Scuola

  • Pubblicato il:
  • Scritto da: Lucia P.

I "furbetti" della borsa di studio

Un beneficiario di borsa di studio su cinque non è in regola. E' la scoperta resa nota pochi giorni fa dal Cidis, il consorzio interuniversitario che si occupa di gestire i finanziamenti per gli studenti meno ricchi a Milano.

La politica di riduzione dei contributi dello Stato ha messo in difficoltà il sistema dei contributi per gli studenti con problemi economici. E così il Cidis ha deciso di incrementare i controlli a tappeto per spendere bene almeno quello che c'è. Risultato? Le dichiarazioni non in regola sono il 20% del totale.

Nel complesso ngli ultimi tre anni sarebbero stati recuperati fondi per un milione e 500 mila euro, tutti assegnati a persone che non ne avevano alcun diritto. Dopotutto, diventare falsi bisognosi è perfino troppo semplice: basta "dimenticare" qualche numero nell'Iseeu, l'indicatore di situazione economica usato dalle università, farsi certificare il tutto da un ignaro Caf, il servizio di contabilità di sindacati e associazioni, e intascare il contributo. Dai 1100 ai 4200 euro (a seconda del redditto e della provenienza) a cui si aggiungono i buoni per un pasto giornaliero gratuito.

La vita dello studente - in particolare se fuori sede - si sa è costosa, ma davvero è poco giustificabile l'atteggiamento dei soliti furbi. Soprattutto di questi tempi. Per la prima volta da 10 anni a questa parte, infatti, i fondi per il diritto allo studio della Regione Lombardia non sono bastati a coprire tutte le richieste arrivate dagli iscritti a Statale, Bicocca, Iulm e università dell'Insubria. E così hanno ricevuto il contributo solo 3 studenti su 4.

I soldi recuperati dall'operazione smaschera-furbetti sono utilizzati proprio per rimpinguare il salvadanaio dei fondi per lo studio della Regione. Nella speranza che, almeno stavolta, siano usati per quegli studenti che si trovano davvero in difficoltà.

Commenti

Commenta I "furbetti" della borsa di studio.
Utilizza FaceBook.