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Tema sull'adolescenza svolto per le scuole superiori

TEMA SULL'ADOLESCENZA SVOLTO PER LE SCUOLE SUPERIORI. Il tema sull'adolescenza è uno dei classici temi assegnati dai prof di lettere. Spesso però non si riesce ad entrare nel fulcro della traccia, oppure non si hanno idee per scrivere un qualcosa di più critico e meno banale, in particolare alle scuole superiori. Per questo motivo, un'occhiatina ad un tema svolto non guasta: ecco allora un esempio di tema svolto sul'adolescenza per le scuole superiori. 

Per altri temi svolti sull'adolescenza leggi: Tema sull'adolescenza

TEMA SULL'ADOLESCENZA SCUOLE SUPERIORI: INTRODUZIONE. L'adolescenza, convenzionalmente fatta coincidere con l'età compresa tra i tredici e i diciotto anni, si configura come un momento estremamente critico nello sviluppo dell'individuo.

TEMA SVOLTO SULL'ADOLESCENZA: CORPO DEL TESTO. Dopo il risveglio ormonale della pubertà infatti l'adolescente si trova a doversi confrontare con i cambiamenti intervenuti nel proprio corpo, con i nuovi desideri che derivano da questi e in generale con la necessità di costruire una propria identità che riesca a coniugare i valori provenienti dall'ambiente familiare e le nuove sollecitazioni che provengono dall'esterno e dall'interno della persona. L'adolescente cerca quindi di trovare se stesso tramite nuovi modelli con cui identificarsi a partire dall'istituirsi di un’identità di genere stabile che includa l'orientamento sessuale e il modo di esprimere il proprio essere maschio o femmina. Ecco che allora, proprio nell'esperienza della sessualità con un'altra persona, l'individuo giovane trova il proprio modo di impersonare e modificare quelli che vengono chiamati "ruoli sessuali", cioè quell'insieme di comportamenti che qualificano l'essere "uomini" e l'essere "donne" nella nostra società. In questo momento però vi è un'altra tendenza opposta all'identificazione del singolo, cioè la spinta all'omologazione: spaventati dalla solitudine derivante dal riconoscersi come individui singoli molti adolescenti possono scegliere di aderire (chi più chi meno) a modelli proposti dal gruppo dei pari, gruppo che richiede una certa fedeltà alle regole vigenti all'interno e che può determinare l'esclusione, più o meno attiva, di chi a quelle regole non vuole o non riesce ad aderire. Il bullismo in questa fase ha la funzione di allontanare quelle "schegge impazzite" che minacciano di incrinare la patina di sicurezza e uguaglianza tra i membri di uno stesso gruppo, che portano valori diversi che costringerebbero i coetanei a mettere in dubbio una serie di convinzioni maturate all'interno del gruppo, convinzioni che proteggono l'individuo in un periodo in cui si trova a non sentire più come fondante il sostegno dei genitori. Questa condizione di insicurezza è talmente forte che in alcuni casi può portare l'adolescente a una regressione, a rientrare quindi nel sistema familiare allontanandosi dalle relazioni sociali con i compagni nel tentativo di mantenere una rassicurante fase infantile in cui non dover avere a che fare con la complicata questione dell'identità e del corpo sessuato. Per l'adolescente che invece ricerca la sua sicurezza all'interno del gruppo dei pari la questione si complica a seconda della rigidità dei confini che il gruppo istituisce tra "dentro" e "fuori" e della personalità dei o del leader: è stato dimostrato da diverse ricerche infatti che mentre la tendenza alla negazione delle differenze e alla diffusione della responsabilità è comune a tutti i gruppi un gruppo può configurarsi come "deviante" (cioè come un gruppo che compie azioni non approvate dalla società) essenzialmente in base alla sicurezza e alla personalità del leader. In quest'ottica è quindi facile comprendere come possano svilupparsi comportamenti quali il bullismo omofobico, che scatena più di una paura nel gruppo adolescenziale: da un lato infatti la vittima è esterna al gruppo (quindi "nemica"), dall'altro solo con la sua esistenza ricorda la possibilità di una diversità che gli altri adolescenti possono temere moltissimo, non solo per via dei pregiudizi della società ma anche perché rimette in campo tutta una serie di domande che erano state velocemente messe a tacere con l'adesione a un modello dominante. L'adolescenza, in conclusione, è un momento di grande complessità e la tentazione primaria è di ridurre questa complessità a pochi stereotipi, sia da parte di genitori e insegnanti che cercano di inquadrare il giovane o la giovane in un'ipotesi di futuro, sia da parte degli stessi adolescenti che sono combattuti tra la voglia di sperimentarsi come indipendenti e unici e la paura di scoprire che senza l'adesione fedele a un modello dato non rimanga molto di loro.

TEMA SULL'ADOLESCENZA: CONCLUSIONE. Quello che invece può aiutare l'adolescente a vivere questa fase senza venirne schiacciato è il messaggio che il suo essere indeciso e confuso dimostra l'esistenza di molte potenzialità che, se incanalate nel modo giusto con l'aiuto rispettoso e non invadente degli adulti, lo porterà a un futuro in cui potrà dire "questo sono Io".
 

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