Scuola

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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

“Boicottiamo le prove Invalsi!”, la protesta degli studenti

Le prove Invalsi hanno fatto ieri il loro esordio nelle scuole italiane: i test, voluti dal Ministero per misurare il livello di apprendimento degli studenti in matematica e in italiano, hanno coinvolto 500mila ragazzi, 25mila classi di seconda superiore. I numeri arrivati al ministero dell’Istruzione parlano di circa 0,2% di classi che non hanno sostenuto le prove, cifre però che i Cobas hanno contestato parlando di un 20-30% di astensioni. Ma in ogni caso quanti di questi test sono da ritenere validi?

E’ stato forte il movimento anti-prove Invalsi, un tam tam viaggiato alla velocità della luce sui social network: Facebook è stato il motore della protesta, contro una rilevazione che non può avere un valore attendibile, una validità effettiva. “Consegnate il foglio bianco”, “Copiate e lasciare copiare” o ancora “Marinate la scuola”,  sono solo alcuni dei messaggi che hanno invaso il popolare social network negli ultimi giorni. Una ribellione che ha coinvolto gli studenti ma anche gli stessi professori. Come spiegato da un insegnante di matematica dell’Itis Severi di Padova “il punto forte della protesta non è tanto nella distribuzione dei test agli studenti: quella, in quasi tutte le scuole, c’è stata regolarmente. Il boicottaggio sta nella correzione: i professori che non hanno dato la disponibilità sono molti di più e poi se gli studenti stessi hanno aderito in massa alla protesta, come sembra, i test saranno nulli”.

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