Spettacolo

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  • Scritto da: Serena De Domenico

Cinema: The Woman in Black

Direttamente dagli UK, dove ha sbancato i botteghini, incassando ben 3.15 milioni di sterline, appassionando il pubblico e ottenendo il consenso della critica, il 2 Marzo arriva nelle sale italiane The Woman in Black. Ultima grande ghost story firmata Hammer, la storica casa di produzione inglese, vessillo del cinema horror di qualità e dei nostri  “dolci” incubi in celluloide.
Un evento per gli amanti del genere, che da tempo aspettavano una pellicola che compiacesse la tradizione, senza risultare "finta". Un film imperdibile per chi adora “respirare” quelle atmosfere macabre e spettrali che solo l’Inghilterra vittoriana, ricreata a regola d’arte in The Woman in Black , sa regalare.

È proprio in uno sperduto paesino della brughiera inglese che si trova Eal Marsh House. Una vecchia casa, circondata dalla palude e avvolta da angoscianti e lugubri segreti, da cui gli abitanti del posto vogliono tenersi  lontani. Incaricato di vendere la casa, nel luogo spettrale giunge Arthur Kipps (Daniel Radcliffe), un giovane avvocato, vedovo e con un figlio a carico. Arthur deve a tutti costi concludere l’affare, non può infatti permettersi di perdere il lavoro. Decide così di andare in fondo ai misteri che avvolgono la cittadina, dominata dalla paura e dal  dolore portati dalle apparizioni di una donna in nero, legate alla morte improvvisa di alcuni bambini. Chi è la donna in nero? Come è possibile sedare la sua sete di vendetta?

I fantasmi quindi sono il tema centrale del film e non solo quello della donna in nero che  tormenta gli abitanti del villaggio e da cui i bambini sono ossessionati, ma anche i fantasmi personali e professionali del giovane protagonista. Una danza di emozioni angosciante, dal ritmo serrato, tra il reale tragico e il paranormale, che si manifesta fino a ingoiarlo e travolgerlo del tutto.
The Woman in Black è l’esempio perfetto di come il vero cinema horror ha poco a che fare con le sequenze a base di sangue e la violenza gratuita a cui ci hanno abituato i sottogeneri più recenti. Il giovane regista, David Watkins, fedele al mood del celebre romanzo gotico a cui il film si ispira, fa tremare il suo pubblico, senza ricorrere ad artifici visivi scontati e dozzinali. Ci sono  i fantasmi, come abbiamo detto, i bambini dagli sguardi ambigui, una palude misteriosa e una casa infestata. Basta tutto questo a togliere il respiro scena dopo scena, a chiudere gli occhi e lanciare qualche gridolino di paura. Valido sicuramente il contributo di una colonna sonora di grande impatto emotivo e una fotografia degna dei grandi classici.

Lascia senza fiato anche l’ottima interpretazione di Daniel Radcliffe, perfetto nei panni del giovane vedovo londinese. Daniel ha lo sguardo giusto, malinconico, ma allo stesso tempo determinato e i modi giusti. Messi da parte i panni del mago, interpreta un ruolo così umano, che sicuramente il pubblico apprezzerà. Tutti avrete voglia di fargli compagnia in questa fatale caccia ai fantasmi.

Serena De Domenico

 

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