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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Tema sulla paura del futuro

TEMA SULLA PAURA DEL FUTURO. Devi svolgere un tema sulla paura del futuro? Sicuramente non è semplice scrivere ed esporre le proprie emozioni e paure in un elaborato scritto, anche perché, si sa, spesso i sentimenti non hanno parole. Tuttavia bisogna farlo, altrimenti il prof non la prenderà bene e poi dovrete vedervela non lui! Per evitare ciò noi di StudentVille abbiamo deciso di aiutarvi: ecco un tema svolto sulla paura del futuro. 

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TEMA SVOLTO SULLA PAURA DEL FUTURO: INTRODUZIONE. Il futuro comincia veramente a far paura una volta superata la soglia delle scuole medie inferiori e lo fa chiamando in causa non solo il presente e le scelte che devono essere operate oggi nella speranza che portino ai risultati sperati per il domani ma anche il passato, sul quale non si ha più alcun controllo e che viene costantemente riconsiderato nel tentativo di apprendere da esso e di non commettere più gli stessi errori.


TEMA SULLA PAURA DEL FUTURO: SVOLGIMENTO. Non si sa esattamente quando cominci il futuro, segnarne l’inizio equivale a cercare di trattenere l’acqua di mare in un buco nella sabbia. Tutto quello che sappiamo è che in adolescenza dobbiamo prendere la strada giusta se non vogliamo che l’orizzonte ci si stringa minacciosamente intorno rendendoci impossibile raggiungere quegli obiettivi che ci siamo prefissati. A questa consapevolezze ansiogena (e come potrebbe essere altrimenti?) si uniscono una serie di dubbi sulle nostre capacità e se da un lato non vediamo l’ora di spiccare il volo dall’altro la paura di sfracellarci sulle rocce come un Icaro distratto è altrettanto forte. Possiamo immaginare il nostro futuro in molti modi diversi perché magari abbiamo molti talenti, oppure abbiamo un sogno preciso e questo è così delineato che l’idea che non si avveri ci paralizza e ci impedisce di tentare alcunché per realizzarlo o, ancora, non abbiamo la più pallida idea di quello che vorremmo dal futuro: in un caso o nell’altro la paura è lì, presente, e possiamo decidere di ignorarla o di combatterla ma questa non se ne andrà.
Il problema è che questa paura non se ne va mai: anche se arriveremo a un punto in cui saremo soddisfatti di quello che abbiamo la nostra memoria tenderà sempre a ricordarci tutte le volte in cui abbiamo preso una direzione invece di un’altra, determinando quello che allora era il nostro futuro e che oggi è il presente. A seconda della nostra personalità ci interrogheremo su cosa avremmo potuto fare di diverso o di migliore oppure continueremo sulla nostra strada cercando di non pensarci troppo ma passato, presente e futuro continueranno a incrociarsi per tutta la durata della nostra esistenza, magari in momenti difficili o quando avremo “abbassato la guardia”.
Il tempo può essere teorizzato in modi diversi: c’è chi lo vede come un fiume che fluisce verso una foce, chi lo considera circolare come l’Uroboro, il serpente che si morde la coda, ma a prescindere dalla nostra concezione della vita quello che rimane costante è che noi esseri umani non solo viviamo secondo questo tempo ma lo teniamo costantemente tra le mani, rendendolo protagonista ogni volta di costruzioni diverse, di significati diversi. Il tempo può essere il nostro migliore amico quando consideriamo gli eventi della nostra vita come occasioni di crescita e cambiamento o può trasformarsi in un aguzzino implacabile nel momento in cui cominciamo a rimpiangere amaramente alcune scelte o quando non ci rassegniamo davanti a eventi tragici che sono avvenuti nelle nostre vite. Non è solo il futuro quindi a farci paura, ma anche il presente che anni fa era futuro, o il passato che si è ripresentato oggi.


TEMA SULLA PAURA DEL FUTURO: CONCLUSIONE. Poco, veramente poco della vita può essere previsto e la nostra possibilità di intervento è limitata anche se non trascurabile. Quello che l’essere umano può fare è muoversi secondo direttrici che ritiene essere quelle che più probabilmente lo porteranno dove vorrà andare e nel caso in cui non avessimo proprio idea di che pesci pigliare forse dovremmo prendere un bel respiro, ricordarci di non nuocere agli altri, di difenderci da chi vuole nuocere a noi e poi… seguire la corrente.
 

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