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  • Scritto da: Lucia P.

Studiare all'estero? L'esperienza di Matteo

“Quando lo staff di Intercultura è entrato nella mia classe a raccontare cos’è un’esperienza di studio internazionale ho pensato: troppo bello, voglio farlo anch’io!”. E’ cominciata così l’avventura di Matteo Quirino, 17enne di Novara.
Studente di liceo scientifico e “fan” delle nostra community, Matteo si trova da quattro mesi in Nuova Zelanda: “La terra che ho sempre sognato, natura splendida e tanto rugby, lo sport che pratico da quando avevo 10 anni” ci rivela.

Per un tipo sportivo come Matteo, la Nuova Zelanda è un paradiso. “Una marea di discipline: dalle più popolari come il rugby e la pallanuoto a quelle più strane come l’octopush (hockey subacqueo, ndr)”.  La pratica sportiva poi è incentivata dalla scuola, organizzata secondo il modello anglosassone. Cinque ore al giorno di materie a scelta: dalla cucina alla carpenteria.

Non è l’unica differenza con l’Italia. “La scuola neozelandese è molto innovativa, tutte le classi hanno lavagne multimediali e quando ho raccontato che noi usiamo ancora il gesso… che facce!”. Basti pensare che l’obiettivo dell’istituto frequentato da Matteo è investire 250 mila dollari in tre anni per dotare di tablet ogni studente!

A colpire Matteo come prima cosa, però, è la disponibilità dei neozelandesi: “Tutti si salutano e si aiutano a vicenda – racconta – Per esempio, il mio vicino dentista mi ha preparato apposta un paradenti da rugby con i colori della bandiera italiana!”. Almeno un difetto la Nuova Zelanda, però, ce l’ha: “Il cibo poco salutare, è pieno di fast food e sono diffusissime le bevande energetiche – conclude Matteo - Ho sempre guardato male gli italiani che ordinano la pasta all’estero ma dopo un po’ vai in crisi di astinenza!”

Se volete seguire l’esempio di Matteo e di altri 1200 studenti italiani ogni anno, affrettatevi! Le iscrizioni per partecipare ai programmi di studio all’estero di Intercultura per il 2012 scadono  il 10 novembre.

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