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Cartoni animati anni 80: i Robot che non possiamo dimenticare

CARTONI ANIMATI ANNI 80: I ROBOT CHE NON POSSIAMO DIMENTICARE. Chi è stato bambino negli anni 80 ricorderà senza fatica gli innumerevoli pomeriggi passati di fronte alla tv, estasiati di fronte a quella che non è difficile definire la prima vera ondata di cartoni animati giapponesi sulle tv italiane. A distanza di trent'anni la potenza di certi personaggi e delle loro storie è riuscita a superare gli evidenti limiti tecnici, e ancora oggi i cartoni animati di quel periodo godono di una reputazione eccezionale. Uno dei filoni più gettonati era senz'altro quello dei robot giganti, che dalla sua aveva la facilità di fruizione (ogni puntata un mostro diverso, ma la struttura narrativa rimaneva praticamente identica) e la grandissima fascinazione legata al design, gli armamentari e tutte le sequenze di assemblaggio – incastro – trasformazione di cui erano capaci gli eroi protagonisti dei cartoni animati anni 80.

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CARTONI ANIMATI ANNI 80: I ROBOT CHE CI SONO RIMASTI NEL CUORE. Vediamo insieme quali sono i robot dei cartoni animati anni '80 che difficilmente potremo dimenticare.

  • Daitarn 3: di sicuro il più scanzonato del lotto, e per questo motivo uno dei robot che è riuscito a superare la prova del tempo. In lotta contro i terribili Meganoidi, in grado di trasformarsi in giganteschi esseri mostruosi, l'eroe Haran Banjo faceva uso di questo robot che combatteva grazie all'energia solare. Tra l'altro fu uno dei pochi robot a fare uso di inequivocabili espressioni facciali.
  • Gordian: i veri fan dei robot giganti giapponesi ricordano Gordian come uno dei più originali tra i “componibili”. I tre robot – Protesser, Delinger e Garbin - infatti non si incastrano in modo da creare un mezzo più grande, ma si infilano l'uno dentro l'altro, come se fossero una matrioska. La trama invece non fa che riprendere il cliché dell'invasione aliena, ma il ribelle Daigo si dimostra un personaggio interessante.
  • Mazinga Z: primo nello sterminato archivio di colossi giganti del suo creatore Go Nagai, Mazinga Z nasce dall'idea di una vettura che consentisse al suo creatore di uscire dal traffico con una vettura dotata di arti. Koji Kabuto, figlio dello scienziato Kenzo, combatte il Dottor Inferno e i suoi mostri meccanici creati dai micenei. Ad aiutarlo anche il robot femminile Afrodite A e l'artigianale Boss Robot, esilarante spalla comica del terzetto.
  • Gundam: da sempre conosciuto come il più realistico tra i robot a venire fuori dal Giappone, la particolarità di Gundam è che si tratta di un mezzo come gli altri, sostituibile e modificabile a seconda dell'occasione. Il titano bianco e blu dallo scudo rosso è infatti solo una delle pedine nella grande guerra in cui la Federazione Terrestre si oppone al Principate di Zeon che ha mira secessioniste. Per quanto sia l'arma segreta dei terrestri, tuttavia il Gundam non è di certo invincibile.
  • Jeeg Robot d'acciaio: diversamente dalla maggior parte degli altri cartoni animati, in questa serie di Go Nagai è un essere umano a potersi trasformare in un robot, cui vengono forniti dei componenti aggiuntivi: infatti il protagonista Hiroshi è sin da principio un cyborg al quale è stato innestato nel petto una campana magica, che però ha risvegliato anche una ragazza di terribili guerrieri mostri. 
  • Voltron: nato dalla fusione compiuta dagli americani di due differenti serie giapponesi, Voltron è probabilmente uno dei robot più appariscenti di sempre. Nella prima stagione sono cinque i leoni robot che combattono una razza aliena decisa a far piazza pulita dei terrestri: gli animali robotici si possono poi assemblare per dare vita al robot armato di spada.

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(Foto: Mazinga Z, courtesy of Toei Animation)

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