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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Tema sul lavoro

TEMA SUL LAVORO. Il tema sul lavoro è uno dei tanti temi di attualità che i prof assegnano spesso, sia alle scuole superiori che alle scuole media. Si tratta infatti di una tematica che può essere affrontata da diversi punti di vista, e soprattutto che riguarda tutti, soprattutto in un periodo storico del genere in cui le possibilità di lavoro scarseggiano. Devi svolgere una traccia di attualità sul lavoro ma non sai come fare? Ecco un tema svolto da cui prendere spunto per i compiti a casa o il compito in classe!

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TEMA SVOLTO SUL LAVORO: INTRODUZIONE. L'articolo 1 della nostra Costituzione recita: "l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranitá appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione" e quanto il tema del lavoro sia centrale nella costituzione dell'identitá di ognuno è possibile vederlo fin da quando siamo molto piccoli ed esprimiamo i nostri desideri in termini di occupazioni lavorative future: se i bambini spesso voglio svolgere lo stesso lavoro dei genitori, per una tendenza naturale all'identificazione con gli adulti a loro più vicini e che per loro meglio incarnano quell'ideale di invincibilitá e prestigio cui aspirano, con l'avanzare dell'etá in questa prospettiva cominciano ad affacciarsi i desideri e le inclinazioni personali. 
 

TEMA DI ATTUALITA' SUL LAVORO: CORPO CENTRALE. Le scuole superiori vengono scelte con un occhio al futuro, sia in senso positivo che in senso negativo: se un ragazzo o una ragazza si sentono persi e poco meritevoli infatti tenderanno a scegliere istituti superiori poco investiti dalla societá e da loro stessi, nei quali gli adolescenti puntano sui rapporti con i pari e poco sullo sviluppo delle loro abilitá, quasi come se fantasticassero di dilatare il tempo dell'infanzia. Al contrario un adolescente sostenuto nelle sue caratteristiche e con una buona autostima tenderá a scegliere la scuola superiore in base a quello che vuole fare da grande e nei casi più favorevoli concedendosi anche un piccolo spazio di manovra nel caso in cui dovesse cambiare idea. Il rapporto tra scuola e lavoro, quindi, è molto profondo e la prospettiva del secondo spesso condiziona la scelta della prima, anche nelle intenzioni e nelle speranze dei genitori. La scuola italiana però, che per decenni ha goduto di fama internazionale per via della ricca offerta formativa, ha negli ultimi tempi subito parecchi colpi che l'hanno impoverita. Si ha l'impressione che, fatta eccezione per i licei classici e scientifici cui afferiscono solo alcuni studenti figli di contesti socio-culturali più fortunati, le scuole superiori abbiano perso le loro specificitá: non si va in un istituto tecnico per studiare e imparare un lavoro, ma per impegnarsi poco ed essere promossi con il minimo sforzo e questa visione umilia gli stessi studenti che vi si iscrivono con questa stessa premessa in mente, minando la loro successiva capacitá di trovare un lavoro, qualsiasi esso sia, e di sentirsi capaci di farlo. Trovare un lavoro, quando giá si sono sperimentati dei problemi nella scelta di questo e nel proiettarsi come adulti abili nel futuro diventa ancora più difficile soprattutto in un periodo storico in cui la crisi lavorativa è palpabile e le misure prese per aumentare l'occupazione giovanile sembrano essere soltanto proclami elettorali: il lavoratore di oggi si sente infatti fortunato ad avere un impiego e su questa sensazione di benedizione contano purtroppo molti datori di lavoro, che non offrono contratti onesti ai lavoratori manipolando la paura di questi ultimi di trovarsi disoccupati. Gli stessi sindacati sembrano aver perso il polso del lavoro così com'è declinato in questi anni e l'idea dei "diritti dei lavoratori" sembra relegata a una vecchia canzone che nessuno canta più mentre chi lavora si ritrova spesso da un lato a ringraziare chi approfitta del suo bisogno di lavorare e dall'altro a non poter comunque pianificare la sua vita e i suoi affetti, in una precarietá che da lavorativa diventa economica, affettiva e in ultimo identitaria.
 

TEMA SUL LAVORO: CONCLUSIONI. Concludendo, mi sembra che sia necessario partire da una distinzione importante, quella cioè tra precarietá e flessibilitá. Le due infatti vengono spesso confuse (o meglio, la seconda viene utilizzata per mascherare la prima) ma la differenza è evidente: ciò che è flessibile è infatti più forte, regge meglio agli imprevisti della vita e, come i grattacieli antisismici, permette di costruire. Se tenessimo a mente che la flessibilitá del lavoro è possibile se e solo se le persone vengono sostenute da un robusto programma di welfare potremmo immaginare un mondo del lavoro più agile e una vita migliore per tutti noi.

 

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