricorsi in appello gli avvocati difensori avevano affermato “l'inutilizzabilità delle dichiarazioni e delle confidenza acquisite dal personale docente” e utilizzate in sede di processo.

Ricorso bocciato - "Le riunioni con gli alunni non avevano lo scopo di ricercare i colpevoli, essendo gli organi di polizia già impegnati nelle indagini, ma quello di stimolare una riflessione sull'accaduto, sollecitata dagli studenti" che senza costrizioni avevano identificato i colpevoli. Spetta al giudice  stabilire il valore della affermazioni degli studenti tenendo conto delle circostanze in cui sono state rese. Detto, fatto.

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