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Prima Guerra Mondiale: le conseguenze

PRIMA GUERRA MONDIALE: LE CONSEGUENZE. La Prima guerra Mondiale fu uno scontro di proporzioni inaudite e, il primo e vero grande conflitto di dimensioni intercontinentali che interessò tutte le più grandi potenze e oltre 70 milioni di uomini furono mobilitati in tutto il mondo;  fu chiamata la Grande Guerra! Volete sapere quali furono le conseguenze economiche, psicologiche e sociali di questo conflitto mondiale? Leggete il nostro articolo, vi sveleremo tutto!

Vuoi conoscere le cause della prima guerra mondiale? Leggi: Cause della prima guerra mondiale

CONSEGUENZE PRIMA GUERRA MONDIALE: INIZIO DEL CONFLITTO E ALLEANZE STRATEGICHE. Il 28 luglio del 1914 è la data ufficiale che segna l’inizio del conflitto mondiale. L’evento scatenante fu l’assassinio del serbo Francesco Ferdinando, erede al trono, ma in realtà gli equilibri politici fra i vari Stati, soprattutto, Germania, Inghilterra e Francia per la competizione coloniale e marittima  e le tensioni austro-russa  nei Balcani, erano già inclinati. Due erano gli schieramenti: la triplice alleanza (Italia, Germania, Austria)  e la Triplice Intesa (Francia, Inghilterra e Russia). Il conflitto assunse una dimensione mondiale anche, con l’intervento nel 1915 del Giappone, deciso ad occupare le basi tedesche in Estremo Oriente e dell’Impero Ottomano; mentre gli USA intervennero nello scontro solo nel 1917 per reazione alla guerra sottomarina dichiarata dai tedeschi. Intanto la Russia si ritira, deve risolvere i problemi interni (rivoluzione  d’Ottobre). L’Italia entrò in guerra il 24 maggio del 1915, passando cioè dall’Intesa all’ Alleanza, in cambio, secondo il Patto segreto di Londra,  avrebbe ottenuto le terre “irredente”. L’Italia dichiara guerra all’Austria, l’esercito italiano fu guidato prima dal Generale Cadorna e nel 1917 fu sostituito da Armando Diaz.


PRIMA GUERRA MONDIALE: CONSEGUENZE POLITICHE, ECONOMICHE E SOCIALI. La prima guerra mondiale fu un conflitto logorante, una guerra di posizione, di trincea, che costò all’umanità milioni di vite umane provenienti da tutti i paesi coinvolti. La guerra si protrasse fino al 1918, quando gli apparati militari erano allo strenuo, e incominciarono fenomeni di rivolta e ammutinamento nell’esercito e rivolte popolari.
Dieci milioni tra soldati e civili, furono le vittime. Il conflitto oltre a provocare morti, stremò l’economia delle potenze in guerra e modificò per sempre gli assetti politico-territoriali. Fu il presidente americano Wilson a stilare in 14 punti, le premesse per la futura pace e il 19 gennaio 1919, con la Conferenza di Pace a Parigi, iniziarono le trattative di pace per poter definire il nuovo assetto mondiale . Vi parteciparono i rappresentanti delle 27 nazioni vincitrici, ma i negoziati in realtà, dipesero dall’Inghilterra di L. George, gli  USA di Wilson, la  Francia di Clemenceau, mentre l’Italia di Orlando, nonostante partecipasse al tavolo dei vincitori, fu subito emarginata dalle trattative. I due più importanti trattati di pace furono:

  • Il Trattato di  Versailles. Il 28giugno 1919 fu firmata la pace con la Germania a  cui venivano chieste condizioni pesanti e ingenti cifre. La  Germania fu costretta a cedere parte dei suoi territori come l’ Alsazia, la Lorena, la Posnania, parte della Prussia orientale; fu stabilita l’occupazione della riva sinistra del fiume Reno per quindici anni; Danzica divenne città libera.
  • Nel Settembre del 1919 fu stretta la Pace di Saint-Germain con l’Austria, che fu costretta a cedere all’Italia il Trentino e il Brennero meridionale; riconosceva inoltre la formazione di nuovi Stati: Polonia e Iugoslavia e Cecoslovacchia.

Gli imperi ottomani e la Russia degli zar intanto scompaiono sostituite da altrettante nuove entità territoriali.
Allo scopo di mantenere l’equilibrio fra stati e una pace duratura, il 28 Aprile del 1919 fu costituito un organismo internazionale: la Società delle Nazioni.
La fine della guerra venne accolta da tutti con gran sollievo, ma il conflitto aveva provocato drastici cambiamenti sia economici che sociali.

  • Difficoltà economiche: per tutta la durata dello scontro, le industrie si erano specializzate nelle produzioni belliche, finita la guerra, molte attività fallirono, perché  risultò difficile, per tempo e mancanza di investimenti, riconvertire gli impianti per la produzione civile.  Aumentarono gli scioperi e la formazioni di partiti di operai e organizzazioni sindacali.
  • Le campagne risultano abbandonate, mancando braccia forti e i prezzi dei beni primari aumentarono.
  • Le donne rimangono sole a gestire l’organizzazione famigliare, e superare la penuria di soldi e cibo.
  • Povertà, privazioni alimentari e igieniche, provocarono la diffusione di malattie epidemiche, e l’aumento di morti da aggiungersi ai caduti in battaglia, militari e prigionieri.
  • L’Europa usciva dal conflitto devastata politicamente ed economicamente: crisi economica, malcontento sociale, instabilità politica. Solo l’America non subì grossi danni, tanto da diventare in pochi anni la principale potenza economica del Mondo, con l’esportazione di beni agricoli e industriali  in tutti i mercati mondiali. Il modello americano  influenzò  la cultura europea attratta dal benessere e progresso di cui l’America si faceva portatrice.

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