Pubblicato il: 19/01/2012 - di
Profumo di novità: a scuola un anno in meno
Il Ministro della Pubblica istruzione, Francesco Profumo, ha intenzione di ridurre di un anno l’iter scolastico e di aumentare l’obbligo di istruzione fino al diciassettesimo anno di età.
L’obiettivo del Ministro è di realizzare un allineamento tra il sistema scolastico italiano con quello degli altri paesi membri dell’Unione Europea. Questa riduzione permetterebbe ai neodiplomati di iniziare l’università a 17 anni e di laurearsi più giovani di un anno, in modo tale da essere competitivi sul mercato lavoro italiano e comunitario. Inoltre, si cerca di innalzare di un anno l’età della scuola dell’obbligo per incrementare la percentuale dei diplomati che possa rientrare nella media europea.
Altro motivo dell’innalzamento dell’età dell’ adempimento dell’obbligo scolastico è la riduzione della dispersione scolastica, fenomeno molto diffuso soprattutto nel Mezzogiorno del nostro paese. A tale proposito, proprio il ministro Profumo ha dichiarato che queste novità nel sistema scolastico italiano potrebbero essere introdotte proprio per: “evitare che i ragazzi lascino la scuola in età precoce".
Un traguardo che si può raggiungere "prolungando il percorso dell’obbligo scolastico con le qualifiche professionali”. Questo progetto molto ambizioso si pone l’obiettivo di far si che il nostro Paese si possa riprendere dando vita ad un nuovo percorso di crescita economica, politica e culturale che inizi proprio dal meridione d’Italia, ridisegnando anche il rapporto tra le istituzioni ed il mondo della scuola come ha spiegato il ministro Profumo affermando che: “al di là delle cifre, conta anche il nuovo rapporto tra ministero e scuole, università e ricerca. I progetti dovranno nascere insieme, non si tratterà, da parte del ministero, di autorizzare ma piuttosto di collaborare, così le scuole avranno un’autonomia responsabile che si declina in quattro punti”.
Si tratta di un interessante progetto che si propone di centrare degli obiettivi importanti per il futuro del nostro Paese e, che presto, verrà anche spiegato all’Unione Europea.
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