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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Quando gli insegnanti istigano all'omofobia

Omofobia a scuola: colpa degli insegnanti? - La morte di Andrea, il quindicenne romano omosessuale suicidia per le discriminazioni subite a scuola, ha attirato l'attenzione dei media su un fenomeno sgradevole che si manifesta sempre più frequentemente nelle scuole italiane: l'omofobia. A causare la morte di Andrea sono state le ingiurie dei compagni, ma  in questa vicenda i professori hanno qualche responsabilità? Di certo ne ha il professore che ha messo una nota a due studenti perchè sorpresi in "atteggiamenti omosessuali". C'è da chiedersi se ad essere educati al rispetto della diversità non siano proprio alcuni insegnanti. C'è da chiedersi perchè le istituzioni siano ancora in silenzio

La scuola omofoba - Qualche settimana fa su Repubblica è apparsa una lettera destinata al giornalista Corrado Augias, scritta dalla madre di una studentessa di un istituto di formazione professionale per estetiste e parrucchieri di Milano. Leggiamo insieme la lettera che trascriviamo:

"SONO indignata per quello che sta accadendo nella scuola superiore di mia figlia. Si tratta di un centro di formazione professionale per estetiste e parrucchieri situato in zona ovest Milano, vicino a Bande Nere. Mia figlia racconta che questa scuola è frequentata da molte ragazze e pochissimi maschi. Tra i pochi maschi ve ne è una parte dichiaratamente omosessuale. Si tratta di ragazzini di 14, 15 o 16 anni, dunque molto fragili e vulnerabili. La cosa grave è che questi ragazzi sono costretti a subire atti di discriminazione da parte di alcuni insegnanti, soprattutto donne. Uno dei compagni di mia figlia pare sia continuamente bersaglio di minacce e ritorsioni, colpevole del fatto di mettersi la matita sugli occhi e un po’ di terra in faccia. Un’insegnante in particolare lo obbliga a lavarsi la faccia minacciandolo di non accettarlo in classe con il trucco sul viso. Mia figlia cita parole tipo “insulto al decoro”, “disgusto”, che pare escano dalla bocca di queste “cosiddette” insegnanti. Mi chiedo come possa essere possibile che nel 2012 a Milano episodi di questo tipo si verifichino ancora."

Ancora un caso di omofobia a scuola, quindi, ancora un caso in cui gli insegnanti non solo non svolgono il loro ruolo di educatori, ma offrono modelli di comportamenti scorretti che inevitabilmente hanno effetti negativi sulla crescita emotiva e civile degli studenti.

Riflettiamo e denunciamo - Abbiamo voluto trascrivere la lettera, già ripresa da Giornalettismo e dall' Huffington Post, per mettere in evidenza l'esistenza di un problema troppo spesso sottovalutato e tenuto sotto silenzio. Il nostro invito, cari studenti, è quello di denunciare comportamenti discriminatori da parte di tutti: insegnanti e compagni.

La lotta contro l'omofobia è un impegno comune! Prendiamoci cura del nostro diritto allo studio, dei nostri diritti civili, nel nostro diritto di ricevere un'educazione adeguata da adulti che meritano il nostro rispetto e che possiamo prendere da modello.

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