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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Madame Bovary: commento e analisi

MADAME BOVARY: COMMENTO E ANALISI. Come si fa l'analisi di un romanzo come Madame Bovary di Gustave Flaubert? Se a scuola ti hanno chiesto di scrivere il commento a quest'opera, magari per poi inserirlo nella scheda libro, ti conviene basare il tuo eleborato sul commento critico, sul commento personale e su una breve analisi del personaggio principale. In questo articolo  troverai indicazioni su come impostarlo, considerando alcuni elementi importantissimi per lo sviluppo di un commento: riassunto della trama, analisi dei personaggi, insomma, ti forniamo tutti gli strumenti per studiare velocemente il romanzo Madame Bovary.

Per una guida super dettagliata leggi: Come si fa un commento

( Foto: Ed. Penguin Classics)


MADAME BOVARY COMMENTO CRITICO. Il romanzo più celebre di Flaubert, uscito nel 1857, riscosse subito un grandissimo successo di pubblico ma anche moltissime critiche dovute alle tematiche del racconto, che avevano come soggetto una donna e i suoi ripetuti adulteri, e al modo in cui queste vicende venivano narrate, utilizzando un crudo realismo con l'intento di sottolineare la drammaticità della storia. La figura della protagonista è ispirata ad una donna vissuta realmente, Delphine Delamare, la quale, dopo aver tradito più volte il marito, si uccide avvelenandos. Sulla base di questo fatto di cronaca Flaubert racconta la storia di Emma Bovary, una donna illusa e persa dietro a sogni irrealizzabili, che immagina la sua vita elegante e altoborghese ad occhi aperti, sulla scia di quelle letture appassionanti e romantiche che durante la giovinezza l'avevano fatta vagare con la testa solo al pensiero di una vita così. Sposa Charles Bovary, un modesto ufficiale sanitario del paesino di Tostes in Normandia, e le giornate lente della provincia francese iniziano a soffocarla, a renderla irrequieta. Per Emma quella vita di provincia è troppo scontata, banale, mediocre. Emma non sopporta di vivere così e per evadere dalla realtà inizia a vivere una vita dissoluta. Certamente non è l'immagine della giovane donna che incarna gli ideali romantici, ma anzi è un’antieroina, ben lontana dalle figure femminili intente a desiderare l’unico vero e grande amore, e a pensare ai balli e alle feste. Emma, che a quelle cose ci pensa eccome, e che con quegli ideali è cresciuta,  viene trasformata in una donna mediocre, costretta a vivere una vita banale in provincia: è la vita che la delude e che calpesta anche i suoi sogni, che a poco a poco diventano miraggi. Avvilita e disillusa inizia a condurre, presa dalla disperazione, una vita dissoluta e al di là delle sue possibilità, per fuggire a quel destino infausto. Flaubert, attraverso la figura di Emma, dissacra quello che era l’ideale romantico della figura femminile e inaugura uno stile crudo, vero, oggettivo, che influenzerà sia il realismo e naturalismo francese, sia il verismo italiano. 
La storia di Emma, come abbiamo detto prima, pare sia ispirata ad una donna dagli atteggiamenti dissoluti che aveva fatto tanto discutere ai tempi, Delphine Delamare, giovane donna di Ry, cittadina in Normandia, che aveva ripetutamente tradito il consorte e poi si era tolta la vita.  Ed è attraverso la similare vicenda della protagonista del romanzo, a tutti gli uomini  di Emma e i personaggi della provincia francese che Flaubert descrive la realtà oggettiva delle cose, consegnandoci un quadro sociale e antropologico preciso e veritiero, che sfata tutti quegli ideali romantici in voga negli anni Venti-Quaranta dell’800, anni in cui il romanzo prende vita. La critica è rivolta a tutte quelle convenzioni sociali della piccola borghesia: prendiamo appunto il caso singolare di Emma che, cresce con ideali romantici appresi da libri in cui la protagonista agognava trepitante l’amore che puntualmente arrivava a renderla felice. Emma sviluppa così sogni romantici che ben presto verranno disattesi e diviene vittima, inconsapevole, delle sue aspettative di vita basate sugli stereotipi romantici, che si rivelano fallaci. Sarà costretta a vivere una vita abbastanza noiosa e scontata nella provincia normanna accanto ad un marito onesto, ma poco ambizioso. Questo, principalmente, le fa scattare dentro il desiderio, la molla di evasione dalla sua realtà per andarsi a prendere quello che vuole. Inizia così una serie di avventure extraconiugali proiettando le sue amarezze e i suoi desideri sugli amanti, soprattutto sui due più frequentati Rodolphe e Léon.
 

MADAME BOVARY COMMENTO PERSONALE. Se da un lato lo stile troppo descrittivo può risultare noioso e pesante per la maggior parte di noi, tuttavia la trama risulta essere molto interessante. La protagonista, Emma Bovary, effettiivamente non è un personaggio positivo: tradisce il marito, trascura il suo ruolo di moglie e madre, si indebita fino a trascinare in un finale tragico tutta la famiglia. Tuttavia, penso che in fondo ognuno di noi sia Emma Bovary: la donna si sente alienata dal mondo in cui vive, non lo sente suo, vorrebbe essere altrove e condurre una vita diversa, e così anche a noi capita di desiderare un lavoro meno pesante, meno doveri e una vita migliore. In sostanza dunque, di tutto il romanzo, con le sue note sicuramente negative, mi ha colpito il personaggio di Emma, che nonostante tutto ha tentato, con coraggio, di cercare la felicità altrove, invece di rassegnarsi alla sua mediocre vita di provincia.


MADAME BOVARY PERSONAGGI. Emma: l’antieroina. Avete mai sentito parlare di bovarismo? Questo termine indica il senso di insoddisfazione psicologica e sociale, che sfocia in noia e fuga verso mondi immaginari dove vivere una vita sulla base di tutti i desideri repressi. Bovarismo proviene proprio dalla protagonista del romanzo di Flaubert. Emma è una donna insoddisfatta, alla continua ricerca di qualcosa di più, che non riesce ad accontentarsi di nulla, anche delle cose buone e piacevoli, che compra e desidera oggetti e monili preziosi per colmare i suoi voti e per appagare le sue aspettative; Emma è una donna provata certo, ma dai suoi stessi pensieri e atteggiamenti. Ed è per questo che è una donna malata, colpita nel profondo dalla sua stessa insoddisfazione, alla ricerca sempre del riscatto sociale e in continua fuga dalla realtà, verso i suoi amati scenari romantici, ma immaginari. Il giudizio su Emma e sul libro è demandato al lettore: Flaubert racconta le vicende con distacco e con uno stile asciutto e lineare senza guidare il lettore verso un giudizio o il suo contrario. Emma è incredibilmente umana, dolorante e infastidita da una vita che la reprime e sta al lettore dare un giudizio, sempre che sia necessario farlo. Forse Emma non può essere giudicata, è una donna che a causa dei suoi sogni è rimasta profondamente delusa dalla vita; forse, come diceva lo stesso Flaubert “Madame Bovary c’est moi” (“Madame Bovary sono io!”), perché Emma è un’antieroina con una vita molto più reale e con un piglio e un atteggiamento molto attuale.


RIASSUNTO MADAME BOVARY: Dopo questo commento esemplificativo al romanzo da cui potrai prendere spunto, ti forniamo il materiale necessario per cavartela da solo. Ecco il riassunto del romanzo di Flaubert:

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