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  • Scritto da: Angela Ardizzone

Tema sull'alimentazione dei giovani

TEMA SULL'ALIMENTAZIONE DEI GIOVANI. L'alimentazione dei giovani è un argomento spesso affrontato in classe: cosa occorre mangiare durante la crescita? Quali cibi preferiscono i giiovani e quali invece occorre mangiare? Vediamo un esempio di tema sull'alimentazione svolto, in modo che vi chiariate le idee sull'argomento e arricchiate il vostro testo!

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TEMA SVOLTO SULL'ALIMENTAZIONE DEI GIOVANI: INTRODUZIONE. L’alimentazione giovanile è spesso sotto la lente d’ingrandimento di media e social network e da molti punti di vista: da un lato li si invita a mantenere uno stile di vita sano che preveda pasti bilanciati e attività fisica, dall’altro si riconosce come il popolo dei giovani sia quello più a rischio di comportamenti alimentari scorretti, comportamenti che possono arrivare a configurarsi come veri e propri disturbi, senza contare poi la diffusione delle diete tra giovanissimi e giovanissime alla ricerca di un corpo in grado di reggere il confronto con il modello proposto dalla società.
 

TEMA SULL'ALIMENTAZIONE CORRETTA DEI GIOVANI: SVOLGIMENTO. Lo sviluppo, corporeo e mentale, di una persona deriva dall’incontro tra la dotazione genetica di una persona e l’ambiente circostante: così come noi impariamo andando a scuola il nostro corpo “impara” a utilizzare le risorse sulla base degli alimenti che ingeriamo e dello sport che pratichiamo ma così come gli sport all’aperto e di gruppo lasciano spesso il posto a sedute massacranti e solitarie in palestra così il piacere di mangiare un po’ di tutto (inclusi i fritti ogni tanto) rischia di dissolversi in momenti di attenzione ossessiva per ogni singola caloria ingerita o, al contrario, di abbuffate senza criterio in cui il cibo perde di senso, oltre che di sapore. immaginiamo che il nostro corpo sia una macchina nuova, appena uscita dal concessionario: sappiamo che è necessario, per mantenerla bella com’era quando l’abbiamo comprata, trattarla con attenzione, sottoponendola alle necessarie revisioni, a qualche pulita, non facendo il pieno con la benzina se è diesel e via dicendo. Il nostro corpo ha le stesse necessità e uno dei modi in cui possiamo prendercene cura è appunto la scelta di un’alimentazione corretta. Spesso e volentieri però i giovani hanno un’idea fumosa dei cibi necessari all’organismo e ancora meno chiara di come vengano preparati: sono molti i casi di persone giovani che ammettono di non saper preparare nemmeno un uovo sodo e che, quando usciti da casa di mamma e papà, si ritrovano a mangiare sempre le stesse cose o a ingozzarsi di pizza tutti i giorni. Preparare il cibo, soprattutto nel nostro Paese, è un rito legato alla famiglia, al nutrimento inteso in senso globale, alla socializzazione e quando in una persona esistono problematiche relative a una di queste aree queste si riflettono sul momento del pasto, o sulle scelte alimentari (anche lo studente fuori sede che non cucina perché mamma non c’è potrebbe star segnalando una sua difficoltà nel vedersi come separato e indipendente dalla famiglia d’origine). Tutti noi ci siamo ritrovati a mangiare “schifezze” (il famoso “junk food”), dalle merendine a certi hamburger che non cambiano colore nemmeno lasciandoli nel frigo per una settimana, ma finché questa non diventa la regola il nostro corpo è in grado di recuperare e mantenere un equilibrio: il problema insorge quando invece la scelta della “schifezza” non è più una scelta ma un’abitudine quasi coatta e questo ha effetti non solo sullo stato e sulle funzioni presenti del corpo ma anche sul suo sviluppo futuro ed è importante tenere a mente che anche le nostre capacità intellettive sono legate a quello che ingeriamo. Riconoscendo tutti questi fattori l’Organizzazione Mondiale della Sanità e i Ministeri della Salute di tutti i paesi hanno sottolineato l’importanza di un’alimentazione bilanciata ma le persone cui vengono rivolti questi appelli sono le stesse che sono costantemente chiamate ad assumere una serie di ideali esteriori forniti dai media: non importa se la foto della modella di quella marca è stata ritoccata venti volte con photoshop per farla sembrare magrissima, l’immagine viene comunque utilizzata come se fosse reale e propone un modello cui aderire che è a conti fatti impossibile da raggiungere ma che aiuta alcune persone che soffrono di disturbi chiamati “disturbi alimentari” a mantenere nascosta la loro sofferenza dietro un’apparenza di perfezione. D’altro canto anche se vengono riconosciuti i danni al sistema cardiocircolatorio provocati da alimenti che innalzano i valori di colesterolo nel sangue le pubblicità utilizzano la psicologia e i richiami sensoriali per far sì che le persone vogliano, comprino e infine mangino tutta una serie di alimenti che in fin dei conti non dovrebbero essere definiti tali.
 

TEMA SULL'ALIMENTAZIONE DEI GIOVANI: CONCLUSIONE. Concludendo, la scienza procede nell’evidenziare pericoli e vantaggi rappresentati dai vari alimenti ma bisognerebbe innanzitutto partire da programmi di educazione all’alimentazione che si concentrino meno sulle percentuali di nutrienti presenti in ogni fetta di pane e più sul piacere derivante dalla presa in carico di se stessi: i giovani che vanno a vivere da soli potrebbero così considerare il momento della cena come un ulteriore spazio di cura di sé, paragonabile allo shopping o alla seduta dal parrucchiere. Nutrirsi non è solo permettere al nostro fisico di camminare e reagire agli stimoli esterni, è anche ripetersi che si è meritevoli di attenzione, prima fra tutte quella della persona stessa.
 

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