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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Metodo di studio: ripetere non aiuta alla memoria

METODO DI STUDIO: RIPETERE NON AIUTA ALLA MEMORIA. Quanto volte alle elementari ci hanno fatto imparare a memoria una poesia imponendoci infinite ripetizioni come metodo di studio? Alla fine il testo sapevamo recitarlo senza sbirciare la pagina – o almeno facciamo finta che sia andato tutto bene – ma possiamo dare dire di averlo imparato? Insomma, il metodo della ripetizione ad nauseam come esercizio propedeutico per sviluppare la memoria è in discussione. D'altro canto questo è un dubbio che viene a tutti gli studenti che si approcciano a materie più complesse, che richiedono tecniche più avanzate e strategie “laterali” che colleghino apprendimento e memorizzazione.

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COME STUDIARE: PERCHE' NON SERVE RIPETERE. Uno studio edito dalla rivista scientifica Learning and Memory (insomma, i professionisti del settore) implica infatti che la ripetizione potrebbe non solo inficiare l'apprendimento di nozioni, liste e concetti, ma anche precluderci l'immagazzinamento di nuove informazioni. Una tragedia, quindi.
Secondo i ricercatori le riletture successive alla prima, per fare un esempio utile agli studenti, tendono infatti delle trappole: convinti di sapere tutto, i nostri cervelli tendono a saltare ciò che considerano già noto, con il rischio evidente di una lettura superficiale e di fatto inutile.
Ma allora come fare a costruire il proprio Palazzo della Memoria, per citare una delle tecniche più strabilianti della serie tv Sherlock? Esistono vari metodi, e uno tra questi, molto antico e di origine rinascimentale, è proprio l'inserimento dei vari concetti nelle stanze o nei luoghi virtuali che avremo costruito nella nostra mente. Una variante di questo metodo è la cosiddetta tecnica dei loci, che prevede la collocazione dei concetti e poi la creazione di un percorso che consenta di collegarli con la costruzione di un'immagine mentale.
 

COME STUDIARE BENE: ECCO COME MEMORIZZARE. La ripetizione poi non è davvero da rigettare in toto, ma è un metodo che non va usato in modo ossessivo come ci hanno spesso insegnato. Il modo più efficace per usufruirne è quello di stabilire degli intervalli di tempo – si consiglia alquanto ampi – tra una ripetizione e l'altra.Ma l'arma più formidabile a nostra disposizione è di sicuro la comprensione di ciò che stiamo imparando e memorizzando. In particolar modo è stato dimostrato che chi ha già acquisito nozioni e strumenti pregressi che fanno da base alle nuove informazioni, troverà il processo di memorizzazione più semplice, perché si potrà rifare a delle fondamenta solide, istituendo così dei collegamenti tra i concetti.
E infine arriviamo all'esercizio fisico. Sì, altre di queste famigerate ricerche hanno portato all'attenzione il fatto che se si praticano attività fisiche dopo 4 ore dallo studio viene rafforzata la capacità di memorizzazione a lungo termine. Tuttavia il “trucco” vale solo dopo quel lasso di tempo e non prima, per cui organizzate per bene le vostre giornate.
 

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