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  • Scritto da: Angela Ardizzone

10 film da vedere per la loro colonna sonora

10 FILM DA VEDERE PER LA LORO COLONNA SONORA. Ci sono film da vedere che si potrebbero guardare anche ad occhi chiusi, tanto la loro colonna sonora riesce a trasmettere tutte le emozioni che altrimenti passerebbero per le immagini, i dialoghi, la recitazione e lo sviluppo della trama. Non bisogna per forza arrivare a questi eccessi, ma i cinefili sanno bene che è anche la musica a rendere memorabile una pellicola, come sa bene chiunque abbia visto uno degli ultimi cinecomic Marvel o Dc, del tutto privi di brani memorabili, stipati dei soliti archi e fiati che ormai si ripropongono uguali di blockbuster in blockbuster. Per celebrare dunque l'importanza della musica nei film abbiamo stilato una nostra lista delle 10 migliori opere cinematografiche da vedere (anzi ascoltare) sopraitutto grazie alla loro colonna sonora: vediamo quali sono le colonne sonore dei film più belle!

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COLONNE SONORE DEI FILM PIÙ BELLE: I MIGLIORI FILM DA VEDERE. E allora, non ci resta che tuffarci in questo mare di colonne sonore di film e scoprire quali sono quelle più belle!

  • Drive (2011): non si parla molto in questo capolavoro di Nicolas Winding Refn, ma tutto passa attraverso gli sguardi. E ovviamente la musica, che mescola canzoni malinconiche e l'avvolgente tappeto elettronico di Cliff Martinez.
  • The Social Network (2010): la storia di come è nato Facebook non potrebbe essere più noiosa? Beh vi sbagliate di grosso, e parte del successo del film di David Fincher lo si deve anche allo score minimale composto da Trent Reznor (Nine Inch Nail) e Atticus Ross   
  • Under the Skin (2013): come si fa a descrivere un mondo totalmente alieno, nel quale ci muoviamo senza coordinate? Jonathan Glazer ha scelto di girare tra le scogliere della Scozia e poi ha affidato la colonna sonora a Mica Levi, che tra ritmi sghembi e violini taglienti ci immerge in un mondo oscuro e incomprensibile.
  • Il buono il brutto e il cattivo (1966): avere mezzo secolo sulle spalle e non sentirlo affatto. Il western di Sergio Leone è ancora un caposaldo dell'intero genere, che il regista ha contribuito a innovare. Ma come avrebbe fatto senza le chitarre, e i cori di Ennio Morricone, qui a uno dei moltissimi apici della sua carriera?
  • Lo squalo (1975): fate un esperimento e provate a guardare il seminale thriller di Steven Spielberg senza la musica composta da John Williams. Siamo sicuri che non proverete un briciolo della tensione che il celebre tema riesce a infondere nello spettatore solo con qualche immagine subacquea di gambe che si agitano e una pinna che si muove.
  • Interstellar (2014): il film di fantascienza di Christopher Nolan non è piaciuto proprio a tutti, sopratutto per qualche svolta melodrammatica di troppo, in un contesto altrimenti molto serio. Ma i momenti migliori sono di sicuro quelli che vengono accompagnati dalle note tonanti dell'organo di Hans Zimmer, che qui ha composto uno score davvero memorabile.
  • Blade Runner (1982): il capolavoro di Ridley Scott, tratto da un romanzo di Philip Dick, è oggi ricordata come una delle migliori prove del greco Vangelis, maestro delle tastiere elettroniche, che qui esprime bene la fascinazione e la malinconia per il mondo noir – fantascientifico in cui si muovono i replicanti protagonsti.
  • Edward mani di forbice (1990): un ragazzo vive da solo in una grande villa gotica. Al posto delle mani ha due enormi forbici, perché il suo creatore “non l'ha finito”. È l'inizio di una commovente fiaba moderna incentrata su un outsider, un freak, come ci si aspetterebbe dal Tim Burton dei bei vecchi tempi. E difficilmente ci ricorderemmo di questo capolavoro senza le note delicate del collaboratore abituale Danny Elfman.
  • Il giardino delle vergini suicide (1999): il debutto di Sofia Coppola al cinema è già un saggio del suo eccentrico modo di concepire la musica da film. Per questa serie di un gruppetto di sorelle rinchiuse in casa dai genitori e indotte al suicidio ha infatti scelto di lavorare con gli Air, duo francese di musica elettronica che si ispirano a Vangelis e ai Pink Floyd.
  • Fuga da New York (1981): John Carpenter noto per le colonne sonore che si compone da solo, spesso e volentieri utilizzando dei synth molto minimali con i quali crea dei temi memorabili. Probabilmente il suo score memorabile è proprio quello dedicato al cinico e nichilista antieroe Jena Plissken interpretato da Kurt Russell
     

FILM DA VEDERE: LA LISTA DEI MIGLIORI. Quale genere preferisci? Ecco qualche suggerimento sui film da vedere: 

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