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Referendum Costituzionale 2016: cos'è e cosa cambia, appunti per la scuola

REFERENDUM COSTITUZIONALE 2016: COSA SAPERE

Referendum costituzionale 4 dicembre 2016: cosa prevede il testo originale? Cosa cambia se prevalgono i o i no? Al di là dei sondaggi di questi giorni, avvicinandosi alla data X, è importante informarsi nel modo giusto per capire cosa potrebbe accadere, come votare e come votare fuori sede in caso ci si trovi lontano dal proprio comune di residenza.
Dunque iniziamo subito con le basi: con il referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 tutti i cittadini italiani sono chiamati ad approvare o respingere la riforma della Costituzione proposta dal governo Renzi e che porta il nome della ministra Maria Elena Boschi.
È un voto molto importante in quanto, in caso di vittoria del sì, si andrà a operare il più grande cambiamento della Costituzione italiana dalla sua entrata in vigore nel 1948 a oggi. In particolare a essere modificata sarà la Parte II sull’ordinamento della Repubblica. Per votare in maniera informata, ma anche per avere degli appunti da usare per eventuali approfondimenti e verifiche scolastiche (potrebbe essere anche oggetto della prima prova di maturità 2017), ecco cosa sapere sul referendum costituzionale.

La tua scuola potrebbe chiudere per le elezioni. Scopri per quanto giorni: Scuole chiuse per il referendum dicembre 2016

referendum costituzionale 2016

REFERENDUM COSTITUZIONALE 2016: COS’È

L’art. 138 della Costituzione prevede la possibilità di modificare la stessa con leggi di revisione costituzionale o leggi costituzionali. Le modifiche devono essere adottate sia dalla Camera dei Deputati che dal Senato con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi e devono essere approvate a maggioranza assoluta dai componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. Tuttavia, su domanda di un quinto dei membri della Camera, di cinquecentomila elettori o di cinque Consigli Regionali, la riforma costituzionale può essere sottoposta a referendum popolare, come avvenuto in questo caso. I cittadini italiani, il 4 dicembre 2016, sono chiamati a esprimere il loro sì o no alla riforma costituzionale che va a modificare la parte seconda della Costituzione italiana.
A differenza dei referendum abrogativi, il referendum costituzionale non ha nessun tipo di quorum e per decretare l’approvazione o il rifiuto della riforma ci si basa solo sulla maggioranza semplice dei voti espressi.

Questo è il quesito referendario a cui dovrai dire “sì” o “no” il 4 dicembre:
“Approvate il testo della legge costituzionale concernente diposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V parte II della Costituzione, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.88 del 15 aprile 2016?”

Per saperne di più: Referendum: significato e diverse tipologie

REFERENDUM COSTITUZIONALE 2016: COSA CAMBIA

Entrando nello specifico della riforma, cosa cambierà in caso di vittoria del sì? Molti articoli della Costituzione verranno modificati, ma il cambiamento più importante riguarda la struttura e il funzionamento del Parlamento italiano, in particolar modo verranno modificati la composizione e i poteri del Senato, ridefinendo quindi anche i rapporti con la Camera dei deputati e di questa con il potere esecutivo. Oggetto della riforma è anche il titolo V della parte II Cost. (già oggetto di una riforma costituzionale nel 2001) sulla distribuzione di poteri tra Stato e Regioni. In particolare modo ecco di seguito i cambiamenti principali. 

  1. Superamento del bicameralismo paritario

    La riforma si propone di porre fine al bicameralismo perfetto che caratterizza l’attuale assetto istituzionale italiano. Camera e Senato, infatti, hanno gli stessi poteri: tutte le leggi, sia ordinarie sia costituzionali, devono essere approvate da entrambe le camere, così come la fiducia del governo deve essere concesse da entrambe le camere. In caso di vittoria del sì, invece, la camera dei deputati diventa l’unico organo eletto a suffragio universale diretto mentre il Senato diventerà un organo rappresentativo delle autonomie regionali.

    Il nuovo Senato delle regioni (così sarà chiamato):

    • sarà composto da 100 senatori (invece degli attuali 315) non eletti direttamente dai cittadini. 95 saranno scelti dai consigli regionali che nomineranno 21 sindaci – uno per Regione – e 74 consiglieri regionali (ogni regione ne deve avere almeno 2, ma il numero per regione è proporzionale alla sua popolazione). I senatori resteranno in carica fino alla scadenza del loro mandato di amministratori locali. Gli altri cinque senatori saranno nominati dal Presidente della Repubblica e avranno un mandato di sette anni. Non ci saranno più i senatori a vita, eccezion fatta per gli ex presidenti della repubblica.  I membri del Senato non avranno più uno stipendio da senatori, ma percepiranno solo quello da amministratori locali.
    • Non potrà più dare il voto di fiducia al governo.
    • Non potrà più approvare le leggi ordinarie e di bilancio.
    • Avrà il potere di esaminare i testi delle leggi presentati dalla camera e di proporre modifiche che dovranno essere approvate o respinte dalla camera.
    • I senatori continueranno a partecipare all’elezione del presidente della repubblica, dei componenti del CSM e dei giudici della corte costutuzionale.
    • Il suo ruolo principale è di essere l’organo di raccordo tra lo stato e le autonomie locali.
  2. Elezione del Presidente della Repubblica

    Il Presidente della Repubblica verrà eletto dalle camere in seduta comune, senza la partecipazione dei delegati regionali. Cambieranno anche le maggioranze di voto richieste per approvare l’elezione del PdR (oggi sono necessari i due terzi dei voti dell’assemblea fino al terzo scrutinio, e poi la maggioranza assoluta dei componenti):

    • sarà necessaria la maggioranza dei due terzi dei componenti fino al quarto scrutinio
    • basterà la maggioranza dei tre quinti dei componenti dal quinto al sesto scrutinio;
    • dal settimo scrutinio, sarà sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti.
  3. Abolizione del Consiglio nazionale per l’economia e il lavoro (CNEL)

    Il Cnel è un organo ausiliario previsto dalla Costituzione che ha una funzione consultiva sulle leggi in materia di lavoro o su questioni economiche. Il Cnel ha anche un potere di iniziativa legislativa, cioè può proporre alle camere leggi in materia economica. In caso di vittoria del sì, questo organo verrà soppresso.

  4. Modifica Titolo V della costituzione

    Con la riforma costituzionale si torna a dare più poteri allo Stato. Venti materie, infatti, tornano a essere di competenza esclusiva dello Stato, tra cui: ambiente, gestione di porti e aeroporti, trasporti e navigazione, produzione e distribuzione dell’energia, politiche per l’occupazione, sicurezza sul lavoro, ordinamento delle professioni.

  5. Referendum abrogativo e leggi d’iniziativa popolare

    Ai referendum abrogativi è richiesto il quorum. Con la riforma costituzionale, il quorum per rendere valido il risultato di un referendum abrogativo resta sempre del 50 per cento più uno degli aventi diritto al voto.
    Tuttavia, se il referendum è proposto da 800 mila cittadini (invece del minimo richiesto di 500mila) il quorum sarà più basso: basterà che vada a votare il 50 per cento più uno dei votanti alle ultime elezioni politiche, non il 50 per cento più uno degli aventi diritto.
    Aumenta invece il numero minimo di firme per proporre alle camere una legge d’iniziativa popolare che passerà dalle 50 firme attuali alle 150 mila firme.

Per saperne di più sui Referendum popolari abrogativi clicca qui:

Se decìvi scrivere un tema per la scuola o temi che il Miur assegni una traccia di Maturità sul referendum, invece, leggi qui:

REFERENDUM COSTITUZIONALE 4 DICEMBRE 2016: COME VOTARE

Ora che abbiamo messo le cose in chiaro non dovrebbero esserci più dubbi su che cos'è il referendum costituzionale e sui cambiamenti che potrebbe portare con sé. A questo punto coloro che potranno votare hanno bisogno di una sola informazione: come si vota. Qui sotto le nostre guide per gli studenti e i lavoratori fuori sede che si trovano lontani dal loro comune di residenza:

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