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La figura delle sirene nell'Odissea

LA FIGURA DELLE SIRENE NELL’ODISSEA

Tra i racconti più avventurosi e famosi di Ulisse nell'Odissea c'è quello riguardante la tappa sull'isola delle sirene che avviene nel ibro XII. In caso tu debba fare la parafrasi o il commento di questo passaggio, ti proponiamo un quadro esaustivo dell’episodio, divenuto il simbolo della tanto celebrata sete di conoscenza del nostro eroe che trova il modo per subire il fascino dellesirene che tanto hanno affascinato la letteratura, l’arte e il mondo in tutte le epoche storiche, senza subirne le conseguenze.
Chi sono le sirene? Perché sono state per Ulisse e i suoi compagni così pericolose? Addentriamoci nel mondo mitico dell’Odissea di Omero per scoprire il famoso canto e le caratteristiche di queste creature mitiche.

La figura delle sirene nell'Odissea

ULISSE E LE SIRENE: RIASSUNTO

Prima di sviscerare il canto XII facciamo il punto della situazione: Ulisse, dopo il viaggio nell’Ade (Libro XI) torna nuovamente da Circe che mette in guardia l’eroe e lo istruisce su come dovrà affrontare i rischi che lo attendono ancora nel suo viaggio: le Sirene, Scilla e Cariddi e le vacche del dio Sole. La mattina seguente la nave di Ulisse e i suoi compagni riparte.
Ulisse, previdente, segue i consigli della maga e ottura con la cera le orecchie dei compagni per sfuggire al pericolo di essere uccisi dalle Sirene, e si fa legare all’albero della nave perché non vuole rinunciare ad ascoltare la loro voce. Infatti, le Sirene sono note per il loro canto ammaliatore, affascinante ma molto pericoloso per i naviganti, che promette di svelare tutto ciò che accade o è accaduto sulla terra.
Ulisse, desideroso di conoscere e di sfidare ancora una volta la sorte, vuole udire quel canto stregato.
Mentre i compagni remano con grande forza per oltrepassare il pericolo, ecco che le Sirene chiamano Ulisse e lo invitano a rimanere con loro.  L‘eroe vorrebbe slegarsi, ma Perimede ed Euriloco lo stringono all’albero ancora più forte. Così Odisseo e i suoi compagni passano incolumi accanto alla pericolosa isola e proseguono il viaggio verso Scilla e Cariddi. Sarà Ulisse a raccontare l’avventura nel palazzo di Alcinoo:

“Così cantavano modulando la voce bellissima, e allora il mio cuore voleva sentire, e imponevo ai compagni di sciogliermi, coi sopraccigli accennando; ma essi a corpo perduto remavano. E subito alzandosi Perimede ed Euriloco nuovi nodi legavano e ancora più mi stringevano. Quando alla fine le sorpassammo, e ormai né la voce più delle Sirene udivamo, né il canto, in fretta la cera si tolsero i miei fedeli compagni, e dalle corde mi sciolsero”

LE SIRENE DI ULISSE: DOVE SI TROVANO?

La tradizione, accolta anche da Virgilio, colloca l’isola delle Sirene dell’episodio narrato da Omero in un gruppo di scogli a Sud della penisola di Sorrento, al largo delle Isole Sirenuse.  Secondo altri, invece, le sirene vivevano su un'isola tra Scilla e Cariddi, nello Stretto di Messina. 

LE SIRENE DI ULISSE: IL MITO

Le sirene sono delle figure mitologico-religiose greche: il mito le vede nascere da Acheloo, divinità fluviale, figlio di Oceano, capace di trasformarsi in esseri fantastici e terribili, o da Forco, divinità marina, e da una delle nove Muse, Melpomene, da cui le sirene hanno ereditato la capacità di intonare canti melodiosi e ammaliatori.
Il mito parla di tre Sirene: Partenope, Leucosia e Ligeia, note anche come Aglaofeme, Molpe e Telsiepea. Secondo Apollodoro, erano una specie di trio canoro: una suonava la lira, l'altra il flauto, la terza cantava.  La loro più nota rappresentazione letteraria si trova proprio in questo canto dell’Odissea.
Nel libro XII, ai versi 39-46, Omero descrive così il canto delle sirene abitanti di un’isola disseminata di cadaveri in putrefazione:


"Tu arriverai, prima, dalle Sirene, che tutti
gli uomini incantano, chi arriva da loro.
A colui che ignaro s'accosta e ascolta la voce
delle Sirene, mai più la moglie e i figli bambini
gli sono vicini, felici che a casa è tornato,
ma le Sirene lo incantano con limpido canto,
adagiate sul prato: intorno è un mucchio di ossa
di uomini putridi, con la pelle che raggrinza "


Omero non si sofferma all'aspetto fisico delle sirene perché sicuramente era noto a tutti, anche grazie a racconti mitici della tradizione orale, come le avventure di Giasone e degli Argonauti.

LE SIRENE NELL'ODISSEA: SIGNIFICATO

Nel mito le sirene sono viste come dannose per gli uomini e il loro destino è quello di incantare gli esseri umani.  Cosa cantano le sirene di così struggente e disastroso? Che cosa promettono le sirene a Ulisse, tanto da invogliare l’eroe a slegarsi dal palo a cui era costretto?
Ecco il passo dell’Odissea ai versi 184-188:

"Vieni, celebre Odisseo, grande gloria degli Achei,
e ferma la nave, perché di noi due possa udire la voce.
Nessuno è mai passato di qui con la nera nave
senza ascoltare con la nostra bocca il suono di miele,
ma egli va dopo averne goduto e sapendo più cose "


È dunque un canto che è una promessa: se Ulisse si fermerà presso di loro, se ne andrà "sapendo più cose". Da quello che leggiamo, il canto delle Sirene sembra una melodia che crea dipendenza in chi lo ascolta, che stordisce di dolcezza e calore, come il loto, come il vino, ma è più pericoloso perché cantando, promettono di assecondare la sete di conoscenza estrema che porta però solo morte e rovina nell’animo umano.
Anche Ulisse è fortemente tentato, ma è costretto ad ascoltarle senza potersi fermare sull’isola. Omero, in questo libro, le condanna:  cedere a questa tentazione  porta a rompere i legami famigliari e a morire. Ulisse quindi deve fuggirle e non deve interrompere il suo viaggio!

ODISSEA: TUTTO PER STUDIARE

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