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  • Scritto da: Angela Ardizzone

Come leggere l'esametro dattilico

COME LEGGERE L'ESAMETRO DATTILICO. L'esametro dattilico è la tipologia di verso più utilizzata nella poesia greca e latina. Esso infatti è il verso tipico dell'epica, e nella letteratura latina viene utilizzato anche nelle Satire. Inoltre, nell'elegia, l'esametro insieme al pentametro forma il distico elegiaco. 

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ESAMETRO DATTILICO: LA STRUTTURA. L'esametro dattilico è formato da 5 dattili, ovvero 5 piedi formati da una sillaba lunga e due brevi ( ˉ˘˘ ) e da un piede finale che può essere:

  • uno spondeo: formato da 2 sillabe lunghe ˉ ˉ
  • un trocheo: formato da una sillaba lunga e una breve ˉ ˘

I primi 4 dattili possono essere sostituiti da spondei, mentre per il quinto ciò è piuttosto raro che avvenga. Se però l'esametro presenta uno spondeo al quinto piede, esso viene chiamato esametro spondaico. 

Lo schema metrico dell'esametro allora risulta essere il seguente:


Esametro dattilico: come capire se una sillaba è lunga o breve? Una volta compreso lo schema metrico dell'esametro, prima di cominciare a leggere è necessario stabilire quali sillabe sono brevi e quali sono lunghe. Per determinare ciò, dobbiamo ricordare innanzitutto alcune regole fondamentali:

  1. Una sillaba è breve se contiene una vocale breve
  2. Una sillaba è lunga se contiene una vocale lunga o un dittongo
  3. Una silaba è ancipite se la sua quantità può essere sia lunga che breve

Stabilito ciò, dobbiamo ricordare che:

  • i dittonghi sono lunghi
  • una vocale breve seguita da due o più consonanti o da una consonante doppia (x) diventa lunga
  • una vocale seguita da un'altra vocale è breve, secondo la regola "vocalis ante vocalem brevis est
  • una vocale che precede due consonanti di cui la prima è muta (b, c, d, g, p, ph, t, th) o f + l/r, si trova in posizione debole, dunque può essere sia lunga che breve

Riguardo le vocali brevi o lunghe per natura, per essere sicuri sulla loro quantità è opportuno consultare il vocabolario.


Esametro dattilico: alcuni fenomeni particolari. Oltre alla quantità delle sillabe, prima di passare alla lettura metrica dobbiamo stare attenti ad alcuni fenomeni particolari:

• Sinalefe. Una sillaba che termina in vocale o in -m e si trova di fronte ad una parola che inizia con vocale o h, cade e si fonde con questa:

  • trepida et = trepidet
  • postquam Iliacas = postquiliacas

• Iato. Per motivi metrici, in alcuni casi tra due vocali che si incontrano non avviene sinalefe:

  • pecuri et = la i non si elide, dunque rimane "pecuri et"

• Dieresi. In alcuni casi le due vocali che compongono un dittongo vengono considerate separatamente:

  • au-rum = a-u-rum
     

COME SCANDIRE UN ESAMETRO. Adesso proviamo con un esempio ad individuare le sillabe brevi e lunghe.

1. Sapendo che l'ultimo piede è sempre formato da due sillabe (trocheo o spondeo), iniziamo ad individuare le sillabe brevi e lunghe partendo dall'ultimo piede. Ai fini della lettura metrica non è necessario conoscere la quantità dell'ultima sillaba, per cui possiamo anche non considerarla: 

at trepida et coeptis immanibus effera Dīdo


2. Il quinto piede è sempre un dattilo, dunque, proseguendo a ritroso avremo:

at trepida et coeptis immanibus ēffĕră Dīdo


3. Torniamo poi all'inizio del verso, e analizziamo i restanti piedi:

  • at: visto che la "a" è seguita da 3 consonanti, la sillaba sarà lunga
     
  • trepida et coeptis immanibus: dopo una sillaba lunga ci potrebbe essere un'altra sillaba lunga o due sillabe brevi. Per saperlo, consultiamo il vocabolario: "tre-" e "-pi-" sono brevi; "-da" perde la vocale e si fonde con "et". "Et" è lunga, in quanto la "e" è seguita da due consolanti, ed è seguita da un'altra sillaba lunga, in quanto contiene un dittongo (coep-): abbiamo qui uno spondeo. "-tis" è lunga, e anche "im-", poichè la "i" è seguita da due consonanti, dunque troviamo un altro spondeo. Ci rimangono 3 sillabe, e visto che per completare l'esametro serve un altro piede, avremo un dattilo: -mānĭbŭs.

Il verso sarà allora così scandito:

āt trĕpĭ/da ēt coēp/tīs īm/mānĭbŭs/ ēffĕră/ Dīdo


Esametro dattilico: gli accenti . La lettura metrica dell'esametro dattilico consiste nell'accentuare la prima sillaba lunga di ogni piede, per un totale di 6 accenti. Dunque, una volta scandito il verso, mettiamo gli accenti sulla prima sillaba lunga di ogni piede:

àt trepi/da èt coep/tìs im/mànibus/ èffera/ Dìdo


Esametro dattilico: le pause ritmiche. Infine, per leggere bene un verso in esametro dobbiamo considerare le pause ritmiche, in quanto non è possibile leggere un verso intero in modo continuo. Esistono allora:

  • le cesure, pause che spezzano un piede durante la lettura
  • le dieresi, pause che non spezzano il piede ma cadono alla fine di esso

Nel nostro verso preso come esempio avremo una cesura, in quanto la pausa cade all'interno del piede:

àt trepi/da èt coep/tìs ǀǀ im/mànibus/ èffera/ Dìdo

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