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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Si dice “vado a lavoro” o “vado al lavoro”?

SI DICE VADO A LAVORO O VADO AL LAVORO? Capita spesso che qualcuno vi scriva via sms “sono a lavoro” e se vi è venuto il dubbio che questo non fosse un errore sappiatelo subito: lo è. Poco importa se nel parlato questo “al lavoro” si fonde in un “allavoro” che suona come un “alavoro”: mentre è corretto dire “vado a lavorare” non lo è dire “vado a lavoro” anche se si dice “vado a scuola” e non “vado alla scuola”. E allora? L’Accademia della Crusca giustifica queste differenze sulla base della storia dell’uso di queste forme e l’italiano, si sa, è una lingua piena zeppa di eccezioni di cui non è sempre facile dare ragione.

Sai quali sono gli errori più comuni che commettiamo mentre parliamo? Leggili qui: Gli errori più comuni che facciamo quando parliamo

ERRORI GRAMMATICALI: SI DICE A LAVORO O A LAVORO? Vediamo allora qualche esempio, includendo, là dove ci sono, le spiegazioni necessarie

  1. Andare a teatro. Quando diciamo che andiamo “a teatro” ci riferiamo a un’attività o a un uso che prescinde dal teatro (inteso come stabile) in questione. Dire “al teatro”, al contrario, significherebbe indicare che si sta parlando di un teatro specifico, dove magari andiamo sempre con gli amici, dove si sta svolgendo un evento preciso o dove abbiamo dimenticato i guanti.
     
  2. Andare a scuola. Anche qui, bisogna fare i dovuti distinguo tra l’abitudine (si spera) di una certa persona ad andare a scuola e l’occasione in cui si indica una scuola specifica: per fare un esempio potremmo dire “sono andato alla scuola di Marco” nel caso in cui volessimo indicare proprio QUELLA scuola
     
  3. Andare al mare. A Napoli si usa dire “andare a mare” ma quando si parla di mare e di moto a luogo la forma corretta è indubbiamente “andare al mare”. Diverso il discorso invece per l’espressione “buttare a mare” che ha il significato di rinunciare a qualcosa e che non c’entra con il “buttarsi in mare” che invece indica proprio il contatto della nostra pelle con l’acqua frequentemente gelida.
     
  4. Andare al cinema. Buona visione.
     
  5. Andare al bar. Con moderazione.
     
  6. Andare all’edicola“ e andare IN edicola”. Le due forme sono del tutto equivalenti: poco importa se l’edicola in questione è un chioschetto in cui si può fisicamente entrare, comunque la mettiate va bene. A meno che non scriviate “andare a edicola”, in quel caso siete senza speranza o non siete di madrelingua italiana.
     

A LAVORO O AL LAVORO: GLI OUTSIDER. Infine esistono anche gli outsider (che fortuna non dover imparare questa lingua come lingua straniera, eh?) come “andare IN piscina”, che può sempre diventare “andare ALLA piscina comunale” nel caso in cui ne vogliate indicare una particolare ma che mai, in nessun caso, potrà diventare “andare A piscina”.

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