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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Tema sulla paura di crescere

TEMA SULLA PAURA DI CRESCERE. La paura di crescere è il timore di molti ragazzi, soprattutto adolescenti. Se da un lato si ha voglia di acquisire maggiore libertà, dall'altro crescere spaventa: maggiori responsabilità, l'università, il lavoro, il mondo visto con occhi diversi. L'argomento è spesso affrontato a scuola, ma molti ragazzi non riescono a mettere nero su bianco tutto quello che sentono e che pensano. Se sei uno di questi ragazzi allora continua a leggere: ecco un tema svolto sulla paura di crescere, da prendere come spunto per ampliare le tue idee e aggiungere qualche concetto all'elaborato.

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TEMA SULLA PAURA: INTRODUZIONE. Crescere non dovrebbe farci paura, lo facciamo dal del concepimento, eppure ci sono età in cui a questo termine si dà un significato diverso, più denso, più importante: uno di questi momenti è quello dell’adolescenza, dal quale dobbiamo uscire adulti, “cresciuti”, appunto. Per avere un’idea di cosa voglia dire questa crescita allora ci guardiamo intorno, guardiamo i nostri genitori, esempio di coppia (a prescindere dal loro esserlo o meno), di responsabili della vita dei più piccoli (a cominciare da noi stessi) e di lavoratori. Dopo aver lanciato uno sguardo su mamma e papà allarghiamo il campo visivo e includiamo gli altri adulti che fanno parte della nostra vita e poi i nostri coetanei, cercando di immaginare che adulti saranno…e alla fine ci guardiamo allo specchio, proviamo a fantasticare su come saremo tra dieci anni e ci si chiude lo stomaco per la paura.


TEMA SVOLTO SULLA PAURA DI CRESCERE: SVOLGIMENTO. Crescere vuol dire diventare più indipendenti, prospettiva che ci fa gola sicuramente ma che si accompagna all’assunzione di più responsabilità. Queste responsabilità non riguardano solo noi stessi ma anche altre persone, senza parlare di quelle concernenti il lavoro o lo studio: dopo le superiori se continueremo a studiare lo faremo per noi e mentire sull’essere andati a scuola non avrà più alcun significato perché non è ai nostri genitori che dovremo risposte. Con l’età adulta anche i rapporti con i genitori, infatti, cambiano: è un gioco di accettazione da entrambe le parti e sia i più giovani che i meno giovani dovranno trovare un nuovo ruolo e imparare a rispettare i limiti che questo presuppone, senza contare il fatto che più cresceremo più vedremo i nostri genitori invecchiare, con la paura di perderli che cresce. D’altro canto i genitori vorranno vedere i nostri risultati, magari qualche nipotino, e dovranno imparare a non fare pressioni in questo senso, nonostante la (loro) paura di perdersi qualche pezzo importante della vita del figlio o della figlia.
Nell’età adulta si suppone arrivi la persona con la quale formeremo una famiglia e divideremo forse la crescita di un figlio: si sa che matrimoni e convivenze oggigiorno hanno una durata che di solito non è più quella “finché morte non vi separi” e questa è una consapevolezza che rende più complicati rapporti che già normalmente non sono semplici, vale a dire quelli con qualcuno che potremmo voler considerare un prossimo partner in funzione di una crescita individuale che ci si aspetta vada in una certa direzione.
La rete sociale di un adolescente è flessibile (entrano ed escono nuovi membri) e tuttavia rigida: ci si aspetta che gli amici si attengano a un certo codice di comportamento nei nostri confronti e chi non lo fa viene allontanato non senza grandi sofferenze. Impariamo, via via che l’età adulta si avvicina, che così come le persone possono incrociare la nostra strada esse possono anche allontanarsene e il sistema delle amicizie nell’età adulta, età in cui non si è nemmeno obbligati a stare in una classe con un certo numero di coetanei, appare piuttosto nebuloso e porta con sé la paura della solitudine: andremo bene così come siamo per altre persone? Come cambierà il nostro modo di condividere e divertirci con gli amici una volta che saremo grandi e avremo una serie di incombenze, incluso il lavoro?
L’ultima grande incertezza riguarda per l’appunto l’ambito lavorativo, del quale per lo più non abbiamo ancora un’idea chiara e che se fino a questo momento dava preoccupazioni che ci toccavano solo marginalmente in futuro riempirà gran parte dei nostri pensieri, soprattutto vista la situazione del nostro paese, che presenta dati sulla disoccupazione molto alti. Come potremo costruire la nostra vita da adulti se saremo sempre lavoratori precari, impossibilitati a programmare una vacanza, figuriamoci una famiglia?


TEMA SULLA PAURA DI CRESCERE: CONCLUSIONE. In conclusione, visto che la capacità di prevedere e manovrare in anticipo il futuro non rientra tra quelle che sono state date in dote all’essere umano l’unico modo che abbiamo per mitigare la nostra paura di crescere è quella di cercare di prendere decisioni di cui possiamo prenderci la responsabilità. Cerchiamo di seminare bene nel tempo presente, di apprendere dagli altri fintanto che non arriveremo a dover mettere in pratica quanto imparato e per il resto…speriamo per il meglio.
 

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