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Saggio breve sulla guerra nella storia

SAGGIO BREVE SULLA GUERRA NELLA STORIA. La guerra esiste da quando l’uomo è sulla Terra: una tematica sempre attuale, dunque potrebbe essere oggetto di un saggio breve e pensando a questa eventualità, noi di Studentville abbiamo pensato di svolgere un saggio breve sulla guerra per aiutarti ad elaborare il tuo personalissimo saggio! Ovviamente il tema sulla guerra può fornire moltissimi sviluppi perciò, prima di iniziare a scrivere, presta attenzione ai documenti proposti dalla traccia, rifletti bene sul materiale e poi procedi con logica e ordine. Vedrai che fare il saggio breve sulla guerra nella storia sarà un gioco da ragazzi!

Scopri come si scrive un perfetto saggio breve: Saggio breve: come fare

saggio breve sulla guerra nella storia


SAGGIO BREVE SVOLTO SULLA GUERRA NELLA STORIA. Bene, per prima cosa leggi con cura i documenti proposti dalla traccia e analizzali a fondo. Dopo esserti fatto un’idea sulla tematica da affrontare puoi procedere. Prima di iniziare, però, scegliamo un titolo e la rivista di riferimento per la consegna del saggio.

  • Saggio breve sulla guerra nella storia, Titolo: I venti di Guerra nella storia dell’umanità.
  • Saggio breve svolto sulla guerra nella storia, Consegna: Rivista di Storia e Attualità
     

SAGGIO BREVE SVOLTO SULLA GUERRA NELLA STORIA. Introduzione. A studiare la storia, sembra che tutte le vicende umane siano state segnate solo da guerre. A ben vedere, non è così, e non sono mancati lunghi periodi di pace, come quello che stiamo vivendo dalla fine del Secondo conflitto mondiale in Europa, anche se non in tutto il resto del mondo.


SAGGIO BREVE SULLA GUERRA NELLA STORIA. Svolgimento. Le guerre, per la loro violenza e per la rapidità degli avvenimenti, rimangono più impresse nella memoria, e ispirano letteratura, teatro, cinema, esercitando a volte un fascino che fa dimenticare anche gli orrori delle uccisioni e della morte, delle distruzioni di beni e di risorse economiche. Bisogna però aver chiaro che la guerra, paradossalmente, non è violenza cieca, ma una sorta di violenza regolata e organizzata. La guerra classicamente intesa ha inizio con una “dichiarazione” e, di solito, si conclude con un “trattato di pace”; durante il periodo bellico è regolata da norme che in qualche modo limitano gli eccessi. I soldati di entrambi gli schieramenti devono essere inquadrati in eserciti regolari, obbedire a precise gerarchie legali, indossare divise o altri segni certi di riconoscimento, seguire modalità di combattimento, che prevedono il rispetto di feriti o prigionieri. Entrambi i contendenti dunque si legittimano a vicenda. Questa definizione è, come si vede, di natura politica, e considera la guerra uno strumento, sia pure particolare, di rapporti internazionali: uno Stato usa la forza quando non riesce a proporre o imporre la sua volontà a un altro Stato.  Ben diverso è invece il caso di guerre ideologiche, che, in genere, sfuggono al reciproco riconoscimento, e quindi non accettano regole, e mirano spesso alla totale distruzione del nemico. Il nemico non viene considerato uno Stato con cui trattare, e perciò è anche privo di protezione legale, e a sua volta non la chiede e non la concede. Ciò accade soprattutto nelle guerre civili, mosse da odi di partito o fede.  In questa sede non possiamo negare che la guerra sia desiderata da alcune componenti sociali e avversata da altre. La pace è anche il mantenimento dell’attuale ordine sociale ed economico, mentre altri vorrebbero, a torto o a ragione, sconvolgerlo, e vedono nella guerra l’occasione per attuale tale progetto. L’umanità ha sempre cercato alternative alla guerra. I Greci sospendevano i conflitti durante le Olimpiadi; i Romani assicurarono, con la forza, una stabile pace all’Impero; la Chiesa medioevale impose regole ai cavalieri; Kant scrisse sulla pace; le Grandi Potenze ottocentesche tentarono la via dei congressi; il mondo attuale prova attraverso organizzazioni internazionali come l’ONU.


SAGGIO BREVE SVOLTO SULLA GUERRA NELLA STORIA. Conclusione. Una pace stabile e accettata dai più si può ottenere con la realizzazione della possibile giustizia, che prevenga i conflitti. Non è reale pace l’assenza di guerra, se non si rimuovono le cause di contrapposizione tra popoli, o di insoddisfazione interna ai singoli popoli. Occorre però anche una predisposizione morale a cercare il dialogo ed evitare l’estremizzazione dei contrasti, guardando al bene comune.
 

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