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Test Invalsi terza media 2017: cosa cambia

TEST INVALSI TERZA MEDIA 2017: COSA CAMBIA?

Quest’anno si cambia: il Miur ha deciso di modificare le regole sia per il l’esame di terza media che per l’esame di Maturità a partire dal 2017-18! Il cambiamento riguarderà anche i test Invalsi, che verrà eliminato dall’esame di terza media! Stai già saltando dalla felicità?
La prova Invalsi è certamente una delle più temute e quindi eliminarla dall’esame finale è certamente un vantaggio per molti studenti, ma sappi che in ogni caso l’Invalsi resterà nelle scuole, con un ruolo sempre più importante. Noi ti terremo aggiornato su tutte le novità introdotte dal Ministero e ti daremo le giuste dritte per affrontare la terza media: in quest’articolo, cercheremo di capire insieme cosa cambia per le prove Invalsi dell’ultimo anno di scuola secondaria primaria. 

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TEST INVALSI 2017: L’ESAME DI TERZA MEDIA

La prima grandissima novità è che il Test Invalsi non sarà più nell’esame di terza media! Tuttavia, questo non significa che il test Invalsi non sarà più somministrato agli studenti di terza media né che perderà di valore, anzi.
Le prove Invalsi verranno sostenute nel corso dell’anno con l’obiettivo di certificare la conoscenza di due materie fondamentali, quali l’italiano e matematica. Il motivo della scelta del Miur di eliminare il test Invalsi dall’esame è stato spiegato da Anna Maria Ajello, Presidente dell’Istituto Invalsi, nell’intervista concessa a OrizzonteScuola.it, e si traduce nella necessità di distinguere due funzioni – quella della valutazione, che resta agli insegnanti, e quella della certificazione, che spetta all’Invalsi.
“La richiesta di separare la valutazione delle prove nel livello 8 (terza media) dal resto delle prove di esame è stata a lungo ripetuta dai docenti. Non era, quindi, “estromissione” perché si ritenevano diverse le funzioni dei due tipi di prove. Le prove INVALSI, negli esami di stato, assumono una funzione certificatrice perché attestano l’acquisizione di competenze relative a due ambiti – italiano e matematica – che sono riconosciute fondamentali.
Come altro si può considerare la comprensione di un testo, così come avviene nella prova di terza media, per usare una terminologia più consueta? In altre parole, questi due tipi di competenze rappresentano per gli studenti l’acquisizione di veri e propri diritti di cittadinanza che i docenti devono riuscire a garantire ai loro studenti.
Non si tratta, quindi, di una valutazione generale ed estensiva ma, limitatamente a quelle due competenze, l’INVALSI “certifica” nel senso che negli esami di stato ne riconosce l’acquisizione”.

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TEST INVALSI TERZA MEDIA 2017: INFLUIRANNO SUL VOTO?

Essendo sostenute durante l’anno le prove Invalsi non influiranno sul voto finale complessivo, ma avranno peso per quanto riguarda l’ammissione o meno di uno studente all’esame di terza media. I risultati del test Invalsi verranno riportati in una pagella diversa da quella con la valutazione data dai professori, proprio per non contrastare con il loro giudizio.
“Il fatto che i risultati delle prove non entrino nella valutazione finale complessiva degli alunni ma siano riportati in un’altra parte del documento finale, risponde a un’esplicita richiesta dei docenti i quali percepivano come una indebita intromissione nella propria valutazione l’obbligo di tener conto, come è stato sinora, dei risultati delle prove”, ha spiegato la Presidente Anna Maria Ajello.

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TEST INVALSI TERZA MEDIA 2017: LE NOVITÀ

Cambia anche lo svolgimento e la struttura del Test Invalsi di terza media. Già dall’anno scolastico 2017-2018 sarà introdotta come materia Invalsi, oltre a matematica e italiano, l’inglese.
L’Istituto Invalsi sta analizzando “le diverse realizzazioni di queste prove in diversi Paesi europei esaminando vantaggi e svantaggi di ciascuna di loro e rappresentandoli in sede ministeriale”. Secondo la Ajello, l’obiettivo del Miur sarebbe anche quello di potenziare l’insegnamento dell’inglese durante il percorso scolastico. Inoltre, da quest’anno le prove Invalsi potrebbero essere anche sostenute al computer, visto che l’istituto sta lavorando in questo senso.
Grazie all’introduzione di una piattaforma, le scuole potranno somministrare il test Invalsi in un arco di tempo “prestabilito in modo da consentire un uso articolato delle dotazioni informatiche dei diversi istituti; lo stress della piattaforma e delle scuole, pertanto, sarà distribuito nel tempo e nelle modalità”.

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