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Seneca: opere e versioni tradotte

SENECA: OPERE E VERSIONI TRADOTTE

Per alcuni di voi il latino è una vera tragedia, soprattutto quando si tratta di dover fare una traduzione, figuriamoci poi se l'autore in questione è Seneca. Con l’aiuto giusto però, tutto diventa meno complicato, anche tradurre una versione di latino. Proprio per facilitare lo studio e mettervi nelle condizioni di studiare prepararvi senza troppi sforzi per i compiti in classe e le interrogazioni abbiamo pensato di proporvi tutte le nostre risorse su Seneca, filosofo e scrittore latino, certamente una delle più ricche personalità del mondo antico.
In questa sezione troverete tutto sulla sua biografia, sulle sue opere e soprattutto alcune versioni già tradotte dal latino all’italiano.

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Seneca: opere e versioni tradotte


SENECA: LA VITA

Lucio Anneo Seneca è uno degli autori latini più conosciuti e studiati: filosofo seguace dello stoicismo e drammaturgo, attivo in molti campi, compresa la vita pubblica, è stato senatore, questore e precettore del futuro imperatore Nerone. Vediamo insieme i punti salienti della sua intensa vita per inquadrare l’autore nel contesto storico:

  • 5 a.C.: Seneca nasce a Cordova in Spagna, da Seneca il Retore. Fin da giovane viene a contatto con un ambiente filo-repubblicano ed anti-imperiale perché la città di Cordova si era schierata con Pompeo ai tempi della guerra civile
  • Compie i suoi studi a Roma dove studia filosofia e retorica. Lì entra a far parte della setta dei Sestii, che predica una morale intransigente ed un rigoroso ascetismo, ma la persecuzione di Tiberio nei confronti di questa setta lo costringe a fuggire in Egitto. Al suo ritorno a Roma fu introdotto nell'ambiente della corte di Caligola
  • 31-32 d.C.: Torna a Roma e diviene senatore. Sotto Caligola (37-41) rischia la condanna a morte
  • 41 d.C.: Morto Caligola è assunto al trono Claudio. Coinvolto in un intrigo di corte (è accusato di adulterio con Giulia Livilla, sorella di Caligola e nipote di Claudio), Seneca è esiliato in Corsica dall’imperatore e lì rimane per otto anni. Torna a Roma grazie ad Agrippina, che lo vuole come precettore per il figlio Nerone.
  • 54 d.C.: Muore Claudio, per avvelenamento e Seneca tenta di riscattarsi agli occhi dei Romani dall’accusa di essere coinvolto nell’omicidio scrivendo il discorso di elogio che Nerone pronuncia in Senato in onore dell'imperatore. Seneca segue il giovane imperatore per più di 4 anni, affiancato da Agrippina e dal prefetto del pretorio Burro (54-58 d. C. = "quinquennio felice")
  • 59 d.C.: Agrippina muore per mano dei sicari di Nerone. Seneca scrive un discorso di accusa nei confronti della defunta e lo pronuncia in Senato
  • 62 d.C.: Alla morte del prefetto del pretorio Burro, che viene sostituito dal famigerato Tigellino, Seneca si ritira a vita privata soprattutto quando Nerone scavalcando il suo precettore, assume il potere, dietro le direttive di Poppea. Si sposa con la giovanissima Paolina. Trascorre gli ultimi tre anni della sua vita nello studio e nella meditazione
  • 65 d.C.: Coinvolto nella congiura dei Pisoni, viene indotto da Nerone ad uccidersi: Seneca, nel perseguire i suoi ideali filosofici, sceglie la morte del saggio stoico, tagliandosi le vene (la descrizione della sua morte è riportata da Tacito negli Annales XV, 60-64)

SENECA: LE OPERE

Vastissima è la produzione di Seneca, ma molte opere sono perdute, altre sono note solo per qualche frammento. Una parte di esse è conosciuta fin dall'antichità come Dialogorum libri, ma Seneca è un autore prolifico, che ha scritto anche tragedie, satire e opere naturalistiche.  ecco tutta la produzione letteraria e filosofica di Seneca:

Opere filosofiche: I Dialogorum libri

Seguono la linea della diatriba cinico-stoica poiché l’autore, che parla in prima persona, ha come interlocutore il destinatario dell’epistola o un personaggio fittizio. Ecco l''elenco dei Dialoghi:

  • De providentia (epistole a Paolino): l'interrogativo che si pone Seneca, e a cui cerca di dare risposta, è come possa un Dio provvidenziale ammettere l'esistenza del male. Seneca pone l'accento sulla tematica della sofferenza, che non è male, ma è una sorta di banco di prova.
  • De constantia sapientis (epistole ad Anneo Sereno): Seneca espone la tesi stoica dell'imperturbabilità del saggio.
  • De ira (in 3 libri): per comprendere queste lettere bisogna partire dall'assunto in base ai princìpi stoici, per i quali sommo bene è il lògos, e quindi tutto ciò che non è razionale è male e va evitato. L'ira è scelta di proposito da Seneca fra le emozioni da evitare: la giusta via è invece una lucida decisione maturata a freddo, razionalmente.
  • Consolatio ad Marciam: dedicata a Marcia, figlia di Cremuzio Cordo, lo storico morto suicida, per consolarla. Seneca ne fa un'occasione per affrontare il delicato tema del suicidio, che, coerentemente con i princìpi della dottrina stoica, è visto come positivo se motivato da una scelta compiuta razionalmente.
  • De vita beata: il tema principale è la felicità che, considerata come il sommo bene dalle filosofie ellenistiche, si ottiene, secondo gli epicurei, attraverso la hedonè, il piacere. Secondo gli stoici, invece, il dolore non è un male, è anzi necessario all'uomo per migliorarsi. Seneca identifica il sommo bene con la virtus, l'autodisciplina che l'uomo deve anteporre alla propria componente emotiva.
  • De otio (epistole ad Anneo Sereno): in quest’opera tarda Seneca prende le distanze dalla rigorosa etica stoica: quando l'impegno politico diviene impossibile bisogna ripiegare su altre attività, come la letteratura e filosofia.
  • De tranquillitate animi (epistole ad Anneo Sereno): tratta della serenità dell'anima.
  • De brevitate vitae (epistole a Paolino): "longa est vita si plena", la vita dell'uomo non è mai troppo breve se vissuta intensamente.
  • Consolatio ad Polybium: dedicata a Polibio, potente liberto e consigliere di Claudio, per la morte di un fratello. L'intento è evidentemente adulatorio nei confronti del princeps, nel tentativo di convincerlo a richiamarlo in Roma dall'esilio forzato.
  • Consolatio ad Helviam matrem: è dedicata a sua madre per la "perdita" del figlio, costretto in esilio in Corsica.

Altre opere filosofiche: i Trattati

  • De beneficiis: in 7 libri. Seneca si rivolge, con gli stessi ideali, ad un nuovo pubblico: la classe abbiente, la sola che possa rimediare alla povertà e alla miseria delle masse, ma solo se educata alla generosità e alla benevolenza.
  • De clementia, in 3 libri: risale ai primi anni del regno di Nerone, ed il suo scopo è l'educazione del giovane principe.
  • Epistulae morales (le Lettere a Lucilio) 124 lettere in 20 libri: Seneca scrive all’amico Lucilio, dopo il 62 a.C. Sono scritte in forma privata e i temi trattati sono e vari e già presenti in alcuni Dialoghi; due sono i motivi ricorrenti: la figura del saggio stoico e la morte.

Opere scientifiche / naturalistiche:

  • Naturales quaestiones in 7 libri. L’opera ha come argomento la scienza della terra, la fisica e i fenomeni atmosferici; per la datazione si fa riferimento ad una cometa apparsa nel 60 d. C. e ad un terremoto che danneggiò Pompei nel 62.

Tragedie

Sono 9 cothurnatae, ossia tragedie di ambientazione greca e destinate alla lettura e non alla rappresentazione teatrale; scritte probabilmente quando Seneca si ritira a vita privata:

  • Hercules furens: Ercole impazzito uccide moglie e figli, poi, rinsavito, va ad Atene. Il modello di questa tragedia è quello dell’ "Eracle" di Euripide
  • Troades: descrive il dramma delle donne troiane destinate alla schiavitù presso i greci. Il modello sono le "Troiane" di Euripide
  • Phoenissae: tratta il mito di Edipo e la rivalità dei figli Eteocle e Polinice per succedere al trono. Il modello sono le "Fenicie" di Euripide
  • Medea: Il modello è la "Medea" di Euripide: la donna, per vendicarsi dell’abbandono da parte di Giasone, uccide i figli che ha avuto da lui
  • Phaedra: il tema è l’ amore incestuoso di Fedra per il figliastro Ippolito. La critica suppone che il modello di questa tragedia sia il perduto "Ippolito velato", dramma scandaloso e rifatto da Euripide con il titolo di "Ippolito coronato"
  • Oedipus: il prototipo per questa tragedia è l' "Edipo re" di Sofocle.Edipo scopre di essere l’uccisore del padre Laio e di avere sposato la madre Giocasta
  • Agamemno: è rappresentato l’assassinio di Agamennone da parte di Clitennestra; il modello è l' "Agamennone" di Eschilo
  • Thyestes: è la più celebre fra le tragedie senecane: riprende l’atroce misfatto di Atreo, che imbandisce a Tieste le carni dei suoi figli.
  • Hercules Oetaeus: Ercole è ucciso dalla tunica intrisa del sangue velenoso del centauro Nesso. Il modello sono le "Trachinie" di Sofocle

L'Agamemno e l'Hercules Oetaeus sono da alcuni critici considerati spurii.

  • Tra le tragedie troviamo una praetexta, ossia un dramma di ambientazione latina, sicuramente spuria, l'Octavia, a Seneca inizialmente attribuita ma opera di un suo imitatore, scritta dopo la morte di Nerone

La satira menippena dell' Apokolokyntosis

Ludus de morte Claudii, noto anche con il titolo dall'oscuro significato Apokolokyntosis: si tratta di una satira menippea sulla sorte di Claudio nel regno dei morti, nella quale si manifesta tutto l'odio e il disprezzo che Seneca nutrì per l'imperatore che l'aveva relegato in Corsica. È l’ultima opera del corpus senecano, prosimetrica, mista di prosa e versi. Il significato del titolo (Apokolokyntòsis = "inzuccatura", "trasformazione in zucca"?) è controverso: secondo una diffusa ipotesi, esso significherebbe che alla sua morte Claudio, invece di essere assunto fra gli dèi, è stato assunto... fra le zucche (o gli zucchini); nulla di simile accade però nell’opera. Per altri il titolo si riferisce al fatto che dal momento che Claudio non fu mai divinizzato, la sua apoteosi fu farlocca. 

SENECA: VERSIONI TRADOTTE

La produzione letteraria di Seneca è molto vasta, nonostante molti scritti siano perduti. Abbiamo tradotto per voi alcune versioni tra le più famose e più studiate a scuola. Ecco le traduzioni più cercate:

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