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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Tema sul bullismo

TEMA SUL BULLISMO. Il tema sul bullismo è uno dei classici temi di attualità assegnato dai prof, sia alle scuole medie che alle superiori. La tematica in genere viene affrontata sa in generale che nel dettaglio, vale a dire il bullismo specifico in alcuni ambIenti, come per esempio nelle scuole. Se haI bisogno di un esempio svolto da cui prendere spunto dai un'occhiata qui sotto!

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TEMA SUL BULLISMO IN GENERALE: INTRODUZIONE. Oggigiorno è facile sentire e utilizzare la parola “bullismo” ma il primo a indagare questo fenomeno fu un medico svedese di nome Dan Olweus, che negli anni ’70 condusse i primi studi su questo tipo di dinamica scolastica, mentre bisogna arrivare agli anni ’90 per vedere le prime ricerche italiane sull’argomento.

TEMA SVOLTO SUL BULLISMO: SVOLGIMENTO. Il termine “bullismo” è la traduzione letterale dell’inglese “bullying”, che indica un comportamento che consiste in atti di aggressione perpetrati in modo persistente e organizzato, secondo un determinato copione relazionale, ai danni di uno o più compagni che non hanno la possibilità di difendersi non tanto perché impossibilitati da qualche handicap o da uno squilibrio di forza bruta ma perché situati nei ranghi inferiori della gerarchia presente all’interno di una classe o di una scuola. Inizialmente sono stati individuati tre tipi di bullismo: il bullismo fisico, che include gli atti violenti e il furto o il danneggiamento degli oggetti appartenenti alla vittima, il bullismo verbale che consiste negli insulti o, in modo indiretto, nei pettegolezzi che vengono fatti circolare sulla vittima, il bullismo manipolativo-relazionale, che ha lo scopo di isolare la vittima. Queste tipologie di bullismo vanno incontro a evoluzioni diverse nel corso della crescita della persona (all’inizio, quando si è più piccoli, prevale il bullismo fisico poi, man mano che l’individuo acquisisce competenze maggiori da un punto di vista relazionale si affina l’arte della manipolazione) e ragazzi e ragazze scelgono diversi tipi di angherie da infliggere alle loro vittime: le ragazze utilizzano per lo più un bullismo di tipo indiretto, più sottile, mentre i ragazzi possono continuare a utilizzare la violenza fisica. Questi tre tipi di bullismo sono stati recentemente affiancati da un quarto tipo, del quale sentiamo spesso parlare: il “cyberbullying” o “bullismo elettronico” le cui forme più comuni sono l’invio di sms reiterati che fanno sentire a disagio la vittima, foto imbarazzanti della vittima “rubate” con il cellulare e diffuse senza il permesso del soggetto e altre modalità che riguardano internet. Secondo alcuni autori perché si possa parlare di bullismo devono essere soddisfatti tre criteri: il primo riguarda l’intenzionalità dell’atto di bullismo, che vuol dire che non è possibile cavarsela con un “non l’ho fatto apposta...”, il secondo è quello della persistenza del bullismo nel tempo, vale a dire che non si può trattare di un caso isolato visto che il bullo sceglie con molta attenzione la sua vittima e il luogo adatto per fare ciò che preferisce della prima e il terzo criterio prevede che ci sia quel disequilibrio di potere di cui parlavamo all’inizio tra vittima e bullo. I motivi del bullismo possono essere vari: le prepotenze possono essere dirette a qualcuno che ha un handicap, a uno studente percepito come secchione, a chi non rispetta determinati canoni estetici troppo magro, troppo grasso, troppo alto, troppo basso, con gli occhiali, con i denti storti) e infine a chi si comporta in maniera diversa, vuoi perché magari è più timido, vuoi perché non rispetta gli stereotipi di genere che vorrebbero i maschi in un certo modo e le femmine in un altro. Un ambito di studio che ultimamente ha ricevuto molta attenzione è, a questo proposito, quello del bullismo omofobico, rivolto sia ai giovani omosessuali che a chi semplicemente viene percepito come non aderente al modello proposto dalla nostra società.

TEMA SUL BULLISMO: CONCLUSIONE. Vorrei concludere questa trattazione con qualche piccola riflessione personale: nelle dinamiche del bullismo non esistono solo il bullo e la vittima: al contrario, in questo fenomeno sono coinvolti molti compagni di classe e mentre alcuni aiutano attivamente il bullo e altri preferiscono osservare in modo omertoso esistono studenti che si mobilitano per evitare che un loro compagno o una loro compagna subiscano le prepotenze degli altri, Questi studenti “difensori” si assumono il rischio di essere messi in mezzo perché non aderiscono all’opinione della maggioranza ma se lo fanno loro, che pure sono pochi allora si può pensare di intervenire nelle classi in modo da fare gruppi di difensori sempre maggiori, così da influenzare con il loro buon comportamento anche il bullo o i bulli, che altro non sono se altri ragazzi fragili che invece di fuggire scelgono di attaccare per primi, nella speranza che nessuno si accorga della loro insicurezza.
 

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