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Come fare una versione di latino (Parte III)

Nella prima lezione abbiamo messo in evidenza come prima di iniziare a tradurre la versione di latino è fondamentale leggere il testo e partire con l'analisi della struttura della versione stessa. Nella seconda lezione invece ci siamo occupati dell'analisi grammaticale dei vari periodi. Riprendiamo da dove eravano rimasti, ecco altri 5 consigli su come fare una versione di latino senza stress.

11. Un sostantivo al dativo (complemento i termine) può essere di vantaggio o di svantaggio (es. "Studiamo per la vita"), etico (es. "Stammi bene"), di possesso (es. 'CONSULI SUNT MULTI AMICI = il console ha molti amici'), di fine (es. "Fu fissato un giorno per il colloquio"), d'agente (es. 'AMICIS VIRTUS AMANDA EST = gli amici devono amare la virtù'). Anche con molti aggettivi troviamo il dativo (es. 'UTILIS OMINIBUS = utile a tutti' - 'SIMILARI FRATRI = simile al fratello' - 'NECESSARIUS MILITIBUS = necessario ai soldati').



12. A questo punto non resta che occuparci degli eventuali complementi in ablativo, con o senza preposizione, e di quelli in accusativo con preposizione. Ricordiamo però che si possono trovare degli accusativi senza preposizione che non sono necessariamente complemento oggetto: è il caso del complemento di tempo continuato (es. 'ANNOS QUATTUOR = per quattro anni') e dell'accusativo di relazione (es. 'CAPUT ICTUS = colpito al capo' - 'NUDUS PEDES = coi piedi nudi'). Esistono poi particolari verbi che reggono l'accusativo, senza che si tratti di un complemento oggetto. Occorre infine tener presente che possiamo anche imbatterci in accusativi che non dipendono né da verbi, né da aggettivi e né da preposizioni, ma hanno valore avverbiale [accusativo avverbiale] (es. 'ALIQUID = un po'' - 'NIHIL = per nulla' - 'MAXIMUM = al massimo').



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13. Dopo aver tradotto la proposizione principale si passa alla traduzione (essendo già stata eseguita l'analisi dell'intero periodo) delle eventuali proposizioni coordinate e delle proposizioni subordinate, applicando gli stessi criteri seguiti per la principale (verbo, soggetto, ecc.). Successivamente, nella costruzione italiana del periodo, vedremo se lasciarle al loro posto o, se necessario, ordinarle secondo un criterio che tenga però conto dei vari gradi di subordinazione.



14. Si ricordi che è UN GRAVE ERRORE INIZIARE A TRADURRE CERCANDO SUL DIZIONARIO UNA PAROLA DOPO L'ALTRA SECONDO L'ORDINE CON CUI SI SUCCEDONO NELLA RIGA: in questo modo, non solo è molto più arduo cogliere il senso, ma la costruzione latina può indurre a facili sviste, per non contare la difficoltà di scegliere a prima vista il significato giusto (tra molti) di un verbo di cui si ignora il soggetto (persona, animale o cosa?) e viceversa. Anche quando si procede facendo la giusta costruzione è bene tener presente i vari significati di ogni vocabolo.



15. Pur applicando questo metodo capita spesso d'imbattersi in parole che hanno molti significati, alcuni assai diversi: come scegliere? Solo il contesto, cioè l'insieme degli elementi della frase, può aiutarci: se è un verbo a costituire motivo d'incertezza, si annotano tre o quattro significati importanti (tenendo presente l'idea-base del verbo) e si passa a vagliare il significato del soggetto e, se c'è, dell'oggetto (è una persona o una cosa che subisce l'azione?). In base a questi due elementi sceglierò il significato più appropriato del verbo. E se fosse il complemento oggetto a voler dire più cose? In base al verbo e al soggetto determinerò il più plausibile. E così nel caso del soggetto. Ma se il resto della frase restasse comunque ambiguo? In tal caso non sarebbe proficuo insistere su una proposizione, perdendo troppo tempo: meglio lasciare alcuni significati provvisori scritti in matita e passare alle proposizioni seguenti, da cui verrà una smentita o una conferma dell'interpretazione, o comunque un chiarimento, in base al significato generale del brano.

RICAPITOLIAMO:

PRIMA LEZIONE

 

SECONDA LEZIONE

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