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  • Scritto da: Angela Ardizzone

Tema su I Promessi Sposi: Don Abbondio

TEMA SU I PROMESSI SPOSI: DON ABBONDIO

Un tema su I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni l'avrete certamente svolto tutti, ma la traccia non sempre è facile da sviluppare. Le tematiche da affrontare possono essere tante, tra cui quelle relative ai personaggi, a partire dall'organizzazione generale per finire all'analisi dei singoli personaggi.
Un bel lavoro quest'ultimo, in quanto si tratta di osservare bene il personaggio all'interno delle singole vicende, per poi darne un giudizio generico su personalità e riportare dunque un profilo psicologico esaustivo.
In questo articolo vi daremo un esempio di tema svolto su Don Abbondio, così che capiate meglio come sviluppare questa tipologia di traccia su I Promessi Sposi di Manzoni. 

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Tema su I Promessi Sposi: Don Abbondio

TEMA SVOLTO SU DON ABBONDIO: INTRODUZIONE

Don Abbondio è uno dei personaggi dei Promessi Sposi in cui il Manzoni ha meglio fatto sfoggio della sua dote ironica.
Si tratta infatti di un personaggio non cattivo, ma non possiamo definirlo neanche buono: nei suoi confronti l'autore non spende parole negative, ma il suo carattere timoroso e insicuro e il suo atteggiamento nei confronti delle situazioni che lo coinvolgono lo rendono senz'altro comico agli occhi del lettore. 
 

TEMA SVOLTO SUI PROMESSI SPOSI, DON ABBONDIO: SVOLGIMENTO

Don Abbondio compare nel I capitolo, quando mentre passeggia viene minacciato dai bravi di don Rodrigo, che lo intimano a non celebrare il matrimonio tra Renzo e Lucia. Dall'atteggiamento del parroco capiamo subito di che pasta è fatto: la paura lo spinge a seguire gli ordini di don Rodrigo, per cui nessuno, d'ora in poi, potrà convincerlo a celebrare il matrimonio.
Ma chi è don Abbondio? La scena offre al Manzoni la possibilità di dare una piccola digressione sul passato del personaggio:
"Don Abbondio (il lettore se n’è già avveduto) non era nato con un cuor di leone. Ma, fin da’ suoi primi anni, aveva dovuto comprendere che la peggior condizione, a que’ tempi, era quella d’un animale senza artigli e senza zanne, e che pure non si sentisse inclinazione d’esser divorato. […] Il nostro Abbondio, non nobile, non ricco, coraggioso ancor meno, s’era dunque accorto, prima quasi di toccar gli anni della discrezione, d’esser in quella società, come un vaso di terra cotta, costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro. Aveva quindi assai di buon grado ubbidito ai parenti che lo vollero prete. […]. Il suo sistema consisteva principalmente nello scansar tutti i contrasti, e nel cedere in quelli che non poteva scansare. Neutralità disarmata in tutte le guerre che scoppiavano intorno a lui…". La paura e la debolezza sono dunque i tratti distintivi di Don Abbondio, tratti che condizionano tutta la vita del povero parroco. Egli infatti decide di farsi prete solo per sentirsi protetto in una società fatta di prepotenti, e di certo questo diventa motivo di biasimo da parte dell'autore, che però preferisce trasformare questa nota negativa in arguzia e comicità, facendo di lui la figura più famosa del romanzo. Nel corso della narrazione la vita di don Abbondio si svolge tutta nell'orbita di don Rodrigo e della paura delle sue minacce e delle sua forza.
Ma nonostante il Manzoni disapprovi il personaggio e il suo modo di agire, non è mai aspro nei confronti di don Abbondio: è proprio questo che ne accresce la comicità, in quanto se da un lato l'autore ne fa strazio, dall'altro invece è indulgente verso le sue debolezze, dettate da un'intrinseca mancanza di coraggio. Per questi motivi non possiamo collocare la figura di don Abbondio tra i cattivi. Per essere cattivi occorre avere una buona dose di coraggio, che nel nostro parroco di certo manca.
Tuttavia, don Abbondio non è neanche buono: vive in un mondo tutto suo fatto di paura e tentennamenti, non svolgendo dunque il suo dovere di parrocco e uomo di Chiesa. Lo ritroviamo sempre a tormentarsi e a passare momenti davvero tragici, anche quando non ce n'è motivo. 

TEMA SUI PERSONAGGI DEI PROMESSI SPOSI, DON ABBONDIO: CONCLUSIONE

Don Abbondio, dunque, è un personaggio che a causa della sua paura non è né cattivo, né buono. A differenza degl altri personaggi del romanzo non impara nulla dalle vicende che lo colpiscono: i suoi unici pensieri sono paure e tormenti, che generano pregiudizi e timori infondati.
Tutto ciò lo fa rinchiudere in un ottuso egoismo, che non gli fa discernere il bene dal male. 
 

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