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Cosa ci ha insegnato la Fantascienza al cinema

COSA CI HA INSEGNATO LA FANTASCIENZA AL CINEMA. Tra tutti i generi cinematografici la fantascienza è quella da cui si possono trarre molte lezioni, soprattutto perché – come fa intendere lo stesso nome – si tratta di storie che o si svolgono in un futuro più o meno prossimo che cambia dal nostro mondo per qualche aspetto significativo, oppure perché discutono esplicitamente problemi del presente estremizzandoli. Non è un caso infatti che molto spesso gli scrittori di fantascienza vengano spesso apprezzati quanto più riescono a descrivere, definire e chiarire dei temi che a oggi ci sembrano ancora nebulosi: insomma, se volete sapere come andremo a finire iniziate subito a leggere qualche libro di questo filone.

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FANTASCIENZA: ECCO COSA CI HA INSEGNATO IL CINEMA. Ma quali sono invece gli insegnamenti più pratici che possiamo trarre da alcuni dei più famosi film di fantascienza di tutti i tempi? Vediamone alcuni.

  • Blade Runner (1982): a seconda della versione che avete visto potreste ritrovarvi a pensare che anche le macchine, per quanto artificiali, sono capaci di provare dei sentimenti, una volta che viene dato loro aspetto e intelligenza umana, oppure potrebbe venirvi seriamente il dubbio di essere degli androidi. Vi consigliamo di non iniziare a grattarvi, quell'ispessimento della pelle non è una lastra metallica sottocutanea!
  • Il pianeta delle scimmie (1968): uno dei colpi di scena più famosi di tutti i tempi – e che perciò paradossalmente non è più tale – ci mostra come la Terra possa essere dominata dalle scimmie, se la razza umana non saprà regolarsi. Sarà forse arrivato il momento di smettere di trattare gli animali come se fossero delle persone, fosse solo per non farsi sterminare da gatti in grado di usare dei coltelli?
  • Cube (1997): un gruppo di sconosciuti si ritrova in un ambiente stranissimo costituito da una serie di stanze cubiche che si possono attraversare sfuggendo a delle trappole e risolvendo indovinelli matematici. Nonostante l'ambientazione in quello che alla fin fine è un cubo di Rubik colpisce molto come siano sempre gli essere umani i peggiori nemici di se stessi: quindi diffidate della tecnologia ma diffidate ancora di più di chi l'ha creata.
  • Essi vivono (1988): uno dei film di fantascienza più citati da chi si spaccia per filosofo è però davvero un ottimo esempio di quanti e quali siano i messaggi impliciti in tutto ciò che ci viene offerto giorno per giorno. Un uomo trova degli strani occhiali da sole che gli permettono di vedere la realtà come davvero è: la città è piena di messaggi di sottomissione lanciati da una razza aliena, che gli uomini accettano passivamente, nascosti nella maggior parte dei media. La lezione da trarre consiste dunque nel riflettere su ciò che vi viene proposto agendo sempre criticamente.
  • Minority Report (2002): e se potessimo prevedere con quasi assoluta certezza chi è in procinto di compiere un crimine? Questa è la domanda posta da questo film tratto da un racconto di Philip Dick in cui un corpo di polizia si basa proprio su previsioni del genere. Ma è davvero lecito ritenere colpevole una persona solo sulla base di un'intenzione quando ancora non si è concretizzata? E voi dovreste perdonare un amico che vi ha confessato di aver pensato di farvi un torto pur senza metterlo in atto?
  • Inception (2010): in questo labirintico film firmato da Christopher Nolan si ripete spesso il concetto che un'idea può essere innestata nella mente di un uomo se si riesce a penetrare nel suo inconscio. Il dubbio in effetti è difficile da dirimere con assoluta certezza: siamo davvero sicuri che ciò che pensiamo e facciamo sia frutto sempre e solo della nostra volontà?

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