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Cartoni animati anni '80: quelli che avete dimenticato

CARTONI ANIMATI ANNI '80: QUELLI CHE AVETE DIMENTICATO. Al giorno d'oggi gli appassionati di cartoni animati giapponesi, che hanno accesso a centinaio di titolo, paradossalmente si lamentano della scarsa varietà dell'offerta. Per quanto i cartoni animati siano aumentati a dismisura, infatti, quella che si vede sempre più spesso è un'omologazione che lascia poco spazio alla fantasia.
I colori si sono fatti più vivaci, gli sfondi al limite del fotorealismo e le animazioni sempre più accurate, eppure al 90% i nuovi anime partono praticamente sempre da un'identica premessa, quella di un protagonista maschile un po' imbranato o al limite della sociopatia che acquista (o scopre di aver sempre avuto) un potere speciale con il quale deve salvare il mondo. Un po' noioso, non trovate?

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CARTONI ANIMATI GIAPPONESI: QUELLI DEGLI ANNI '80 DIMENTICATI. Diversi i tempi degli anni '80, in cui i fanatici dei cartoni animati dovevano accontentarsi di ciò che passava la televisione pubblica e privata, ovvero non molto. Eppure, in quella che venne definita una vera e propria invasione del Sol Levante, furono tante le perle che i trentenni-quarantenni di oggi ricordano con un certo affetto spargendo lacrime nostalgiche.
Ecco allora alcuni dei cartoni animati anni '80 che sono stati dimenticati nonostante fossero dei piccoli capolavori.

  • Gigi la trottola (1986): ai tempi questo cartone non è stato molto pubblicizzato, forse anche a causa della mania del piccolo protagonista, invero un po' sporcaccione, che andava matto per le mutandine delle ragazze della sua scuola. E invece gli incontri di basket cui partecipa il pigmeo Gigi sono particolarmente appassionanti grazie alle numerose tecniche speciale che questi si inventa per sopperire alla sua scarsa prestanza fisica.
  • Yattaman (1983): eccoci con uno dei più spassosi ed eccentrici esempi di serie animate dalla struttura fissa. Come si ricorderà, infatti, in ogni episodio di Yattaman i due protagonista Ganchan e Janet devono fermare i malefici piani del goffo Trio Drombo, alla ricerca dei frammenti di una pietra misteriosa. I due gruppi si scontrano ogni volta, prima di persona e poi a bordo di fantasiosi robot, fino alla puntuale sconfitta dei cattivi.
  • Il tulipano nero (1984): la passione dei giapponesi per la Francia pre-rivoluzionaria non riguarda solo la celeberrima Lady Oscar, ma anche la giustiziera mascherata che con il suo fioretto difende i deboli dai soprusi dei nobili con il nome di Stella della Senna. I richiami storici sono un po' meno precisi e frequenti rispetto alla “collega”, essendo il cartone improntato maggiormente all'azione.
  • Memole dolce Memole (1986): e se i folletti altro non fossero che alieni? È la premessa di questo tenero cartone animato in cui il popolo del pianeta Filofilo sbarca sulla Terra per un'avaria dell'astronave. Piccolissimi, i protagonisti capeggiati da Memole fanno amicizia con la giovane Mariel, ragazzina malata che decide di proteggerli e aiutarli a superare i pericoli cui potrebbero andare incontro.
  • City Hunter (1988): probabilmente in pochi avranno visto questo anime, in Giappone di culto ma in Italia più “carbonaro”. Ed è un peccato perché il noir ironico di cui è protagonista Ryo Saeba, detective privato con la passione per le donne e dalla mira infallibile, sono godibilissime anche ai giorni d'oggi.
  • I cinque samurai (1988): tutti si ricordano I cavalieri dello zodiaco, ma questa serie animata quasi dimenticata è uno dei migliori esempi di avventura e azione all'insegna della cultura giapponese. I protagonisti sono infatti cinque ragazzi che ricevono in dono delle armature speciale, ognuna legata a un elemento diverso, con le quali devono sconfiggere gli Spiriti del Male, anch'essi in possesso di armature demoniache.

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(Foto: Il tulipano nero, Courtesy of Sunrise, Unimax)

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