Scuola

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  • Scritto da: Elena Cosenza

Riforma scuola: le novità per l'a.s. 2014/2015

Sono diverse le novità riguardo la Riforma scuola per l’anno scolastico 2014/2015: quest’anno arriveranno nelle scuole ben 65 mila studenti in più rispetto all’ultimo anno, ma sono già previsti tagli al sistema scolastico, concentrati principalmente al Sud.

Uno dei principali problemi riguardo la Riforma scuola consiste nella manca assunzione dei Docenti che avevano vinto il concorso per l’abilitazione all’insegnamento nel 2012: 65 mila studenti in più ma stesso numero di Docenti, eccetto qualche taglio nel Sud del Paese. Saranno 500 i posti in meno in Sicilia, 387 in meno in Campania, 340 insegnanti in meno in Puglia e 180 in Calabria.

In tutto, dovrebbe esserci un deficit di 100 mila insegnanti rispetto al fabbisogno scolastico, contro i 400 mila Docenti precari che la stessa Riforma scuola lascerà a casa. Secondo le ultime dichiarazioni di Reggi, inoltre, sembra ormai certo che le graduatorie di istituto di terza fascia verranno eliminate con conseguenze per i Docenti di ruolo che dovranno effettuare supplenze brevi ma a titolo gratuito. Dal prossimo anno infatti sembra che il piano scuola obbligherà ogni insegnante a indicare un certo numero di ore di disponibilità al di fuori delle ore di lezione ad essi assegnate, ore che potrebbero essere presto occupate da supplenze brevi non retribuite. Da questa ‘’disponibilità’’ degli insegnanti, il Ministero dell’Istruzione risparmierebbe circa 800 milioni di euro.

Mentre in Italia i docenti che lavorano vedono aumentare il loro carico orario senza adeguamenti stipendiari (con conseguente abbassamento della qualità dell’insegnamento) e 400 mila insegnanti sono precari, l’UE monitora in nostro Paese assicurandosi che rispetti l’accordo quadro internazionale sul lavoro a tempo determinato. In queste ore infatti riguardo alla Riforma del sistema scolastico italiano si è pronunciato anche l’avvocato Maciej Szpunar, membro della Corte di Giustizia Europea: la legge italiana ‘’non presenta misure sufficienti né a prevenire né a sanzionare il ricorso abusivo alla successione di contratti a tempo determinato’. E ancora ’’ ‘Il rinnovo di contratti a tempo determinato non è giustificato quando è finalizzato a soddisfare esigenze a carattere permanente e durevole’’, riferendosi alla Riforma scuola che il Ministero dell’Istruzione sta pianificando in questo periodo. L’Unione Europea condanna quindi il piano scuola Giannini-Reggi che sembrerebbe essere un’ulteriore mossa per mettere in difficoltà il sistema scolastico italiano già da anni al centro di costanti tagli.

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