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Il Gattopardo: riassunto del libro di Tomasi di Lampedusa

IL GATTOPARDO: RIASSUNTO DEL LIBRO DI TOMASI DI LAMPEDUSA. Dover fare il riassunto de Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa (e magari anche il commento!), conosciuto anche grazie al famoso film di Luchino Visconti con Claudia Cardinale, Burt Lancaster e Alain Delon del 1963, è un grande classico degli anni della scuola. L'opera, però, è complessa e ricca di avvenimenti, quindi, molto probabilmente avrai bisogno del nostro aiuto! Iniziamo subito con qualche nozione sulla genesi dell'opera. Il romanzo Il Gattopardo, scritto tra il 1954 e il 1957, in un primo momento passò inosservato sulla scena letteraria italiana e solo un anno dopo dalla morte dell’autore, nel 1958, fu pubblicato. Oggi è uno dei grandi classici da non perdere.
Pronto a tuffarti nella trama del libro e conoscere tutto sul romanzo? Bene, iniziamo: ecco il riassunto del Gattopardo.

Per approfondire: Vita e opere dello scrittore siciliano Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

 IL GATTOPARDO RIASSUNTO DEL LIBRO. Lo scontro tra il nuovo e il vecchio.  Il Gattopardo è un romanzo storico ispirato alla storia della famiglia dello scrittore, i Tomasi di Lampedusa, ed è ambientato nel Risorgimento, quando realmente visse il bisnonno dell’autore, Giulio Fabrizio Tomasi, che viene chiamato nel romanzo principe Fabrizio Salina. Siamo nel 1860, in Sicilia, e le vicende del libro iniziano proprio nel maggio dello stesso anno, durante la spedizione dei Mille. Don Fabrizio, principe di Salina, è un aristocratico proprietario terriero di una tenuta vicino Palermo e vede con impassibilità, disprezzo e scetticismo l’arrivo delle truppe garibaldine. Il cambiamento è in atto: come sappiamo Garibaldi consegnerà il potere ai Savoia e sarà davvero la fine di un epoca. Se da un lato c’è Don Fabrizio, dall’altro troviamo suo nipote, Tancredi Falconeri, che si arruola volontario tra le fila dell’esercito sabaudo. Quando lo zio esprime delle riserve in merito, Tancredi risponde con la celebre frase: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. Tancredi rappresenta la novità: è giovane e ambizioso e adattato a tutti i cambiamenti che si stanno verificando, primo fra tutti l’ascesa della nuova borghesia, tanto disprezzata da Don Fabrizio. La scena dell’azione si sposta nel mese di agosto: Tancredi si innamora della bellissima Angelica, figlia di Don Calogero Sedara, un mezzadro che si è velocemente arricchito ed è persino divenuto sindaco di Donnafugata, residenza estiva dei Salina. L’amore e la passione tra i due giovani sono molto forti, ma lo è ancora di più il legame che si sta andando a creare: Tancredi in fondo è legato ad una famiglia nobile, ma di suo non ha molto e stringendo questa unione potrà trovare nelle ricchezze della famiglia Sedara un ottimo strumento per coltivare le proprie ambizioni politiche. Intanto, Concetta, figlia di Don Fabrizio ed innamorata di Tancredi, rimarrà profondamente delusa da questo legame amoroso. L’ambizione di Tancredi è il futuro, il non sapersi adattare di Don Fabrizio, invece, è un atteggiamento legato al passato.


RIASSUNTO IL GATTOPARDO. Il ballo e il nuovo che avanza. Il principe di Salina, Don Fabrizio, è talmente ancorato ai valori tradizionali della sua Sicilia che non accetta di buon grado tutte queste repentine trasformazioni e, addirittura, quando il cavaliere piemontese Aimone de Chevalley, segretario della prefettura, esponente del parlamento sabaudo gli offre la nomina regia a senatore, Don Fabrizio rinuncia, indicando Don Calogero al proprio posto. Il Regno delle due Sicilie sta però attraversando una fase di cambiamento, e ciò è evidente anche nella famosa scena del grande ballo nel palazzo dei Ponteleone. Il ballo infatti segna l'entrata nel mondo dell'antica nobiltà di Angelica e della classe dei nuovi ricchi: ormai le barriere sono state abbattute dal denaro e dalle vicende storiche. Don Fabrizio, però, incapace di muoversi verso il futuro, come molti altri siciliani del’epoca, morirà nel 1883 in una camera d’albergo di ritorno da un viaggio napoletano, mentre, nel frattempo, Tancredi è divenuto deputato.


IL GATTOPARDO RIASSUNTO DETTAGLIATO. Il ritorno all'immobilismo. Il romanzo si chiude molti anni più tardi, nel 1910: le figlie nubili di Don Fabrizio, Concetta, Caterina e Carolina sono preoccupate di salvare quel che resta di prezioso del patrimonio nobiliare di famiglia e le ritroviamo intente a recuperare i loro cimeli, simbolo ormai della decadenza dei Salina, come per esempio la pelliccia del cane alano Bendicò, amico fedele di Don Fabrizio. Tutto quello che resta di questa famigli verrà buttato nei rifiuti e disperso per sempre. Il romanzo si chiude con l’arrivo in automobile di Angelica, decisa ad organizzare i festeggiamenti per il cinquantesimo anniversario della spedizione dei Mille. La scena è in assoluto contrasto con quella precedente: il futuro si è concretizzato e lo possiamo notare nella figura dei Angelica; il passato è perso e non resta che adattarsi alla nuova società. Ma forte è il senso della decadenza: prendiamo la scritta sullo stemma di famiglia Tomasi, su cui poi si basa il titolo del libro, che recita: “Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore continueremo a crederci il sale della terra”. La citazione ben descrive l’atteggiamento della famiglia Salina, che resterà ancorata e chiusa per sempre nell’illusione di un mondo che ormai è cambiato completamente.
 

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