Scuola

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  • Scritto da: Angela Ardizzone

Riforma scuola: la buona scuola di Renzi-Giannini

"È la scuola il cuore di tutto. Se noi saremo in grado di ripensare, nei prossimi 12 mesi a come l'Italia investe sulla scuola, allora costruiremo la crescita dei prossimi 20 anni". Così il presidente del consiglio Renzi esordisce antcipando le linee guida della Riforma Scuola, discusse oggi 3 settembre secondo le linee guida del documento "La buona scuola. Facciamo crescere il Paese". La scuola dovrà essere messa al centro del Paese, sarà il fulcro dello sviluppo di tutta la nazione futura: non è né una riforma - dice Renzi - né una riforma della riforma, ma si tratta di credere nella scuola e nel suo potere di cambiare le sorti del nostro Paese. 

Ma come avverrà questa Riforma Scuola? Renzi parla di nuovi programmi, eliminazione del precariato, finanziamenti alle scuole, premi e assunzioni per gli insegnanti più meritevoli. Ecco le proposte salienti de "La buona scuola" di Renzi-Giannini:

Assunzioni docenti

Secondo la Riforma Scuola di Renzi-Giannini, per il 2015 sono previste circa 150 mila assunzioni di precari, con un costo che si aggira intorno ad 1 miliardo di euro. Stop alle supplenze, quindi eliminazione delle graduatorie di circolo e d'istituto.

Incentivi per gli insegnanti più meritevoli

Ci saranno stipendi più alti e progressioni di carriera per i docenti più meritevoli.

Nuovi programmi scolastici

Più inglese e informatica, rivalutazione di storia dell'arte, geografia, educazione fisica: materie che non possono mancare nelle scuole.

Autonomia scolastica

Con la Riforma Scuola del 2015, i presidi avranno più autonomia nella gestione dell'istituto.

Collegamento scuola-lavoro

Si cercherà, in particolare per le scuole professionali, di creare un collegamento tra aziende e scuola, in modo da formare futuri professionisti.

Finanziamenti alle scuole

Più finanziamenti alle scuole, proposta di un piano dell'edilizia scolastica con un costo non indifferente, finanziamenti più alti alle scuole paritarie. 

Mille asili in mille giorni

Il piano dei 1000 giorni nel suo capitolo scuola non poteva che partire dall'asilo: sarà dunque attuato un piano di riforma per gli asili nido, e si cercherà di ridurre al minimo il divario economico tra Nord e Sud.

Tutte queste novità saranno tradotte in norme non appena entrerà in vigore la legge di Stabilità 2015. Entro inizio anno inoltre sarà presentato un decreto legge, dopo una consultazione che partirà il 15 settembre e terminerà il 15 novembre.

La buona scuola: il documento ufficiale

Il documento ufficiale "La buona scuola" è disponibile sul sito passodopopasso.italia.it (clicca qui per leggere il documento), contenente i 12 punti su cui il governo interverrà nei prossimi mesi:

1. Mai più precari nella scuola: assunzione del 150 mila precari e chiusura delle graduatorie ad esaurimento

2. Dal 2016 si entra solo per concorso: tra il 2016 e il 2019 si entrerà a scuola solo per concorso, basta liste d'attesa inutili

3. Basta supplenze: si garantirà alle scuole un team stabile di docenti per coprire cattedre vacanti, tempo pieno e supplenze

4. La scuola fa carriera: qualità, valutazione e merito: ogni 3 anni 2 professori su 3 avranno un aumento di stipendio per merito e qualità del lavoro

5. La scuola si aggiorna: formazione e innovazione: formazione continua per i docenti

6. Scuola di vetro: dati e profili online: dal 2015 online i dati di ogni scuola e un registro nazionale dei docenti

7. Sblocca scuola: coinvolgimento di presidi, studenti e insegnanti per eliminare le 100 procedure più gravose per la scuola

8. La scuola digitale: banda larga veloce e wifi in tutte le scuole

9. Cultura in corpore sano: musica e sport nelle primarie, più storia dell'arte nelle secondarie

10. Le nuove alfabetizzazioni: rafforzare lo studio delle lingue straniere, informatica ed Economia

11. Fondata sul lavoro: alternanza scuola-lavoro obbligatoria per il triennio delle scuole professionali e tecniche

12. La scuola per tutti, tutti per la scuola: stabilizzare il fondo per il miglioramento dell'offerta formativa e attrarre risorse private

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