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Il ritratto di Dorian Gray: Analisi approfondita

IL RITRATTO DI DORIAN GRAY: ANALISI APPROFONDITA. Leggere Il ritratto di Dorian Gray è un’esperienza da fare che ti consigliamo vivamente, ma se hai fretta e devi fare un commento e un’analisi approfondita per i compiti a scuola, ti aiutiamo noi. Quest'opera infatti rientra di diritto tra quelle da conoscere assolutamente. Il perché è presto detto: il romanzo di Oscar Wilde è rappresentativo di una corrente artistica, l'estetismo, che pone al centro di tutto l’arte e il bello, il piacere e uno stile di vita dissoluto. Dorian, il protagonista ne è il simbolo, così come il libro è il manifesto esplicito di questo nuovo modo di scrivere. Passiamo allora, all’analisi approfondita del romanzo di Wilde.


IL RITRATTO DI DORIAN GRAY: COMMENTO E ANALISI DETTAGLIATA. Il ritratto di Dorian Gray non è solo il simbolo della corrente estetica, ma anche della poetica di Wilde. Il romanzo fu scritto nel 1890 ed è una sorta di teorizzazione della concezione estetica per cui l’arte è fine a sé stessa e non conosce limiti, essendo al di sopra di tutto, persino della morale, fino a quel momento bussola insostituibile del vivere in società. Non a caso il motto di questa corrente era: l'arte per l'arte stessa!
Le pagine di Wilde esprimono in maniera potente ed efficace la dottrina estetica per cui il piacere e la bellezza sono gli unici scopi nella vita di un uomo che deve vivere la propria esistenza come se fosse un’opera d’arte e preservare la propria giovinezza come se fosse un valore. Al contempo, però, dando vita ad un personaggio del tutto dedito ad un'esistenza di questo tipo, l'autore ci descrive un modo di vivere disinibito e dissoluto al punto da portare allo sfacelo morale. La vita così vissuta, in maniera vuota, disprezzante e superficiale, pone sempre un pegno da pagare,e Dorian lo farà a caro prezzo nel finale del racconto.
Il romanzo è un capolavoro, composto da tanti elementi che lo rendono unico e piacevole. Le pagine catturano il lettore anche grazie ai comportamenti dei protagonisti, Dorian in primis, che sono sempre estremi, immorali, atroci fino ad un epilogo in cui però la morale è pronta a fare capolino. La vita ha bisogno della bellezza, ma questa non può e non deve essere fine a se stessa, non può elevarsi a scopo unico della morale.
Dorian lo sperimenterà sulla propria pelle: è giovane e bello ma saranno proprio queste due caratteristiche a portarlo alla distruzione e alla disperazione. Gray vive una vita basata sulla lussuria, sul piacere e sull’immoralità ed è ossessionato dal pensiero del tempo che passa inesorabile e porta via i beni più preziosi che secondo la corrente estetica un uomo possiede: bellezza e gioventù.
Wilde attraverso Dorian, i suoi amici e i suoi conoscenti, descrive il mondo aristocratico che conosce alla perfezione, provenendo lui stesso da quell’ambiente fatto di superficialità e incoerenza, e  riesce a immortalarlo con un occhio in grado di esaltarlo e criticarlo allo stesso tempo.
Questo meccanismo emerge soprattutto nel rapporto tra Dorian e Lord Henry Wotton, un uomo narcisista, vuoto, scettico e amante del piacere che lo porterà sulla cattiva strada. Lord Hanry è un edonista e nel libro è una sorta di grillo parlante al contrario che guiderà Gray verso la sua rovina. Così Dorian, attratto dal nuovo amico, colto, arrogante, estremamente intelligente e divertente, pieno di sarcasmo e cinico, inizia a vivere una vita fatta di nulla,e non facendo altro che andare in giro a divertirsi e a godere delle occasioni che la vita gli presenta, occasioni vacue, fatte di apparenza e insoddisfazione, tanto da rendere il ragazzo, dapprima ingenuo, immaturo e solare, un uomo senza scrupoli che arriverà persino a provare disgusto per se stesso.
Di contro, see Lord Wotton rappresenta per Dorian il lato oscuro, Basil Hallward, il pittore che dipinge la bellezza, rappresenta la coscienza morale di Gray e, proprio per questo, viene ucciso dal protagonista sancendo definitivamente il suo cambiamento. Infine, per capire il significato profondo del romanzo di Wilde, non si può assolutamente trascurare il rapporto simbiotico tra Dorian e il ritratto che lo rappresenta. Dorian, nel dipinto, è raffigurato nella sua strabiliante bellezza. L'opera è estremamente simile al soggetto che rappresenta tranne per un piccolo particolare: Dorian è un essere vivente e come tale possiede un’anima, mentre il dipinto, seppure bellissimo e meraviglioso, una coscienza non ce l’ha. A sua volta, il quadro ha ciò che Dorian desidera con tutta la sua anima: l’eterna bellezza e giovinezza. All'inizio del romanzo Gray è davvero ossessionato dal tempo che passa, non sopporta l’idea che le uniche sue caratteristiche attuali, bellezza e gioventù, possano appassire, possano abbandonarlo a causa del tempo tiranno che porta con sé le gioie più importanti e significative della vita di un uomo. Almeno, della vita come viene concepita da Dorian e dagli estetisti. Così, spinto da questa ossessione, arriva a stipulare un patto con il demonio: la giovinezza eterna, in cambio della sua anima. Grazie a questo scambio, il ragazzo non invecchierà e rimarrà come è raffigurato nel dipinto: giovane, bello, audace, disinibito. Questo magico sortilegio stabilisce anche che sarà il quadro ad invecchiare al posto di Gray perché in questo scambio Dorian, perdendo la sua anima, l’ha trasferita nel dipinto che diventa così il suo alter ego, lo specchio in cui la sua anima corrotta e impura si riflette.
Dopo una vita dissoluta dedita solo alla ricerca del piacere, Dorian però si accorge che non gli serve più essere bello, perché quel ragazzo non c’è più, la sua anima si è persa ed è stata tremendamente bistrattata e violentata. Tutti i suoi conoscenti lo guardano increduli e irritati, stupiti dal fatto che gli anni non hanno appassito la sua elegante bellezza, ma ne sono al contempo spaventati. Mentre tutti sono andati avanti con le loro vite, Dorian si è concentrato su se stesso, ma ha commesso così tante atrocità, tra cui un assassinio, che ora non si riconosce più, anzi è arrivato persino ad odiarsi e ad odiare la sua vita. Mosso da questa considerazione di sé, alla fine del romanzo e di una vita vissuta senza morale alcuna, decide di rompere il patto distruggendo il suo amato ritratto. Quando distrugge il quadro però, non solo rompe lo scambio, ma anche l’incantesimo: Dorian acquisisce le sembianze di un vecchio, quale in realtà è in effetti, e riacquista la sua anima.  Il quadro e Dorian sono due elementi che non possono essere separati, così, con il dipinto, Gray muore.
Il finale si fa in questo modo portatore di una morale inaspettata perché il lettore, per tutto l’evolversi della trama, ha sempre l’impressione che sia il male a vincere sul bene.


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