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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Scheda libro Io non ho paura

SCHEDA LIBRO IO NON HO PAURA. Hai letto o devi leggere Io non ho paura di Ammaniti, e ti serve aiuto per fare la scheda libro? È davvero complicato per te districarsi tra commento, riassunto e analisi dei personaggi? Nessun problema, ti aiutiamo noi svelandoti la scaletta da seguire per inserire tutte le informazioni necessarie e aiutandoti a riempire tutti i campi grazie ai nostri appunti! Affidati a noi e tutto sembrerà facile come fare una passeggiata al sole! In questo articolo, infatti, troverai tutti gli approfondimenti sul romanzo di Ammaniti: la trama, i personaggi e gli elementi che lo caratterizzano.




SCHEDA LIBRO IO NON HO PAURA DI AMMANITI: Per prima cosa nella tua scheda libro devi fornire le indicazioni di base riguardanti l'opera. Eccole:
•  Titolo: Io non ho paura
•  Autore: Niccolò Ammaniti
•  Nazionalità Autore: italiana
•  Data di Pubblicazione: 2001

SCHEDA LIBRO IO NON HO PAURA: INFORMAZIONI SULL'AUTORE. Per prima cosa, ecco chi è l’autore del romanzo. Niccolò Ammaniti è nato a Roma nel 1966. Ha esordito con il romanzo “Branchie” (Ediesse, 1994). Nel 1996 ha pubblicato la raccolta di racconti “Fango” (Mondadori) e nel 1999 il romanzo “Ti prendo e ti porto via” (Mondadori). I suoi libri sono stati tradotti in francese, tedesco, spagnolo, greco, russo, e polacco. Nel 2007 Ammaniti ha vinto il premio strega con il romanzo, adattato anche per il grande schermo, "Come Dio comanda".

IO NON HO PAURA: LA TRAMA. A questo punto devi introdurre brevemente gli avvenimenti narrati nel romanzo. Per aiutarti a completare la tua scheda libro ti invitiamo quindi a leggere il Riassunto di Io non ho paura.

SCHEDA LIBRO IO NON HO PAURA: PERSONAGGI. Scopriamo e analizziamo i protagonisti del libro:

  • Michele Amitrano: protagonista e narratore è un bambino di nove anni altruista, generoso, disponibile. Sarà proprio Michele a trovare in un pozzo in mezzo alla campagna sperduta fuori dal suo paese un ragazzino rapito. In questa circostanza, nonostante Michele abbia paura, si comporta in maniera molto matura ed è così premuroso e gentile che alla fine il bambino diventa suo amico e vive la prigionia con meno angoscia. Michele si preoccupa molto del bimbo rinchiuso e cerca di confortarlo. Michele scoprirà grazie a questa esperienza che le cose che gli facevano paura non hanno il peso che pensava e che è meglio fare davvero attenzione al pericolo costituito dalle persone che ti stanno vicino e che conosci, trasformate da una vita misera e dal denaro, che arrivano a fare una cosa ignobile pur di affermarsi, soprattutto economicamente.
  • Filippo Carducci, di nove anni. È il bambino rapito. Di lui non abbiamo una descrizione chiara: è presentato come un "mucchio di stracci”, un animale, un cane ”non si muove neanche dopo che gli viene tirato un sasso. Impietrito dalla paura, dal buio, viene tenuto in condizioni disumane tra sporco e rifiuti, la faccia è nera e sudicia, i capelli biondi e sottili impastati con la terra. Non riesce ad aprire le palpebre per lo sporco. Diffida di Michele ma solo per poco tempo.

Personaggi secondari:

  • Teresa, la mamma di Michele: bella con lunghi capelli neri che tiene sciolti, alta,  formosa  e con occhi scuri e grandi come mandorle, una bocca larga, denti forti e bianchi e un mento a punta: ”sembrava araba” dice Michele. E’ una figura importante per la sua famiglia, ma è anche una vittima, ha subito le decisioni del marito e dei complici, non può dire la verità ma spesso piange ed è triste.
  • Pino Amitrano , il padre di Michele, un uomo piccolo e magro, nervoso con i capelli neri, tirati con la brillantina, la barba ruvida e bianca sul mento. Odora di sigarette e acqua di colonia. Ha un lavoro non ben definito al Nord, ma poi nel corso del romanzo capiamo che non è vero, e che ha guadagnato i suoi soldi in modo disonesto.  E’ un padre distaccato, severo anche se in alcuni momenti scherza con i figli. Alla fine del romanzo sembra ravvedersi quando lo vediamo preoccuparsi per il figlio piuttosto che per la sua incolumità.
  • Salvatore Scardaccione, 9 anni, il più intelligente della compagnia. Per una lezione di guida svelerà un segreto molto importante.
  • Antonio Natale, detto il Teschio, ha 12 anni, è un ragazzino molto egocentrico, vuole rispetto dagli altri bambini ed essendo il più grande si sente autorizzato ad avere sempre la meglio o comunque a sottomettere gli altri, infatti, è definito il “capo” della banda.
  • Felice Natale: fratello maggiore di Teschio un amico di Michele. Un personaggio cattivo che picchiava i più deboli e bucava il pallone ai bambini. Viene definito un “povero diavolo” ed è l’esecutore materiale del sequestro. Non mostra nessun sentimento di pietà, ne di pentimento.
  • Sergio Matera, amico del padre di Michele: faceva un sacco di rumori: tossiva, soffiava…fumava molto. Sappiamo solo alcuni particolari fisici (la pelle flaccida, ossa lunghe) ma l’autore ci racconta di un dolore ancora vivo, riguarda suo figlio morto suicida da un burrone. Non  ha nessuna evoluzione nè positiva nè negativa.

IO NON HO PAURA SCHEDA LIBRO: AMBIENTAZIONE. Dove si svolgono le vicende del libro? La trama si svolge ad Acqua Traverse, frazione di Lucignano, un piccolo paese, nell'estate del 1978. Nel libro vengono descritti per lo più gli spazi aperti, i cambi che circondano il paese, le colline, ma abbiamo anche qualche dettaglio sulla casa del protagonista, che fa da sfondo alle vicende dei personaggi. Anche i luoghi, così dispersivi e ameni sono protagonisti delle vicende: tutto è accentuato da Ammaniti per rappresentare la desolazione e l’angoscia di quei posti; descrive infatti il contrasto tra la luce del sole abbagliante, e il buio della tana, come pure il silenzio e le grida degli amici, la giocosità dei loro gesti e l’immobilità forzata del recluso simile alla morte.


SCHEDA LIBRO IO NON HO PAURA: STILE. Il linguaggio di Ammaniti è semplice, efficace e descrittivo: Michele è una voce narrante molto diretta. Tutto è narrato con cura e dovizia di particolari dal punto di vista del bambino. Tipici del libro sono i monologhi interiori che aiutano il lettore ad immedesimarsi nella triste vicenda e nel tormento del protagonista.

SCHEDA LIBRO IO NON HO PAURA: TEMATICHE. Le principali tematiche affrontate nel libro sono:

  • Amicizia tra Filippo e Michele, il rapporto umano che si instaura tra i due fino a non avere più paura l’uno dell’altro.
  • La giustizia e il crimine, che fanno da sfondo alle vicende. Uomini in cerca di affermazione economica si spingono fino a rapire un bambino, senza una parvenza di umanità.
  • La delinquenza, favorita da una mancanza cronica di lavoro. Emblematico è il caso del papà di Michele.
  • Il coraggio e la ricchezza di valori umani del protagonista

RECENSIONE IO NON HO PAURA DI NICCOLO' AMMANITI: Il romanzo, scritto con uno stile contemporaneo, mette al centro episodi di assoluta attualità come la criminalità e la delinquenza, la mancanza di lavoro e l'abbandono culturale e sociale di alcuni contesti. Ammaniti riesce ad essere sempre diretto e semplice, complice il fatto che l'intera vicenda venga raccontata attraverso gli occhi di un bambino, Michele. Per lui la vicenda di violenza, corruzione e mafia che condiziona il suo mondo e segnerà indelebilmente la sua vita ha comunque un'aurea fiabesca: il bimbo nel pozzo, il piccolo Filippo, è un tesoro da custodire, i suoi amici sono aiutanti magici e, ovviamente, ci sono i cattivi. Non mancano, comunque, episodi che fanno tornare alla realtà Michele ,con paura e sgomento, rendendo il lettore conscio del fatto che il ragazzino è un protagonista in parte inconsapevole di una realtà molto più grande di lui e terribile. Il romanzo è maturo e coinvolgente, ben lontano dalle trame dei racconti precedenti di Ammaniti, più semplice rispetto agli altri ma comunque molto appassionante. L'autore però non rinuncia ai personaggi caricaturali che caratterizzano i suoi romanzi: i protagonisti, nella loro descrizione, sono un misto di luoghi comuni e originalità che a tratti li rende davvero grotteschi, come, per esempio, l’organizzatore del rapimento. Il mondo del piccolo paesino di Acqua Traverse è realistico e al contempo immerso in una brutalità e amenità da renderlo crudo, ma inserito perfettamente in un contesto sociale tipico della cronaca italiana degli anni in cui Ammaniti si accinge a scrivere il romanzo, e da cui trae sicuramente spunto per rappresentare una società corrotta, vocata alla delinquenza, dove manca completamente un assetto sociale stabile. In questo contesto si inserisce perfettamente il fatto di cronaca, il rapimento di Filippo, come per evidenziare che la ricchezza spropositata di alcuni  sia ingiusta e in un certo senso danneggi altri. Per porre rimedio a questo divario e a questa supposta ingiustizia, gli uomini del racconto decidono che delinquere è l'unica via possibile e agiscono in maniera brutale rapendo un povero bambino e pensando che un riscatto sia metaforicamente un modo per essere risarciti della loro disgrazia, una sorta di riscatto sociale. Il modo di narrare di Ammaniti è esemplare da questo punto di vista perchè è capace di riportare la cruda realtà attraverso gli occhi spensierati di un bambino, seppur costretto a relazionarsi con uomini senza scrupoli; così facendo Michele ci racconta tutto con innocenza e purezza. In un mondo dove l'omertà e la cattiveria prevalgono il bimbo affermerà più volte ‘io non ho paura’, riconoscendo che la cosa giusta da fare è aiutare il suo nuovo amico mettendo in pericolo la sua stessa vita.

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IO NON HO PAURA RIASSUNTO FILM. Se, invece, hai bisogno di sapere come è impostato il film di Gabriele Salvatores e se ci sono delle differenze con il libro, il link che fa per te è questo: Io non ho paura: trama e analisi del film

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