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Uno, nessuno e centomila: riassunto

UNO, NESSUNO E CENTOMILA RIASSUNTO. Hai bisogno del riassunto di Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello perché non sei riuscito a finire di leggere il libro e hai bisogno di una mano per farlo?  È il tuo giorno fortunato, perché in questo articolo troverai il riassunto dettagliato, la trama, la recensione e il commento con tutte le indicazioni necessarie per elaborarne uno tuo (anche se noi ti consigliamo comunque di completare la lettura dell'opera!).
Per prima cosa devi sapere che il romanzo Uno, nessuno e Centomila fu pubblicato nel 1916 e, come il Fu Mattia Pascal, si incentra sulla questione della relatività del mondo che investe l'uomo a tutto tondo fino a minare le certezze relative alla propria identità. In questo caso specifico l'autore sottolinea come un essere umano che è uno, in quanto essere vivente, può anche divenire centomila, o nessuno, in quanto, come sappiamo dalla poetica dell'autore, la vita è un flusso continuo, per cui quello che c'era prima non c'è ora. Di conseguenza, dietro la maschera non c'è nulla. Per comprendere meglio questa teoria ecco il riassunto dettagliato di Uno, nessuno e Centomila di Luigi Pirandello.

Non dimenticare di leggere la Vita, il pensiero e le opere di Luigi Pirandello.

( Foto: Edizioni Giunti)


UNO, NESSUNO E CENTOMILA RIASSUNTO DETTAGLIATO. Il problema del naso. Il romanzo di Pirandello si presenta come una ghiotta occasione per scavare nell’animo umano, spesso grottesco e paradossale. Il libro, di ampio successo, narra le vicende di Vitangelo Moscarda, Gengé per gli amici, un uomo dall’esistenza ordinaria, senza pensieri angoscianti, senza grossi problemi esistenziali o economici, dal momento che conduce una vita piuttosto agiata grazie alla banca e all’attività di usuraio ereditata dal padre.
Accade però che questa vita del tutto anonima, normale e tranquilla venga turbata da un banalissimo commento fatto da sua moglie e che lo sconvolge: il suo naso pende un po’ da una parte secondo il giudizio della consorte. Sembra assurdo, ma da questo commento in poi, la vita di Vitangelo cambia drasticamente perché il protagonista inizia a rendersi conto che il giudizio degli altri pesa sulla sua stessa esistenza: il modo in cui gli altri lo vedono è diverso da come lui si è sempre visto e considerato. Dopo questo turbamento decide di cambiare radicalmente il suo stile di vita: crede così di capire chi sia veramente e attraverso questa introspezione trovare la chiave per capire la sua anima.


UNO, NESSUNO E CENTOMILA: TRAMA. Centomila personalità. Nel dare una scossa alla sua vita, nella speranza di capirsi, inizia a comportarsi in modi del tutto estranei, fino a questo momento, alla sua natura, e compie azioni che non sembrano far parte della sua personalità: sfratta una famiglia di affittuari per poi donare loro una casa, si inimica i familiari vendendo la banca, ma soprattutto inizia ad essere visto come un pazzo agli occhi di tutta la comunità, a causa delle sue riflessioni astruse. Come se non bastasse, la moglie lo lascia e la situazione si aggrava quando amici e parenti cercano di interdirlo, credendo che Gengè sia diventato folle. L’unica a stargli vicino è un’amica della moglie, Anna Rosa che però arriva addirittura a sparargli senza ferirlo mortalmente a causa dei suoi sproloqui che la spaventano. Vitangelo oramai ha davvero molteplici personalità, centomila alter ego che non gli danno tregua. Il protagonista cerca conforto, e lo trova solo con un religioso, il Monsignor Partanna, che cerca di dissuaderlo e lo sprona a ritornare in sé. Dopo una fase introspettiva e spronato dal religioso, dona così i suoi averi ai meno fortunati e si rifugia presso l’ospizio che lui stesso a donato alla città. In questo contesto riesce persino a trovare un po’ di serenità e pace grazie anche ad una nuova visione di sé e al rapporto quasi mistico e metafisico con il mondo e la Natura, davanti ai quali non ha bisogno di avere tutte quelle maschere che la società spesso impone per sopravvivere e per riuscire ad essere parte dei contesti sociali consueti.


UNO, NESSUNO E CENTOMILA: RIASSUNTO E ANALISI. La conclusione. Il romanzo, complesso, affascinante e profondo, si chiude proprio con la riflessione sulle cosiddette maschere pirandelliane. L’io narrante, lo stesso Gengè, passa in rassegna per tutto il libro le sue azioni, apparentemente folli, alla ricerca del suo vero io, che in realtà è il frutto di tanti frammenti, centomila addirittura, tanto per quantificarli, che compongono l’animo umano. Queste maschere che l’uomo indossa, lo rendono alla vista degli altri, della comunità e anche di coloro che sono più intimi, un pazzo, un irrazionale, un estraneo dalla vita comunitaria e sociale. L’uomo così, per sopravvivere, non può fare altro che indossarle al bisogno, in base alle evenienze che la vita  pone sulla strada. Le maschere rendono l’essere umano pluri sfaccettato, frammentato, infinito: questo concetto tutto pirandelliano è il marchio di fabbrica dell’autore, non solo presente in Uno, nessuno e Centomila, ma anche in altri romanzi famosi, come, uno fra tutti, il Fu Mattia Pascal.


UNO, NESSUNO E CENTOMILA: RECENSIONE, RIASSUNTO E COMMENTO. Hai bisogno di appunti più dettagliati sul romanzo di Pirandello?Ecco tutti i link per studiare e ripassare il libro, utili per studiare a casa, per svolgere temi o elaborare una recensione o un commento.

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