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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Vercelli, basta feste a scuola per evitare discriminizioni

Più unica che rara la decisione di Annamaria Martinelli, preside dell'istituto comprensivo Sant’Ignazio di Santhià, in provincia di Vercelli. La Martinelli, infatti, ha inviato una circolare in cui ha emanato il 'divieto di introduzione e consumo di alimenti ad uso collettivo nella scuola'.

Tradotto in italiano. Stop a caramelle, torte, pizzette, pasticcini e quant'altro per festeggiare il compleanno all'interno della scuola. Il motivo? Evitare che si possano notare differenze economiche tra la famiglia di un bambino ed un altro.

'Spesso si nota che alcuni bambini hanno la possibilità economica di portare a scuola pasticcini e torte ed altri no', le parole di Annamaria Martinelli, che sottolinea come lei non abbia tolto nulla a nessuno. 'Ma i compleanni si potranno ancora festeggiare, sarà vietato però portare cibi preparati in casa o artigianali'.

Questo quanto si legge nella circolare: 'L’alimentazione a scuola  implica il richiamo a temi connessi alla salute e alla sicurezza, e così la distribuzione e il consumo collettivo di alimenti nelle classi richiama alcune gravi problematiche come il forte aumento di casi di bambini allergici o intolleranti a sostanze presenti negli alimenti e la difficoltà a garantire la sicurezza degli alimenti prodotti in casa'.

Ufficialmente la decisione è stata presa affinché si evitino 'casi di bambini allergici o intolleranti' e per evitare 'la difficoltà di diversificare nella classe la distribuzione di alimenti in base alle allergie o intolleranze di ciascuno'.

Alcuni dei genitori non sono d'accordo sulla decisione della preside: 'Si perde la bellezza di esssere bambini', le parole di Barbara Ceccolin. 'Basterebbe indicare gli ingredienti presenti nei cibi', aggiunge la pediatra Elisa Montanari.


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