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Promessi Sposi: chi era il cancelliere Antonio Ferrer

PROMESSI SPOSI: CHI ERA IL CANCELLIERE ANTONIO FERRER

Nei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni ci sono tantissimi personaggi di cui l'autore si serve per spiegare i fatti e per approfondire alcuni aspetti del romanzo.
Alcuni di loro sono molto noti e ormai fanno parte del bagaglio culturale di ogni buon studente che si rispetti.
Altri sono meno noti, perciò vi proponiamo oggi l’analisi e la descrizione di una figura importante che incontriamo nel XIII capitolo dei Promessi Sposi: si tratta di un personaggio politico realmente vissuto, il cancelliere Antonio Ferrer.

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Promessi Sposi Antonio Ferrer

ANTONIO FERRER NEI PROMESSI SPOSI

Ma chi era Antonio Ferrer? Il politico è un personaggio secondario nel panorama della narrazione manzoniana, ma vale la pena analizzare questa figura per comprendere meglio alcuni avvenimenti importanti.
Ferrer ricopre il compito di gran cancelliere spagnolo a Milano dove fa le veci di Don Gonzalo, impegnato nella battaglia di Monferrato del 1638, ed esercita tale carica tra il 1619 e il 1635. È uno dei personaggi realmente esistiti ed è in qualche modo protagonista della famosa rivolta per il pane, scatenatasi a Milano il giorno 11 novembre 1628, narrata nei capp. XI, XII e XIII del libro.
La rivolta sorge proprio a causa di una sua decisione: imporre un calmiere, ovvero un tetto massimo sul prezzo del pane, che però non tiene minimamente conto delle leggi di mercato e provoca un forzato ribasso dei prezzi. Questa decisione ha prima di tutto una conseguenza a livello popolare: la gente si appresta a comprare il pane a buon mercato, scena ben descritta nel capito XII. Questa decisione solleva però le proteste dei fornai, che, a causa del ribasso, protestano per le eccessive perdite economiche e chiedono al cancelliere di revocare la sua decisione. Ferrer rifiuta e lascia ad altri l'incombenza di farlo.
Manzoni sottolinea come questo è un atteggiamento tipico del politicante che cerca di aggraziarsi la popolazione, ma, delegando ad altri, anche il favore del governo da cui dipende. Manzoni infatti, ironicamente, riflette se questo atteggiamento è dovuto alla sua incompetenza o al fatto che Ferrer sia un uomo molto testardo e cocciuto! Fatto sta che il comportamento del  governatore, che incarica una commissione di decidere in merito alla questione e la revoca del calmiere, provoca la rivolta del popolo e la sommossa.

PROMESSI SPOSI: IL PERSONAGIO FERRER

Ferrer ricompare nel XIII capitolo ed è proprio qui che esibisce tutta la sua verve politica: giunge in carrozza a trarre in salvo Ludovico Melzi d'Eril, il vicario di Provvisione che la folla vuole linciare anche se, ovviamente, il funzionario non ha nessuna colpa. Ferrer promette alla folla, che intanto lo acclama  per aver abbassato il prezzo del pane, di condurre il vicario in prigione e di volerlo castigare, ma aggiungendo alcune parole in spagnolo: "si es culpable...", se è colpevole, per ingannare la gente che non è in grado di comprendere, e aggiunge, rivolgendosi al funzionario: "por ablandarlos", per rabbonirli.
Questo episodio è molto importante per capire il personaggio: Manzoni lo rappresenta prima come un incompetente che con i suoi provvedimenti insensati è stato causa della rivolta, poi come un politico esperto che riesce ad abbindolare la folla con un discorso ingannevole. Da buon doppiogiochista usa l’italiano per addolcire le folle e lo spagnolo, sua lingua madre, quando deve essere sincero, tanto non è compreso dal popolo.

ANTONIO FERRER NEI PROMESSI SPOSI

Un’ultima considerazione: Renzo incontra Ferrer a Milano e ne rimane attratto positivamente: aveva già letto il suo nome in calce a una grida che aveva visto nello studio dell’Azzeccagarbugli. "È quel Ferrer che aiuta a fare le gride?" domandò un uomo vicino il nostro Renzo, che si rammentò del vidit Ferrer che il dottor Azzecca-garbugli gli aveva gridato all'orecchio... "Già: il gran cancelliere" gli fu risposto. "È un galantuomo, ne vero?" "Eccome se è un galantuomo! è quello che aveva messo il pane a buon mercato; e gli altri non hanno voluto... "
Non fa bisogno di dire che Renzo fu subito per Ferrer." Anche grazie a questo passo possiamo capire come la furbizia e la diplomazia siano il pane quotidiano di ogni politico, anche di Ferrer.
 

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