Scuola

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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Primo giorno, tra corsa ai posti e new entry

Manca poco all’inizio. Di cosa? Ovviamente della “tortura” più grande per tutti i ragazzi: la scuola. Professori, materie, interrogazioni, compagni, zaino, merenda e tutto il resto. Il rientro è sempre un vero incubo, che si tratti del primo o dell’ultimo anno.

L’estate dovrebbe non finire mai, eppure puntualmente a settembre finisce. Con tutto quello che ne consegue. I giorni precedenti al grande inizio solitamente sono un misto di tristezza, rimpianto e lacrime. Nonché una corsa sfrenata all’acquisto di diario, cartella, penne, matite e una buona dose di gomme (sono quelle che di solito hanno la capacità di smaterializzarsi nel giro di pochi secondi).
Finiti gli acquisti, iniziano le chiamate. L’oggetto della discussione è sempre lo stesso tutti gli anni: i posti. Ultimo banco? Primo banco? Decentrato a sinistra? Dietro il compagno più alto? Dietro il secchione di turno? Ore ed ore a parlare, per arrivare sempre alla stessa conclusione: “Ci vediamo alle 6 a scuola,così siamo i primi e scegliamo i posti migliori”. Idea geniale! Se non fosse che inevitabilmente hanno sempre tutti la stessa pensata.
Così all’alba del fatidico giorno le porte della scuola iniziano ad affollarsi. Piano, lentamente, ma inesorabilmente. Sono tutti lì, all’erta, attenti al minimo suono. Tutti pronti per la corsa ai banchi.
Tutti tranne qualcuno: i cosiddetti “primini”, quelli che in quel giorno cominciano ufficialmente la loro avventura al liceo. Ai primini, paradossalmente, non interessa arrivare primi. Non sanno neanche come è strutturata la nuova scuola, perché dovrebbero arrivare correndo? La maggior parte di loro è terrorizzata e prega soltanto di riuscire a trovare l’aula, per non iniziare la carriera scolastica con un ritardo.
Perché, sebbene molti insegnanti vogliano sfatare questo mito, è dannatamente vero che chi fa una buona impressione iniziale poi ha dei bei 5 anni assicurati. Quindi per prima cosa mostrarsi gentili, carini, ben educati, timidi al punto giusto e con sorrisi smaglianti da bambini innocenti (fanno sempre colpo).
Poi comprare tutti i libri (almeno al primo anno è necessario) e socializzare con i meno sfigati (mi raccomando). Infine farsi dare una mappa della scuola e studiarla bene a casa (come se fosse un compito da svolgere). Nel migliore dei casi il giorno dopo saprete ritrovare la vostra aula. Nel peggiore dovrete chiedere aiuto e tutti gli altri studenti, da quel momento in poi, vi bolleranno come “primino incompetente”, quasi fosse un totem scout.
Quindi massima attenzione. E per finire, a scuola divertitevi! No impossibile, era uno scherzo…
Veronica Crocitti

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